Il sindaco di Oliena: «Oloè, tutto è ancora fermo»

Mentre nell’albo pretorio on-line della Provincia di Nuoro ieri è comparsa l’approvazione di una perizia di variante da centomila euro e l’affidamento dell’intervento supplettivo di una radicale pulizia dell’alveo all’impresa già impegnata nei “Lavori di restauro del viadotto di Oloè – terrapieno al Km. 7  presso la S.P. (Oliena)”, il silenzio sembra calato sul ponte e soprattutto sui tempi di ripristino della circolazione sulla strada provinciale per Dorgali. Lavori conclusi, collaudi effettuati ma tutto è fermo in attesa del dissequestro da parte della Procura della Repubblica. Le certezze (o la speranza?) di una riapertura per l’estate sembrano cadere, tanto che il sindaco Bastiano Congiu si è visto costretto a chiedere l’intervento diretto e urgente del presidente della Regione Christian Solinas e dell’assessore ai Lavori pubblici Roberto Frongia «per evidenziare, ancora una volta, il dramma che la Comunità di Oliena sta vivendo ormai dal novembre del 2013, quando la furia del cosiddetto ciclone Cleopatra si abbatté sul nostro territorio con quella tragica alluvione, che portò alla successiva interdizione al traffico del ponte di Oloé».

Il primo cittadino definisce quel viadotto «tristemente famoso» e non solo perché nel crollo parziale il 18 novembre di sei anni fa mori l’agente di polizia Luca Tanzi (il processo principale contro 61 imputati è in corso). «In questi anni  – scrive Congiuè stato protagonista di numerose visite e sopralluoghi da parte di illustri esponenti politici di tutte le parti. Tutti indistintamente si sono sempre indignati di questa situazione ma di fatto poco o nulla è cambiato per tutte quelle persone che quotidianamente devono allungare il loro percorso di diversi chilometri per raggiungere il lavoro. Parlo di pastori, olivicoltori, viticoltori ed impiegati che devono raggiungere la propria sede di lavoro per guadagnarsi quel fatidico tozzo di pane. Così come i tanti operatori economici del turismo interno, che trovano opportunità di poter dare respiro ad una situazione economica sempre più critica, proprio grazie al maggior numero di presenze di forestieri, che però molto spesso si perdono nel trovare una via di accesso al nostro paese. Invece anche in questa stagione 2019 il ponte è ancora chiuso». Chiaro il riferimento a una situazione intollerabile che impedisce il collegamento con il mare, condizionando anche gli spostamenti da e per Cala Gonone, la frazione balneare di Dorgali.

Il ponte romano di Papalope

Sul fronte olianese poi la situazione per gli operatori agricoli e i cittadini in generale si è aggravata il 4 settembre dello scorso anno quando lo stesso Bastiano Congiu ha dovuto vietare il traffico della strada alternativa ordinando la chiusura al traffico dell’antico ponte romano di Papalope che, sopravvissuto all’alluvione di cinque anni prima, ha presentato alcune preoccupanti crepe derivanti proprio con tutta probabilità dalle sollecitazioni che ha dovuto subire per l’aumento del traffico (https://www.ortobene.net/chiuso-ponte-romano-resistito-allalluvione/) come via alternativa a Oloè. «Anche in questo caso – denuncia il sindaco di Oliena – l’ennesimo cavillo ritarda l’avvio dei lavori per la realizzazione di un guado per l’attraversamento dell’alveo sul Cedrino. Pertanto se è del tutto evidente la necessità di tutelare l’incolumità delle persone e salvaguardare quello che è da considerarsi un vero e proprio patrimonio storico e culturale, appare chiara anche l’esigenza di snellire tutte le procedure affinché si dia una risposta in tempi accettabili».
Da voce «allo stato di profonda preoccupazione e senso di frustrazione», della comunità che amministra Bastiano Congiu sottolineando che «da sindaco non posso certamente stare a guardare davanti alle tante richieste che provengono dai miei concittadini, che chiedono di portare avanti anche azioni forti, per porre fine a questa vicenda che sta ricoprendo di ridicolo un intero territorio. Sinora questa amministrazione, in carica da 13 mesi, pur seguendo passo dopo passo l’evolversi della questione, ha tenuto un profilo basso perché durante detto periodo tutte le procedure, compresi i lavori sul ponte stesso, seppur a rilento non hanno avuto soluzione di continuità. Ora però siamo preoccupati per la situazione creatasi che ci sembra di assoluto stallo. Anche la proverbiale pazienza degli amministratori locali può raggiungere il limite, visto che in questi anni di pazienza se ne è avuta anche troppa. Personalmente adesso mi sono anche stancato di partecipare ad incontri, fare telefonate, scrivere lettere, per ottenere solo promesse che puntualmente vengono disattese». Il primo cittadino non lo scrive ma gli amministratori di Oliena stanno seriamente valutando l’ipotesi di un clamoroso gesto: le dimissioni, seguendo l’esempio del sindaco di Lodè Graziano Spanu costretto a lasciare il Municipio per sbloccare l’appalto di ripristino della strada per Siniscola chiusa dalla Provincia da sette mesi.

