«Si dimetta subito e non si occupi più del coronavirus»

Si erano ripromessi davanti all’emergenza di non fare polemiche ma davanti ai numerosi errori elencati in un durissimo jaccuse, i parlamentari sardi e i consiglieri regionali del MoVimento 5 Stelle in una nota diffusa dal deputato nuorese Alberto Manca (uno dei tre “facilitatori” sardi che sovrintende all’azione dei grillini in Sardegna), rompono  gli indugi e chiedono le dimissioni dell’assessore regionale alla Sanità Mario Nieddu: «Come M5S – spiegano – vogliamo indicare una via costruttiva immediata per non perdere un solo minuto. Con questa epidemia bastano pochi giorni di ritardo e si rischia di pagare errori e indecisioni con un rapidissimo aumento del prezzo peggiore, quello in vite umane. Occorre agire subito».

Lunghissimo l’elenco degli errori e degli omissioni addebitati alla Regione nella gestione della pandemia che ha dimostrato la debolezza soprattutto del sistema ospedaliero che sfocia in un secco giudizio politico («In Sardegna alla catena di comando che occorre per gestire l’emergenza Covid-19 mancano gli anelli essenziali e i vuoti vengono riempiti dal virus») e la conseguente proposta: «Occorre che l’assessore Nieddu si faccia da parte, si dimetta subito e non si occupi più del coronavirus e che di concerto con l’Amministrazione regionale si nominino sia un commissario straordinario per l’emergenza in Sardegna sia un commissario speciale ad acta per gestire l’AOU di Sassari e ovunque si renda necessario e ripristinare una catena di controllo su tutti i protocolli che preservano il fronte ospedaliero. La battaglia va affrontata con le forze giuste. I cinesi – sostiengono tra l’altro parlamentari e consiglieri regionali M5S  –  non hanno esitato ad esautorare le autorità di Wuhan e dell’Hubei, agli inizi del loro principale focolaio. Eppure non registravano un numero di operatori sanitari infetti da Coronavirus altrettanto sproporzionato quanto in Sardegna nella fase iniziale della progressione infettiva: gran parte dei nuovi contagi da noi è avvenuta all’interno dei presidi ospedalieri, un record che segnala un’anomalia acutissima».

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