Solinas: «Piano da un miliardo, 100 milioni subito contro la fame»

(DIRE) Cagliari, 31 mar. – «La crisi economica e sociale in Sardegna sarà più pesante che in altre Regioni. Non escludo che si debbano mettere in campo risorse prossime al miliardo di euro». Così il presidente della Regione, Christian Solinas, durante l’appuntamento quotidiano con la stampa in videoconferenza. Il governatore sardo, prima dell’incontro con i giornalisti, ha partecipato, sempre da remoto, alla conferenza di capigruppo del Consiglio regionale, convocata per fare il punto sulle misure da mettere in campo per affrontare l’emergenza sanitaria ed economica. E proprio da qui parte il colloquio con i giornalisti: «Ringrazio i capigruppo per l’audizione e il clima costruttivo che hanno dimostrato. Oggi abbiamo cominciato a tracciare un percorso che porterà la giunta a presentare un articolato di legge entro le prossime 48 ore che dia risposte ai settore economico e sociale, accanto alle misure che si stanno portando avanti sotto il profilo sanitario». Poi nel dettaglio: «Stiamo facendo una ricognizione su tutto ciò che possiamo utilizzare del bilancio regionale per dare risposte alle esigenze dei cittadini sardi che hanno bisogno in questo momento di liquidità. Non baderemo a spese – assicura Solinas tutto quello che serve lo recupereremo. Modificheremo se necessario le previsioni iniziali della finanziaria, anche tirando la cinghia su altri settori, ma metteremo a disposizione un plafon che consenta alle famiglie di affrontare questa crisi con dignità. Ci sono due ordini di grandezza, uno è il sistema di aiuti che serve a garantire la liquidità per fare la spesa, e credo che ci voglia un intervento superiore ai 100 milioni per i prossimi due mesi. Oltre questo c’è da mettere in campo un grande piano per la sofferenza delle imprese, che va supportato con ulteriori investimenti, oltre a quelli già messi in campo, che sono attualmente 110 milioni». Ma, specifica il presidente, «bisogna iniziare a programmare il futuro già da ora, voglio guardare al giorno in cui passerà l’emergenza sanitaria, e ci ritroveremo con una Regione che deve riprendere il cammino. Diversamente ci sarà solo disperazione. Oggi gli ultimi dati ci dicono che ci potrebbe essere una decrescita del Pil nazionale del 10%: non escludo che si debbano mettere in campo risorse prossime al miliardo di euro».

Il Pil della Sardegna, ricorda Solinas, «è mediamente di 33 miliardi di euro: su questo dato, il valore del comparto turistico è pari all’8% e l’indotto del solo turismo equivale a un altro 6%. Quindi, senza contare il disastro della chiusura dei piccoli esercizi, la flessione che avremo sul Pil della Sardegna sarà fortissima: quando diciamo il 10% di flessione media del Paese, in Sardegna l’impatto potrebbe essere ben più grave». Per alimentare una ripresa, «serve dunque una politica keynesiana aggressiva, un’iniezione di risorse nel sistema che attivi diversi circuiti. Questo in parte ce l’avremo attraverso il fondo che abbiamo portato a casa con la chiusura della partita degli accantonamenti, 1,6 miliardi per le grandi opere. Ma non e’ sufficiente – specifica il governatore -. Ecco perché un miliardo aggiuntivo significherebbe dare una stura alla ripartenza del sistema economico, anche per generare nuovo Pil, non fosse altro che il bilancio della Regione, per la parte entrate, deriva da compartecipazioni al gettito erariale. Che nel 2020 sarà fortemente ridimensionato».

 Conclude Solinas: «Oggi ho chiesto all’intera classe dirigente della politica sarda di fare fronte comune. Non si tratta di emergenze che hanno colore politico, non possono essere terreno di scontro tra maggioranza e opposizione, perche’ il popolo sardo ci giudichera’ sulla capacita’ complessiva del sistema di dare riposte adeguate e tempestive». (Api/ Dire) 21:15 31-03-20 NNNN