Una volta tanto i ritardi non sono imputabili alle imprese. Anzi, per quanto riguarda l’appalto “Ponte di Oloe’ km. 7 della S.P. 46. Stralcio dal progetto preliminare di adeguamento per l’intervento di riparazione locale sulle strutture dell’impalcato”,  recuperando in parte i due mesi persi per un quesito all’anas (Autorità anticorruzione, https://www.ortobene.net/ponte-oloe-appalto-sbloccato/), si sono ufficialmente conclusi il 9 maggio 2019, con 24 giorni di anticipo rispetto ai 180 previsti dal contratto, tanto che – come da contratto – la Provincia ha riconosciuto all’impresa appaltatrice “Giuseppe Angius Costruzioni S.R.L”, un premio netto di 12mila euro (determinazione n° 708 del 4 luglio 2019). E allora se i lavori di messa in sicurezza sono terminati e il collaudo già effettuato, perché il ponte di Oloè non viene riaperto? A chiederselo è lo stesso sindaco di Oliena ma la risposta probabilmente sta nel dissequestro del ponte chiuso dalla magistratura, vicenda che già in passato ha evidenziato una diversità di vedute tra i tecnici della Provincia e i consulenti della Procura della Repubblica di Nuoro che ha ottenuto rinvio a giudizio (anche questo secondo processo è in corso) di  Roberto Sacramati e Gianfranco Castiglioni, rispettivamente amministratore unico e direttore tecnico della Costruzioni Sacramati Spa e Antonio Giacobbe, direttore per conto dell’Anas dei lavori che nell’estate del 2014 furono effettuati nel ponte di Oloè per sanare le conseguenze del crollo durante l’alluvione di sei mesi prima. Si tratta dell’inchiesta che il 18 febbraio del 2017 porto la Procura di Nuoro a sequestrare il viadotto nonostante un intervento da 480 mila euro della Provincia per riparare alle conseguenze di un nubifragio che aveva danneggiato il ponte appena interessato da lavori per quasi tre milioni di euro. Da qui l’accusa per SacramatiCastiglione e Giacobbe di frode in pubbliche forniture e attentato alla sicurezza dei trasporti di cui dovranno rispondere i tre indagati accusati di non aver eseguito l’opera a regola d’arte e con l’uso dei materiali previsti forse per rientrare in quel ribasso d’asta del 33.49% (corrispondenti a oltre un milione e 200 mila euro) che aveva permesso all’impresa Sacramati di aggiudicarsi i lavori  affidati dall’Anas (6 agosto 2018: https://www.ortobene.net/oloe-nessuna-certezza-sulla-riapertura-del-ponte/).

