Siccità, arrivano 13 euro a pecora

Tredici euro a pecora presente in azienda al 30 giugno 2017, entro dieci giorni l’avviso per la presentazione delle domande (correlate dalla documentazione fiscale sulla produzione del latte) in attesa che il Governo riconosca con l’apposito decreto lo stato di emergenza e dia quindi il via libera all’accesso agli aiuti previsti per le calamità naturali da erogare conformemente a quanto previsto dal Decreto legislativo 29 marzo 2004, n. 102, che regola l’accesso agli interventi del Fondo di solidarietà nazionale (FSN). Sono questi gli eletti essenziali del programma di sostegno per le aziende agropastorali predisposto dall’assessore Pierluigi Caria e approvato il 3 ottobre dalla Giunta regionale. Il provvedimento è stato illustrato nel dettaglio in un comunicato apparso nel sito istituzionale
La siccità. «L’anomalo andamento climatico dei primi sei mesi del 2017 ha determinato su tutto il territorio della Sardegna uno stato di grave siccità che ha già posto l’intero comparto zootecnico in una condizione di forte sofferenza e raggiunto livelli tali da assumere il carattere di straordinaria emergenza», specifica la Regione quantificando le conseguenze: dall’attività di accertamento dei danni condotta dall’Agenzia Argea emerge che i danni a carico dei pascoli e delle produzioni foraggere delle aziende ovicaprine hanno intensità variabili tra il 50 e il 70%, a seconda che le superfici ricadano o meno all’interno dei comprensori irrigui dei Consorzi di bonifica. Per questa ragione, con la deliberazione n.45/12 del 27 settembre 2017, la Giunta ha già richiesto al Ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali (Mipaaf) il riconoscimento del carattere di eccezionalità della prolungata siccità per la primavera e l’estate 2017, che ha interessato l’intero territorio regionale, per i danni ai pascoli e alle produzioni foraggere del comparto ovino e caprino, e il riconoscimento delle provvidenze previste nel decreto legislativo n. 102/2004.
Beneficiari dell’aiuto. «L’aiuto – fa sapere sempre la Regione – è concesso per tutti i capi ovini e caprini presenti in azienda al 30 giugno 2017, secondo gli elenchi riportati dalla Banca dati nazionale dell’anagrafe zootecnica (BDN) e relativi alla consistenza dei capi identificati elettronicamente o dal censimento degli animali detenuti. L’importo unitario dell’aiuto è determinato dal rapporto tra i 45 milioni disponibili per il programma e il numero complessivo di capi ovini e caprini ammissibili. L’importo unitario dell’aiuto è quindi fissato in 13 euro (il patrimonio ovino e caprino quindi è stato calcolato in 3.461.538 capi, n.d.r.), mentre le eventuali risorse che si rendessero disponibili, come per esempio quelle del Fondo di solidarietà nazionale, saranno ulteriormente ripartite. Possono ricevere l’aiuto le piccole e medie imprese (PMI) attive nella produzione agricola primaria, operanti nel territorio regionale, condotte da imprenditori agricoli singoli o associati e che allevano ovini e caprini. Il beneficiario deve inoltre essere proprietario e detentore degli animali. Qualora il richiedente sia esclusivamente detentore di animali, è necessario fornire una dichiarazione di assenso del proprietario che autorizzi la presentazione della domanda. Gli animali devono infine essere detenuti nel rispetto degli obblighi di identificazione e registrazione».
Dati sulla produzione del latte. Per l’accesso agli aiuti, le imprese dovranno comunicare i quantitativi di latte prodotti e conferiti al primo acquirente nel corso delle campagne 2015/2016 e 2016/2017. Nel caso di produttori che provvedano direttamente alla trasformazione in azienda, tale comunicazione riguarderà i quantitativi trasformati. «Le imprese – specifica ancora la Regione – dovranno quindi predisporre copia delle fatture o di documenti contabili di valore probatorio equivalente. In mancanza di tale comunicazione e delle relative fatture si è esclusi dal beneficio. La comunicazione sui quantitativi di latte prodotti e conferiti al primo acquirente o trasformati in azienda non ha rilevanza ai fini istruttori, su cui sarà fatto un controllo finalizzato a determinarne la congruità».
Presentazione delle domande. Per snellire l’iter delle pratiche le domande da presentare nei 32 Sportelli unici territoriali dell’Agenzia Laore operanti in Sardegna saranno compilate su un supporto informativo predisposto ad hoc con le informazioni disponibili nel fascicolo aziendale del Sistema informativo agricolo nazionale (SIAN) e nella Banca dati nazionale (BDN). I SUT di Laore  – precisa a questo proposito la nota della Regione – «sulla base delle informazioni pre-caricate nel supporto informativo, assisteranno le imprese nella verifica delle informazioni già disponibili e nella compilazione di quelle mancanti».
Istruttoria e liquidazione. Se a Laore spetterà il compito di istruire le pratiche, l’erogazione dei fondi sarà curata dall’Agenzia regionale Area. Per quanto riguarda i controlli la Regione precisa che «su tutte le domande presentate sarà fatto un controllo teso a verificare la sussistenza dei requisiti di ammissibilità, la correttezza e completezza documentale, in particolare sulla presenza della comunicazione riguardante i quantitativi di latte prodotti. Sarà inoltre effettuato un controllo a campione su almeno il 5% delle domande pervenute, così da verificare la veridicità delle dichiarazioni, il rispetto delle condizioni di accesso, i requisiti di legittimazione e dei presupposti per l’accesso all’aiuto».

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