Soddu verso una maggioranza a 13

A Nuoro mentre dall’opposizione il consigliere Pierluigi Saiu torna a chiedere a gran voce le dimissioni del sindaco Andrea Soddu e elezioni  anticipate «per dare subito un governo forte alla città», la maggioranza sembra continuare a farsi male da sola certificando a colpi di documenti e conferenze stampa un’evidente incomunicabilità. A stretto giro di posta la lista del primo cittadino “Scegliamo Nuoro” replica, infatti, ai sardisti, in un gioco delle parti che, anche per la lunghezza dei documenti, rischia di aggravare il malumore dei cittadini, mentre i problemi reali restano in secondo piano se sia il Psd’Az ieri che “Scegliamo Nuoro” oggi, citano tra i risultati quel Piano per le periferie senza dire una parola sul fatto che i 18 milioni di euro, dopo la votazione al Senato su un smendamento del Governo, rischiano di tramontare come un sogno di mezza estate.

RIENTRA “LA CITTÀ IN COMUNE”? Nello stesso tempo, Soddu dopo alcuni incontri di maggioranza sarebbe in queste ore impegnato in una serie di incontri bilaterali nel tentativo di ricompattare la maggioranza a 13, ricucendo il rapporto con “La città in Comune operazione ben avviata, pare, con l’offerta di un posto in Giunta per Paolo Manca in una giunta che, secondo alcuni, dovrebbe essere annunciata addirittura prima di Ferragosto. Giunta che il sindaco darebbe insomma, anche dopo il mancato incontro di mercoledì, ormai come irrecuperabile l’alleanza con i sardisti, tanto che in Consiglio, salvo sorprese di apporti dalla minoranza che però allo stato attuale appaiono improbabili, conterebbe solo su due voti. Tra i sardisti  e Soddu i rapporti, ex assessori compresi, si sarebbe interrotti anche a livello personale. Il confronto si riduce così  a uno sterile botta e risposta affidato a lunghissimi comunicati e per di più per interposta persona, come dimostra proprio il documento di “Scegliamo Nuoro”.