In vista della conclusioni degli ultimi lavori segnati anch’essi da gravi ritardi, la Provincia si è preparata per tempo affidando lo scorso 13 marzo all’avvocato Marco Pilia del Foro di Lanusei “incarico legale per istanza di revoca sequestro preventivo Ponte di Oloè. Le premesse della determinazione numero 255 sono interessati per ricostruire proprio i rapporti tra l’Ente e la magistratura. Nell’atto che motiva il patrocinio legale si ricorda che la struttura «ha subito danni gravissimi durante le alluvioni del novembre 2013 ed a seguito di ciò è stata oggetto di lavori di ripristino che non hanno risolto in modo definitivo i problemi strutturali dell’opera, come risulta dalla relazione del 10.06.2016 redatta dal tecnico incaricato dalla Provincia, ingegner Settimo Martinello. Pur rilevando «alcune criticità» il consulente della Provincia – si legge nella determina – «certificava la transitabilità dei mezzi con un carico complessivo massimo di 440 kN per corsia, con distanza minima di 70 metri tra i mezzi purchè venisse eseguita con frequenza trimestrale o dopo eventi eccezionali ispezione visiva successiva». Un atto che non convinse la magistratura che decise di indagare sui lavori mettendo nel mirino impresa e Anas. «La Procura di Nuoro, nel ritenere la sussistenza di profili di pericolo con esposizione a rischio collettivo massimo – sintetizza la stessa Provincia –  ha conferito, in data 15.01.2017, incarico a propri consulenti al fine di accertare se le condizioni del Ponte e i lavori effettuati nel 2014 risultassero idonei a garantire le condizioni di sicurezza strutturale dello stesso; i tecnici incaricati dalla Procura hanno rilevato che la sicurezza statica per un concorso di cause risultava ulteriormente e progressivamente ridotta; a seguito di ciò la Procura, con provvedimento del 17.02.2017, ha disposto il sequestro preventivo del Ponte con l’interdizione al traffico nominando quale custode del manufatto, prima il sindaco di Oliena, successivamente il Genio Militare ed attualmente la Provincia scrivente».

Insomma, appena due giorni dopo la riapertura parziale voluta dalla Provincia, la magistratura inquirente sequestrò il viadotto interdetto al traffico ancora oggi (https://www.ortobene.net/chiuso-ponte-oloe/). Torniamo alla determina di quattro mesi fa: «Successivamente – si legge – «la Provincia ha incaricato ulteriormente il proprio consulente per l’esecuzione di un monitoraggio generale del Ponte con le relative prove di carico; all’esito di tale nuova valutazione è emersa la sussistenza delle condizioni di transitabilità a senso unico alternato fino ad un carico complessivo di 40 tonnellate purché siano costantemente verificate le condizioni della struttura, soprattutto dopo il verificarsi di eventi meteo avversi; al fine di garantire un sufficiente grado di sicurezza nell’utilizzo dell’opera, così come segnalato dai consulenti della Procura, è stato predisposto dai tecnici della Provincia un elaborato contenente delle prescrizioni da inserire nei Piani di Protezione Civile dei Comuni di Oliena e Dorgali, approvati, dai medesimi Enti con le deliberazioni n.52117.7.2017 e n.33/13.07.2017; attualmente il Ponte è chiuso al transito degli autoveicoli, giusto il recente Decreto emesso dal Giudice n. 404/17 del 19.06.2017, con la materiale limitazione al transito e con le prescrizioni opportunamente segnalate».

