Signore, vieni!

Il ciclo dell’Anno Liturgico è come un cerchio e, ormai giunti alla fine, ci ricongiungiamo con quello che è stato il suo inizio: l’Avvento.
Le letture oggi ci parlano della venuta finale e gloriosa del nostro Signore, con immagini grandiose e forse un po’ terrificanti, ma la colletta ce ne dà la giusta visione: il nostro Dio è fonte di ogni bene, nella dedizione a lui possiamo avere felicità piena e duratura.
Il viaggio di Gesù è ormai giunto al suo compimento: egli si trova a Gerusalemme, città che renderà manifesta la salvezza di Dio. Città santa, città di Dio, città però che tra non molti giorni rifiuterà apertamente l’inviato di Dio.
Verranno giorni nei quali, di quello che vedete, non sarà lasciata pietra su pietra che non sarà distrutta.
Dinanzi alla magnificenza e allo splendore del tempio, Gesù annuncia la sua inesorabile fine: sarà bruciato come un olocausto e il pianto e le grida del popolo saranno la preghiera che sale al cospetto di Dio. Dietro la triste realtà dell’evento, visto come un castigo divi- no, Gesù vuole alludere ad altro: il discepolo non ha vita facile e in un mondo orgoglioso, che si oppone sfrontatamente al primato di Dio, egli sarà oggetto di persecuzioni, di violenze, di tradimenti.
Se sarà ancorato alla Roccia, se sarà fedele e perseverante, non dovrà temere nulla, perché nemmeno un capello del vostro capo andrà perduto. Al contrario, se si lascerà soffocare dalle spine del male e dell’odio, sarà destinato a rovinare miseramente sotto il calpestio dell’oppressione e della tentazione. E del suo “tempio” non rimarrà pietra su pietra: era bello ed impeccabile all’esterno, ma dentro si era ormai annidato il marciume dell’idolatria.
«Chi è senza preoccupazione, aspetta tranquillo l’arrivo del suo Signore. Infatti che sorta di amore per Cristo sarebbe il temere che egli venga? Fratelli, non ci vergogniamo? Lo amiamo e temiamo che egli venga! Ma lo amiamo davvero o amiamo di più i nostri peccati? Ci si impone perentoriamente la scelta» (S. Agostino, Comm. al salmo 95).
Sì, ci si impone la scelta e Gesù è molto chiaro: Badate di non lasciarvi ingannare. Molti infatti verranno nel mio nome… Non andate dietro a loro! Ci sono tanti e tante cose che si presentano a noi sotto il falso nome di Cristo, di fede, di giustizia, di progresso sociale: non lasciamoci ingannare, ma impariamo a riconoscere e a seguire la voce dei veri testimoni e soprattutto confidiamo nella promessa di Gesù di esserci vicino in ogni istante della nostra vita. Malachìa, il profeta-messaggero di Dio, utilizza l’immagine del calore per annunciare il giorno del Signore: esso sarà come un fuoco ardente che brucerà i superbi come paglia; sarà invece come un sole benefico per quanti vivono nel timore di Dio. Ed anche Paolo ci esorta ad aspettare vigilanti la venuta di Cristo: non in una oziosità sfaccendata e pretenziosa, ma nell’adempimento quotidiano del proprio dovere, con spirito di semplicità e di responsabilità, sempre lieti nel servizio al Signore.

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