«Qui si viaggia al doppio della velocità, occorre fare di più per stare al passo»

«Impossibile tornare, anche volendo ». È lapidario Francesco Pintore, nuorese, classe 1983, ingegnere meccanico oggi “System modeling Engineer” – impiegato tecnico – di CNH Industrial a Modena. Curriculum corposo il suo: diploma scientifico a Nuoro nel 2002, laurea a Cagliari nel 2007, specializzazione a Modena nel 2010. Sempre a Modena Dottorato in Meccanica Avanzata e Tecnica del Veicolo dal 2011 al 2014 e poi assegno di ricerca negli anni 2014 e 2015 – entrambi a carico di CNH – fino all’assunzione in azienda nel dicembre 2015. Il suo lavoro consiste nell’occuparsi di «progetti di interesse per tutte le piattaforme: simuliamo il comportamento reale delle macchine per dare un supporto all’ingegneria e alla produzione, in sostanza diamo il via libera alla soluzione ingegneristica, che poi verrà sviluppata e mandata in produzione».
Francesco ha letto con interesse la pagina dedicata dal nostro settimanale alle testimonianze dei giovani nuoresi della “generazione fantasma” e non può che sottoscrivere. Purtroppo. «Impossibile per me tornare, anche se si volesse creare nell’Isola un polo d’eccellenza per l’ingegneria occorrerebbe prima creare infrastrutture, che a Nuoro per esempio mancano totalmente, e collegamenti con le aziende. Inutile creare un megapolo universitario se poi chi vuole specializzarsi deve comunque andare fuori».
Il nodo è nella formazione universitaria, «la differenza che ho trovato a Modena – racconta – è il tipo di mentalità con la quale si studia. Cagliari dà formazione ma solo teorica, e qui sta il suo punto critico, Modena invece si trova nella “motor valley”, centro d’eccellenza per la meccanica: la questione è legare l’università alla politica del territorio. Le lezioni sono finalizzate a fornire conoscenza su ciò che le aziende chiedono, si creano le figure richieste e allo stesso tempo le aziende collaborano con l’università richiedendo certe figure», in un circolo virtuoso tra mondo accademico e mondo del lavoro.
Quello che l’ingegner Pintore ha trovato a Modena e di cui ora fa parte è una delle eccellenze italiane: «Il livello tecnico in alcuni settori è altissimo – afferma – è abbastanza difficile stare al passo ». CNH, società della galassia Fiat, ha 65mila dipendenti nel mondo, 65 stabilimenti, 12 brand (marchi ndr) di veicoli per l’agricoltura e l’industria, dal Ducato, ai trattori e alle mietitrebbie, ai tir. Modena è anche osservatorio privilegiato per seguire le linee d’innovazione del mercato: «Si va verso il mezzo autonomo, come il trattore senza cabina o senza autista. Sui motori invece si spinge per l’abbattimento dei consumi, aumentare la potenza consumando meno carburante possibile».
Nella sua carriera Francesco ha anche avuto la possibilità di vivere esperienze all’estero, «in Finlandia ho partecipato a una conferenza su idraulica e oleodinamica, materie della mia tesi di dottorato, confrontandomi su questi temi che sono oggetto di ricerca spinta. In Texas ho presentato un lavoro fatto per l’azienda, quando ero ancora assegnista, sulla ricerca e ottimizzazione dei componenti a bordo veicolo».
Ha partecipato per due volte anche alla “Notte dei ricercatori” a Nuoro, una manifestazione di livello europeo che purtroppo si è interrotta l’anno scorso. «Un peccato – secondo Francesco –, aveva un forte impatto perché dimostrava come anche in Sardegna ci sia un sacco di gente che fa delle cose belle e innovative, penso ad esempio all’Istituto Giua di Cagliari. Era un modo per coinvolgere le aziende. Certo, molti ricercatori tornavano da fuori ma di fatto tutti siamo nati qui. Il tema della tavola rotonda finale purtroppo era sempre lo stesso, il senso dell’università a Nuoro».
Nuoro però manca, la soddisfazione professionale non ripaga della lontananza. Ma non si può tornare indietro, «ormai sono lontano da quasi dieci anni: quando rientro mi accorgo di come il ritmo sia completamente diverso, qui a Modena si viaggia al doppio o al triplo della velocità rispetto a Nuoro. Occorre fare di più per correre a quella velocità, tante iniziative belle si perdono per strada, non so se per mancanza di volontà o se perché il ritmo lento ti porta ad abbandonare le tue idee». Occorre dunque viaggiare al ritmo delle idee e delle speranze dei giovani, prima che sia troppo tardi.

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