Si mise in cammino

Passando in mezzo a loro, si mise in cammino. Sono le ultime parole del Vangelo di oggi e l’inizio del ministero itinerante di Gesù. Anche noi, come Gesù e con Gesù, mettiamoci in cammino lungo le “strade polverose” dei nostri impegni quotidiani, degli incontri, dei piccoli e grandi eventi che ricamano le nostre vite. Lasciamo che il Signore le attraversi e le santifichi con la sua presenza.
Oggi le letture ci parlano di amore: amore incondizionato e preveniente che Dio ha per la sua creatura (prima lettura), amore con cui la creatura deve animare le sue azioni e tutta la sua vita (seconda lettura), amore che canta la salvezza di Dio (salmo responsoriale), amore non capito e rifiutato (Vangelo).
La prima lettura narra la vocazione del profeta Geremia, conosciuto da Dio prima ancora di essere concepito nel grembo materno, consacrato già prima di venire alla luce. La sua missione, però, è osteggiata e messa costantemente in crisi. Geremia vivrà esperienze molto forti; è figura e anticipo di Gesù che venne tra i suoi, ma da loro non fu accolto. Geremia però ha in cuore una certezza che gli dà forza e coraggio, un fuoco che lo scalda e lo anima: ti faranno guerra, ma non ti vinceranno, perché io sono con te per salvarti.
Il brano evangelico riprende e continua quello di domenica scorsa. L’autoproclamazione solenne di Gesù, quale compimento della Scrittura e delle attese del popolo, non sortisce una reazione positiva tra i suoi compaesani. Quel bambino che avevano visto scorrazzare su e giù per il villaggio; quel giovanotto che insieme al padre Giuseppe aveva lavorato sodo per guadagnarsi un tozzo di pane, è ora quello stesso uomo che proferisce parole di grazia che però urtano una suscettibilità comune: è uno di noi, è cresciuto in mezzo a noi e ora chi si crede di essere? E qui sembra rispondere Paolo nella seconda lettura: Se parlassi le lingue degli uomini e degli angeli… e se avessi il dono della profezia… e se anche dessi in cibo tutti i miei beni e consegnassi il mio corpo, ma tutto questo non incontrasse una carità che accoglie e crede, non servirebbe a nulla. In verità vi dico: nessun profeta è bene accetto nella sua patria.
Gesù sperimenta un rifiuto netto: ha dimostrato – nel tempo – chi fosse veramente, ma non c’era amore nei cuori di chi l’ha incontrato, piuttosto orgoglio, pregiudizio, stizza. Soltanto i piccoli, i poveri, gli umili si sono lasciati toccare il cuore e lo hanno riconosciuto e accolto pienamente.
Di fronte a tanto sdegno e a tanta violenza ( lo cacciarono fuori della città e lo condussero fin sul ciglio del monte per gettarlo giù) Gesù passa in mezzo e si mette in cammino per mostrarci la via più sublime, quella della carità che non avrà mai fine.
«Mediante la fede riconosciamo che Cristo passa compiendo la sua missione salvifica nel tempo» (Sant’Agostino, Disc. 88).

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