Si parla di Stato etico e tutti stanno zitti

Attendo alla prova dei fatti il neo partorito governo Conte. Comunque mi preoccupo leggendo l’intemerata dell’ex capogruppo pentastellato al Senato, oggi titolare delle Infrastrutture, Danilo Toninelli. Ad un certo punto dice: «Un Movimento 5 Stelle al governo che vuole creare uno Stato etico, un’economia etica, un’eguaglianza tra i cittadini ovviamente può far paura». Il nostro neoministro, laureato in Giurisprudenza, dovrebbe ben sapere cosa sia uno Stato etico e non confondere quest’ultimo aggettivo con onesto, moralmente trasparente e giusto. Con le parole si può giocare fino ad un certo punto. Ingoiamo pure il nuovo cifrario che dice “pace fiscale” anziché famigerati condoni; “contratto” invece di spartizione; “lo Stato siamo noi” (ossia i grillini e non tutti i cittadini); però, a sentire parlare di “Stato etico” dovremmo scendere in piazza. Spiego perché.
Lo “Stato etico”, è una forma di governo che non riconoscendo alcun limite al di fuori di sé si impernia su una visione delle cose partorita da sé medesimo, incapace di lasciarsi giudicare e quindi ammettere un qualcosa di diverso. Lo “Stato etico”, insomma, crea la morale, pone se stesso come fonte di tutto. Da semplice cattolico, invece credo esista una legge naturale dove l’uomo (ogni uomo!) viene prima dello Stato che non può farlo a sua immagine e somiglianza. Il totalitarismo è ritenere che l’uomo sia in funzione dello Stato e non viceversa. Nei testi della mistica fascista tutto questo arriva alla parodia di quanto si dice nella messa a conclusione della consacrazione eucaristica: “Per Cristo, con Cristo ed in Cristo” diventa “Per lo Stato, con lo Stato, e nello Stato”.
Lo “Stato etico” è, in pratica, il “Dio mortale” di Hobbes, incarnato nel feroce Leviatan,che arroga a sé tutti i diritti del singolo. Per uscire dalla guerra “di tutti contro tutti”, gli individui rinunciano “spontaneamente” alla loro libertà, in cambio di protezione, e fanno riferimento ad un unico rappresentante istituzionale: lo Stato. Gli uomini diventano dei “sudditi” e non più dei “cittadini”, tantomeno, degli “individui”. Nello “Stato etico” tutta l’autorità appartiene ad esso, compresa quella religiosa, quindi Chiesa e Stato coincidono.
Hegel, altro mitico ideologo dello “Stato etico” arriva a dire che «sul quadrante della storia le singole identità sono pagine bianche». E su quelle pagine lo Stato ha il diritto e il dovere di scrivere ciò che gli pare. L’imperatore Augusto, che democratico non era, commentando l’uccisione dei due figli di Erode, da parte del loro padre, diceva «meglio essere il porco di Erode piuttosto che suo figlio ». Il re giudeo, assolutista come gli imperatori romani, non mangiava carne di maiali ma neanche li uccideva. I figli sì. Anche loro erano pagine bianche. Nella narrazione grillina “uno vale uno”: ora invece siamo nella fase in cui uno vale zero. Se la politica avesse oggi un respiro di idealità e coerenza non lascerebbe passare in silenzio le dichiarazioni di Toninelli e si indignerebbe più per quelle parole piuttosto che per un’imbecille vignetta.

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