“SCEGLIAMO NUORO” CONTRO SARDISTI. La conferenza stampa dove i sardisti hanno chiesto al sindaco di azzerare la Giunta dimezzata in carica (lui, il suo vice e l’assessore Valeria Romagna)? «Un piccolo show fatto di slogan già utilizzati, dati distorti e falsità abbastanza evidenti», scrive  “Scegliamo Nuoro” nella nota divulgata dalla capogruppo Fausta Moroni che si apre con un colpo basso: «Dispiace solo che i sardisti, che ci avevano promesso massima chiarezza, ancora una volta non siano riusciti a dire esplicitamente intorno a cosa ruota il loro malumore: il terzo assessorato. È per il terzo assessorato che hanno iniziato a boicottare i lavori di giunta e consiglio, abbastanza inutile sciorinare percentuali di presenze quando le assenze sono bassa strategia di segreteria, ed è intorno ad una loro maggior presenza nell’organo di governo che ruotano i loro mal di pancia. Il terzo assessorato serve a far vedere ai loro superiori ed alleati che a Nuoro comandano loro, un dato spendibile nell’imminente campagna elettorale e che soddisferebbe l’ambizione di qualche consigliere convinto solo di recente a digerire l’accordo con la Lega di Salvini». Riemerge l’insofferenza per quello che in certi settori della maggioranza veniva definito“eccessivo protagonismo sardista” che solo nell’ultimo mese ha visto due assessori portare a casa l’approvazione del Bilancio e lo statuto della società  comunale per i rifiuti (Giuliano Sanna), e il piano triennale delle opere pubbliche (Antonio Belloi). Sulla richiesta del terzo assessorato genericamente spiegata dal Psd’Az con l’eccessivo peso delle deleghe per alcuni assessori, secondo “Scegliamo Nuoro” i sardisti «hanno scelto di girare intorno alla questione, auto-assegnandosi alcuni risultati di tutta l’amministrazione, si veda il piano delle periferie che non è certo un intuizione del pur bravo assessore Belloi, accusando gli altri di poca operatività e lamentandosi di eccessivo peso delle deleghe. Addirittura parlano di assessorati a diversa velocità, come se questo dipendesse dai due assessori e non dal tipo di deleghe e dal gruppo di lavoro che si ha a disposizione all’interno della struttura comunale. Anche un bambino sarebbe in grado di capire che dietro queste rimostranze, che a volte si contraddicono tra di loro, c’è la richiesta di avere di più ma crediamo che bilancio, urbanistica, ambiente, lavori pubblici e sport siano sufficienti per dimostrare che questa amministrazione considerava il Psd’Az un alleato valido e affidabile». Nel documento la lista del sindaco ribadisce che la revoca delle deleghe  ė stata causata dall’«ostruzionismo nei confronti dei lavori di giunta e consiglio e le pressioni che arrivavano dalla sede di via Roma hanno portato a questa decisione. È chiaro che in tutto questo l’accreditarsi presso la segreteria nazionale e i nuovi alleati in vista delle regionali gioca un ruolo importante che ha determinato il loro atteggiamento negli ultimi tempi». Dai calcoli di bottega alle questioni di principio dell’ultimora, con il sindaco («la bella addormentata nel bosco», secondo i sardisti) che dopo sei mesi si ė accorto deĺl’alleanza Psd’Az-Lega e chiesto ai Quattro Mori nuoresi di disconoscere quell’accordo per proseguire l’alleanza nel nome dell’accoglienza dei migranti e quei valori al centro anche del piano di accoglienza diffusa che ha visto nei mesi scorsi l’amministrazione comunale impegnata in un’opera di informazione e sensibilizzazione a tratti difficile. Un impegno portato avanti e rivendicato anche dal Psd’Az, come riconosce nel documento “Scegliamo Nuoro”: «A questo proposito abbiamo visto come hanno fatto notare la loro presenza in prima linea per il progetto SPRAR, ed è vero, anche se pure stavolta hanno omesso che in prima linea c’era tutta l’amministrazione con a capo l’assessore Romagna. Oggi non saremmo minimamente credibili se andassimo a parlare di accoglienza diffusa e società multiculturale insieme a chi fiancheggia chi vorrebbe i migranti rispediti a casa e i barconi affondati. Questo si che sarebbe davvero vergognoso. Il sociale e la difesa dei diritti dei cittadini sono al primo posto di questa amministrazione e non possono essere sacrificati da chi, per interessi elettorali e distrazioni di massa, vuole seminare odio e intolleranza, o addirittura far saltare i lavori di una giunta per ottenere una poltrona in più con la forza. D’altronde come avevano scritto gli stessi consiglieri del Psd’Az in quel documento sottoscritto da tutti loro a gennaio, che citiamo e che permise la loro permanenza coerente in questa giunta, ‘Continueremo a impegnarci esaltando i valori della libertà, uguaglianza e fratellanza, affinché tutti gli uomini e le donne godano di pari diritti, opportunità e abbiano gli stessi doveri, contro ogni forma di razzismo e di sfruttamento dell’uomo. Non è dunque il sindaco che deve dare spiegazioni – sostiene ancora il gruppo di cui ė espressione Andrea Soddu – quando accettammo il Psd’Az come quinta forza della nostra compagine, la loro linea politica era diversa, altrimenti non sarebbero stati nostri alleati, poi le cose sono cambiate, legittimo che loro facciano le loro scelte, altrettanto legittimo è non condividerle e agire di conseguenza. Peraltro le suddette scelte, difese a spada tratta dall’assessore Sanna con il mutismo ingiustificato del suo collega di giunta e partito, vennero rigettate dagli stessi consiglieri con il comunicato precedentemente citato, solo che scrivere note serve a poco se poi non seguono i fatti. Un consigliere del Psd’Az è passato al gruppo misto scegliendo l’amministrazione della città come priorità, gli altri sono rimasti al loro posto accanto a quel segretario nazionale, tanto vituperato ieri, quanto esaltato oggi. Il perché non dobbiamo spiegarlo di certo noi, anche se le note stampa della sezione “28 aprile” pubblicate in questi giorni lo lasciano intendere. Quello che è evidente – conclude il gruppo consiliare di “Scegliamo Nuoro” è che qualcuno è passato dal duro dissenso e dal fare campagne elettorali sottotraccia per altre formazioni politiche a ergersi a baluardo del sardismo. Stranezze della politica».

SAIU: «SUBITO AL VOTO». Stranezze, ben visibili anche dal fronte dell’opposizione: «Il problema non è semplicemente numerico, ė politico», tuona Pierluigi Saiu, sottolineando tra l’altro che la rottura tra Soddu e i sardisti è stata «poi condita da motivazioni ideologiche francamente molto deboli, a meno che non si voglia leggere l’azione del sindaco nell’ottica di un suo schieramento a sinistra. Occorre allora prendere atto che una maggioranza politica non c’è più. Occorre prendere atto del fallimento politico dell’amministrazione Soddu. Servono i numeri per governare, non per stare a galla. Il consiglio non ha ancora approvato gli equilibri di bilancio, manca il rendiconto 2017, l’attività consiliare è di di fatto sospesa. L’assemblea non viene convocata per paura di andare sotto. Davvero il sindaco pensa di poter governare senza una maggioranza? Davvero pensa di poter stare a galla e far andare la città a fondo?», si chiede ancora Pierluigi Saiu. «L’attaccamento alla poltrona non può essere l’unico collante per tenere insieme  i pezzi che restano della ormai ex maggioranza o per provare a recuperare quelli persi. I numeri per governare non ci sono e certamente non si potrà guardare alle opposizioni nella speranza che qualcuno si presti a fare da stampella a un sindaco senza più i numeri. Non accadrà. Lo spettacolo a cui i nuoresi stanno assistendo in questi giorni è imbarazzante. Un sindaco senza più maggioranza ha il dovere di dimettersi. La città – conclude Saiu – ha bisogno di un governo forte e devono essere i nuoresi a sceglierlo. Bisogna ridare la parola ai cittadini».

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