È stata presentata l’istanza di dissequestro e a che punto sono i contatti con la Procura? A Oliena non lo sanno, anzi sono costretti a fare i conti con l’ennesima delusione. Perché a sbloccare la situazione non sembra sia servito un sopralluogo nel cantiere ormai in fase di smantellamento e un vertice convocato dall’assessore regionale Roberto Frongia con la prefetta di Nuoro Anna Aida Bruzzese, il commissario straordinario della Provincia di Nuoro Costantino Tidu e di tecnici dell’ente, Sebastiano Congiu e la sua collega sindaca di Dorgali Maria Itria Fancello, il responsabile coordinamento territoriale Anas Valter Bortolan e l’ex consigliere regionale Luigi Crisponi che più volte si è occupato della vicenda. «In quell’occasione  – scrive oggi il sindaco di Oliena nella sua lettera a Solinassi fece il punto della situazione e si definì un cronoprogramma che prevedeva per il 14 di giugno collaudo statico del Ponte, presentazione istanza di dissequestro nell’arco di 10 giorni dal collaudo, posizionamento entro i primi di luglio di igrometri e barriere mobili per la gestione del sistema di Protezione Civile in caso di allerta meteo. Di tutto ciò, l’unica cosa realizzata è stato il collaudo del ponte. Il resto è tutto ancora fermo e non si ha nessuna notizia in merito». Nella nota, pur manifestando la volontà di «non puntare il dito su nessuno», non manca una sottolineatura sulla Provincia di Nuoro «che fino ad ora ha gestito tutta la vicenda, dimostrando purtroppo di non essere nella condizione di poter garantire in tempi celeri la soluzione ad un problema molto complesso. Pertanto – è l’appello conclusivo di Sebastiano Congiu al presidente della Regione – le chiedo, a nome di tutta la cittadinanza di Oliena che mi onoro di rappresentare in questa istanza, di fare quanto è nelle sue prerogative per dare risposte ad un territorio che, mi creda, in simili circostanze si sente molto lontano dalle Istituzioni».
Resta da vedere se e quanto sull’accertamento della sicurezza del ponte influiscano gli ultimi lavori ordinati dalla Provincia. I lavori principali saranno pure finiti con il relativo collaudo, ma almeno il cantiere  de terrapieno non può dirsi chiuso se oggi è arrivata a conclusione la perizia suppletiva e di variante autorizzata il 24 gennaio 2019 e ultimata dal progettista il 29 marzo. Nella determina ufficializzata ieri dalla Provincia per un aumento complessivo di spesa di poco superiore ai centomila euro  di cui quasi 79mila per maggiori lavori suppletivi poco più 21mila per oneri di progettazione, perizia e maggiorazione direzione dei lavori,  si legge chiaramente che il termine per la conclusione è prorogato di 30 giorni. «La perizia di variante – spiega sempre la determina della Provincia – è scaturita dal fatto che nel corso di esecuzione dei lavori, in seguito alle opportune valutazioni eseguite dal Servizio territoriale Opere Idrauliche di Nuoro di concerto con la direzione lavori, si è manifestata la necessità di introdurre modifiche alle previsioni originarie dell’appalto per le seguenti ragioni: l’esecuzione di interventi aggiuntivi di pulizia e manutenzione funzionale dell’alveo fluviale a monte del ponte di Oloè, si sono necessari al fine di garantire la regolarizzazione del percorso e del flusso delle acque provenienti da monte, attualmente condizionato dalla presenza di ingenti quantitativi di vegetazione e di deposito solido con conformazione a “isole” all’interno dell’alveo fluviale; l’intervento permette un razionale deflusso delle acque a garanzia di una maggiore funzionalità dell’opera in corso di esecuzione; le ragioni di cui sopra identificano la fattispecie di una variante suppletiva e di variante in corso d’opera determinata da circostanze impreviste e imprevedibili per l’amministrazione e le modifiche non alterano la natura generale del contratto». In ogni caso l’ulteriore spesa è coperta dal ribasso d’asta in sede di gara (31,187%, su una base di 560mila euro) presentata dall’impresa vincitrice, la ” C.G.F. srl” di Vallo della Lucania (Salerno) a cui sono affidati gli ulteriori lavori perché «l’affidamento ad un soggetto terzo comporterebbe un aumento dei tempi di realizzazione e un aggravio dei costi».

Il 6 settembre del 2018 un nostro titolo (https://www.ortobene.net/ponte-oloe-un-anno-la-riapertura/) ci fece piombare addosso l’accusa di cavalcare e alimentare con notizie forzate i malumore di Oliena: possiamo dire di essere stati facili profeti nel leggere in controluce date e prime, ma oggi saremo bel felici di essere smentiti almeno per qualche settimana,

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