Siniscola, Via Crucis nella strada dei 21 morti
di Redazione

23 Marzo 2019

3' di lettura

Una Via Crucis di meno di otto chilometri con 21 stazioni, una per ogni vittima di incidente stradale nella strada provinciale Siniscola-La Caletta. La marcia silenziosa partita stamattina dal capoluogo baroniese, è iniziata con la preghiera del parroco don Salvatore Orunesu ed è proseguita con 21 soste e altrettanti momenti di riflessione, con i parenti degli scomparsi che hanno deposto un fiore nel punto dove è morto il loro caro. Momenti di viva emozione quando il corteo ha raggiunto il punto dove due settimane fa è morto, investito da un’auto, Emanuele Tancale, il giovane di 18 anni che rientrava a piedi da La Caletta, in una strada stretta per il volume di traffico che sopporta da e per il mare, buia, senza marciapiede e che nei tratti in rettilineo invita a pigiare pericolosamente sull’acceleratore. C’erano tra le centinaia di dimostranti , oltre duemila, anche i genitori di Emanuele e il fratellino con i suoi compagnetti a chiedere che il giovane sia l’ultima vittima di quella strada e sostenere le richieste del sindaco di Siniscola Gianluigi Farris (presente in fascia tricolore insieme al vicesindaco di Posada Giorgio Careddu) che più volte, anche dopo l’ultima tragedia, ha chiesto a Regione e Provincia un intervento per dotare la pericolosissima arteria di un percorso pedonale e una pista ciclabile adeguatamente illuminati e protetti dalle barriere di sicurezza. Carenze costate tante vittime, accomunando nella tragedia spesso gli stessi protagonisti sopravvissuti all’incidente come ha ricordato don Orunesu pregando per il giovani che ha travolto Emanuele Tancale. Richiesta ribadita dalla popolazione di Siniscola e La Caletta nella marcia silenziosa di stamattina indetta dall’associazione di volontariato “La Fenice” che opera anche a Siniscola dalla sua sede di Torpè e la gestione del 118 a Lodè, paesi coinvolti come gli altri centri della zona, compresi tanti nuoresi e le migliaia di turisti che d’estate rendono la Siniscola-La Caletta ancora più pericolosa come sa bene proprio chi opera negli apparati di soccorso. La protesta – sostenuta da una petizione che nei primi giorni ha superato le duemila firme – ha trovato un primo interlocutore in Pierluigi Saiu: «La messa in sicurezza della strada provinciale 3 che collega Siniscola a La Calettasarà la mia prima battaglia in consiglio regionale», scrive in una nota il consigliere regionale nuorese neo eletto nelle liste de la Lega. «Oggi migliaia di persone hanno marciato su quella strada in cui, la notte del 10 marzo scorso, ha perso la vita Emanuele, un ragazzo di appena di 18 anni. Sono state 21 le vittime di questa strada negli ultimi anni. Un tragitto di appena otto chilometri su cui occorre intervenire. Farò tutto quello che è in mio potere affinché quella strada sia messa in sicurezza con il rifacimento del manto stradale, un’illuminazione adeguata e una segnaletica efficiente. L’amministrazione comunale chiede un intervento da anni. Nei prossimi giorni – conclude Saiuchiederò un incontro al sindaco di Siniscola e al commissario della Provincia per capire quali provvedimenti assumere per risolvere il problema».  

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