Solinas: «Il no del Governo non stupisce»

Cagliari, 26 mag. – «Il vice ministro Sileri dice che il passaporto sanitario è impraticabile? Non mi stupisce più. Ricordo che all’inizio della pandemia, quando io proposi di chiudere i porti e gli aeroporti della Sardegna, mi presero per matto, dissero che era una cosa strampalata. Salvo poi, due settimane dopo, mettere in lockdown tutto il Paese. Se avessi potuto prendere questa decisione immediatamente, in Sardegna non ci sarebbero stati contagi». Così il presidente della Regione Sardegna, Christian Solinas, ospite oggi a “Un giorno da pecora” su Radio Uno. Vari gli argomenti toccati dal governatore intervistato dai conduttori Geppi Cucciari e Giorgio Lauro, ma a tenere banco, ancora una volta, è il passaporto sanitario per i turisti. «Stiamo chiedendo una cosa molto più semplice di quello che è stato rappresentato – ribadisce Solinas semplicemente una certificazione di negatività al virus, che non significa chiaramente patente di immunità, anche perché l’immunità al momento non è certificabile. Quindi chiediamo solo che il governo faccia la sua parte, consentendo che nei laboratori, nelle farmacie e dai medici di famiglia, un cittadino possa con semplicità fare un test rapido che attesti che in quel momento non è positivo. Abbiamo poi detto con chiarezza che ai turisti che verranno in Sardegna muniti di una certificazione di questo tipo, restituiremo in termini di servizi turistici o presso gli alberghi, l’importo pagato per effettuare il test. Qualora il turista abbia una seconda casa o si rechi in altre strutture, garantiremo dei bonus regionali che consentano l’accesso a siti archeologici o l’acquisto di prodotti tipici. Stesso discorso per i residenti che torneranno».

Il test, specifica poi il governatore sardo, «si potrà fare entro tre giorni dalla partenza: il turista si presenterà all’imbarco munito della carta d’imbarco, del documento d’identità e di questo certificato. Se il passeggero dovesse presentarsi senza il documento, stiamo approntando due ipotesi: o il divieto di viaggio, oppure la possibilità di poter realizzare il test direttamente all’arrivo. Naturalmente deve essere chiaro che chi arriva col certificato già eseguito, non subirà alcun rallentamento, quindi uscirà immediatamente dall’aeroporto o dal porto. Ricordo che noi guardiamo ai test rapidi molecolari, utilizzati in New Jersey. Anche l’università dell’Insubria ha fatto una bellissima ricerca in questo senso, già ingegnerizzata, e credo che abbia fatto un accordo per la produzione a livello industriale. Il test salivare molecolare ha bisogno di pochi minuti per giungere a un responso». (Api/ Dire) 16:48 26-05-20 NNNN