Settanta sindaci per l’insularità

Una settantina di sindaci e oltre 300 amministratori hanno aderito al comitato referendario che si propone di fa inserire in Costituzione il principio di insularità. L’iniziativa lanciata una settimana fa dai Riformatori sta ottenendo in Sardegna una risposta unitaria e al di là delle appartenenze politiche dimostrata anche dall’elenco delle adesioni che spinge i promotori a intensificare una mobilitazione nonostante il periodo delle ferie. A fine agosto si terrà un appuntamento pubblico e poi partirà la raccolta delle firme per indire tra gli elettori sardi un referendum consultivo che controbilanci la consultazione popolare che il prossimo 22 ottobre vedrà la Lombardia e il Veneto andare alle urne per ottener maggiori spazi di autonomia e modificare radicalmente il sistema di ripartizione delle risorse tra le regioni italiane. Rispetto a questo disegno la Sardegna rischia di essere gravemente penalizzata se non verrà finalmente riconosciuta e quindi sancita in Costituzione la sua condizione di insularità che provoca uno svantaggio geografico permanente e grave che rischia di acuirsi con l’iniziava delle Regioni più forti. Da questo pericolo nasce l’idea di portare il caso Sardegna all’attenzione del dibattito politico e dell’opinione pubblica nazionale con un referendum sardo.Mentre crescono le adesioni di importanti personalità al Comitato Scientifico, un altro segnale politico importante sta arrivando proprio dalle adesioni al Comitato degli amministratori. «Una risposta immediata, forte e entusiasta», secondo la coordinatrice Lucia Tidu che sottolinea il carattere unitario della mobilitazione dimostrato anche dalle dichiarazioni di Roberto Uda, Partito democratico, sindaco di Loceri che parla di «una battaglia di tutti i sardi che va oltre tutte le appartenenze politiche e che porteremo avanti nei nostri territori», perché specifica Giuseppe Fasolino (Forza Italiasindaco di Golfo Aranci) «il riconoscimento della insularità in Costituzione è centrale per lo sviluppo della nostra Sardegna e quindi qualsiasi strumento che possiamo mettere in campo lo perseguiremo con la massima determinazione».
Proprio le adesioni dei sindaci che seguono di pochi giorni la formazione del Comitato scientifico – come sottolinea il coordinatore del Comitato referendario Roberto Frongia – consentono di mobilitare l’intera Sardegna, calando l’iniziativa in tutte le zone dell’Isola attorno a un principio: «Essere isolani non vuol dire essere isolati. Non per avere assistenzialismo ma semplicemente pari opportunità, vogliamo gli stessi diritti e le stesse opportunità degli altri cittadini italiani. Nulla di più, ma neanche nulla di meno». Un principio già sottoscritto in appena una settimana dal lancio dell’iniziativa dai sindaci Giuseppe Ciccolini (Bitti),  Giovanni Porcu (Irgoli), Martino Salis (Oliena), Giovanni Santo Porcu (Galtellì), Ester Satta (Olzai), Luciano Barone (Mamoiada), Flavia Loche (Tonara), Costantino Tidu (Teti), Francesco Caggiari (Bortigali), Massimo Cannas (Tortolì), Ivan Mameli (Barisardo), Roberto Uda (Loceri), Andrea Piroddi (Ilbono), Tito Loi (Osini), Andrea Lutzu (Oristano), Paola Zaccheddu (Laconi), Roberto Ragnedda (Arzachena), Giorgio Alimonda (Portoscuso), Antonello Cocco (Musei), Diego Loi (Santu Lussurgiu), Antonio Cappai (Guamaggiore), Paola Secci (Sestu), Tomaso Locci (Monserrato), Giusepppe Fasolino (Golfo Aranci), Massimo D’Agostino (Bonorva), Antonello Figus (Santa Giusta), Marco Falchi (Muravera),  Gianfranco Trullu (Perdaxius), Marco Pisano (Mandas), Domenico Gallus (Paulilatino), Maristella Lecca (vice sindaca Monserrato), Sandro Pili (Terralba), Claudio Pinna (Zeddiani), Celestino Pitzalis (Tuili), Luca Pilia (Isili), Andrea Nieddu (Berchidda), Fausto Orrù (Gonnosfanadiga), Pietro Moro (Laerru), Gabriella Mameli (vice sindaca Selargius), Vincenzo Cosseddu (Benetutti), Marco Atzei (Pompu), Mario Sassuolo (Siligo), Marco Floris (Siris), Andrea Santucci (Marrubiu), Serena Massa (Senis), Alessandro Scano (Decimoputzu), Pierandrea Deias (Nuxis), Giorgio Scano (Simala), Mauro Steri (Gonnosnò), Antonio Diana (Stintino), Renzo Ibba (Morgongiori), Gianfranco Pinducciu (Telti), Gianni Orrù (Busachi), Pierpaolo Sitzia (Gonnoscodina), Agostino Pirredda (Luogosanto), Elio Mameli (Villaspeciosa), Alessio Piras (Selegas), Franceschino Serra (Pau), Giovanni Daga (Nuragus), Antonello Pirosu (Villaperuccio), Antonello Demelas (Samugheo), Paolo Spezziga (Valledoria) e Pietro Arca (Sorradile).