«Squallidi tentativi di condizionamento personale»

Si fa sempre più incandescente il clima politico in Municipio a Nuoro già arroventato prima della seduta di ieri che, di fatto, ha fatto finire il Consiglio nel pantano di due fronti contrapposti con 12 voti per l’opposizione e altrettanti per la maggioranza costretta a tenere in panchina Marilena Rojch, la consigliera che deve subentrare a Eleonora Angheleddu nominata assessore, fermata da un voto contrario sulla surroga. Un ambiente sempre più avvelenato se nove consiglieri di minoranza in una nota congiunta non firmata solo dai tre sardisti hanno denunciato oggi addirittura «squallidi tentativi di condizionamento personale». Sullo sfondo, in attesa di chiarire la posizione del 13 consigliere che ripristinerebbe una maggioranza seppur precaria per la Giunta Soddu, resta comunque la questione dei conti. L’attesa a questo punto è tutto sul parere dei revisori sul Rendiconto 2017 che secondo un decreto dell’assessore regionale Cristiano Erriu doveva essere approvato entro oggi e, invece, è stato votato solo in Giunta e ieri non è stato presentato come da secondo punto all’ordine del giorno, al Consiglio per l’ostruzionismo dell’opposizione che è riuscita a trascinare il dibattito sulla surroga fino alle 22, ora prevista per la chiusura, con la maggioranza che non aveva i voti neanche per imporre il proseguimento dei lavori. Dopo la notifica dei parere da parte dei revisori dovranno trascorrere 20 giorni a disposizione dei consiglieri per studiare il Rendiconto e, quindi, è a rischio la seduta già convocata per il 29 ottobre per l’approvazione. Quanto sarà disposta ad aspettare la Regione per un documento contabile che per legge doveva essere votato entro il 30 aprile? A questo interrogativo è legato il destino della Giunta Soddu che deve fare i conti quindi anche con un teorico rischio commissariamento.

Ieri a seduta ancora in corso e con il sindaco che non ha preso la parola, abbiamo pubblicato una nota dell’Ufficio Stampa che riportava le dichiarazioni sulla riunione di Andrea Soddu e del segretario generale Antonino Puledda (https://www.ortobene.net/bagarre-consiglio-seduta-sospesa/), per par condicio oggi riportiamo integralmente il documento firmato dai nove oppositori: Pierluigi SaiuAlessandro Bianchi, Basilio BroduGian Pietro Gusai, Peppe Montesu, Leonardo Moro, Nicola PorcuMara Sanna e Tore Sulas.

 Da mesi il sindaco di Nuoro calpesta la democrazia. Lo fa rimanendo attaccato a quella poltrona da cui sembra non volersi separare in nessun modo. Da mesi infatti Soddu non ha più una maggioranza su cui contare ma piuttosto che dimettersi preferisce la paralisi dell’attività amministrativa del Comune.

La sua strategia sembra essere diventata la fuga. Ha cominciato ritirando la proposta di delibera sugli equilibri di bilancio il 12 settembre scorso. In quella circostanza, piuttosto che affrontare il voto dell’aula, per paura di andare sotto e doversi dimettere, Soddu ha infatti ritirato la delibera, su cui il collegio dei revisori aveva comunque espresso parere negativo. Il 28 settembre scorso ha presentato la nuova giunta (si fa per dire) dopo la seduta del consiglio, nel corso di una conferenza stampa. Ieri, piuttosto che intervenire in aula, ha rilasciato dichiarazioni attraverso un comunicato, evidentemente incapace di sostenere il confronto dentro il Consiglio comunale. Confronto al quale hanno partecipato con i loro interventi solo due consiglieri della ex maggioranza contro i dodici delle opposizioni.

In giunta sono rimasti soltanto quattro assessori in carica. I numeri in consiglio certificano chiaramente che una maggioranza Soddu non ce l’ha più. È una crisi istituzionale senza precedenti e la colpa è del sindaco, preoccupato solo di non perdere la poltrona.

Ieri non sono stati in grado nemmeno di sostituire un consigliere passato in giunta. Non è mai capitato nella storia del comune di Nuoro che un sindaco senza più maggioranza restasse comunque in carica. Ieri abbiamo svolto con responsabilità il nostro ruolo di consiglieri eletti, esercitando il nostro diritto di voto su una delibera così come ci è stata proposta da loro. Lo abbiamo fatto resistendo anche a squallidi tentativi di condizionamento personale che pure durante la seduta qualcuno ha cercato di portare avanti. Lo abbiamo fatto in nome di quella democrazia che Soddu e compagni calpestano da mesi.

Un sindaco senza maggioranza ha il dovere di lasciare l’incarico. Ci aspettiamo che Soddu protocolli oggi stesso la sua lettera di dimissioni. Che prenda atto di non avere più una maggioranza. Che rispetti quella democrazia che a parole dice di voler difendere e dimostri di tenere alla città più di quanto tenga alla poltrona.

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