Servizi educativi senza ristori, contributi fermi in Comune

Un anno fa, il 22 maggio del 2020, partecipavamo nella Sala consiliare del Comune di Nuoro a una riunione promossa dall’amministrazione comunale alla quale erano stati convocati i responsabili di centri estivi, ludoteche, aree giochi, oratori. Realtà, in città, tra le più diverse: cooperative, partite iva, scuole paritarie, parrocchie, società sportive. Era l’inizio della cosiddetta Fase 2, dopo la tragica ondata della pandemia, e ci si preparava alla prima timida riapertura dei centri estivi.

I Centri estivi. Linee guida stringenti, numeri ridotti ma un primo passo verso l’agognata normalità tanto attesa dalle famiglie. Tutto questo comportava per le varie realtà impegnate un importante sforzo economico oltre che organizzativo, il finanziamento – con fondi ministeriali – destinato alla città di Nuoro è stato di circa 96mila euro. Ad oggi le varie scuole, associazioni, società non hanno ancora ricevuto un euro e non si sa neppure in base a quale criterio tali fondi debbano essere distribuiti tra le 12 realtà autorizzate nella fascia 3-17 anni e le 7 per la fascia 3 mesi-3 anni.

Il Fondo nazionale. Altra partita è quella relativa al Fondo nazionale per il Sistema integrato di educazione e di istruzione per i bambini da zero a sei anni per il quale il Ministero dell’Istruzione ha previsto una dotazione di 279milioni di euro dei quali 4.973.531,27 destinati alla Regione Sardegna. Con la deliberazione 35/33 del 9 luglio 2020 (poi integrata dalla deliberazione 39/23 del 30 luglio 2020), la Regione destinava 661.77° euro per la promozione dei coordinamenti pedagogici territoriali e 4.311.761,27 alla copertura delle spese di gestione dei servizi educativi per l’infanzia e delle scuole paritarie in considerazione dei loro costi e della loro qualificazione (sistema 0 – 6 anni) tenendo anche conto – si legge nella delibera – del «forte impatto negativo registrato sui servizi educativi 0 – 6 anni a causa dell’emergenza Covid». L’allegato alla delibera quantificava in 130.394 euro il contributo destinato ai servizi educativi della città.

Dalla Regione al Comune. Con determinazione 2798 del 28 ottobre 2020 il Comune di Nuoro approvava l’elenco dei beneficiari delle risorse per i soggetti dei servizi educativi. Il 19 gennaio di quest’anno la determinazione numero 55 rettificava l’elenco facendo passare i soggetti beneficiari da 9 a 11, riducendo dunque il contributo spettante a ciascun servizio. Si parla comunque di cifre importanti: alle due scuole materne paritarie di Nostra Signora delle Grazie e Guiso Gallisay spettano rispettivamente 21.742,25 e 43.772,48 euro.
Le successive determinazioni – la numero 1268 del 11 maggio 2021 e la 1469 del 25 maggio scorso – hanno come oggetto l’impegno di spesa e la liquidazione a favore dei soggetti gestori. Purtroppo, nulla è stato ancora liquidato nonostante le promesse da parte dell’amministrazione ai responsabili dei servizi.

Paritarie in difficoltà. Sin qui il mero elenco di documenti e cifre – “carta canta”, verrebbe da dire con la responsabile educativa di un asilo nuorese – ma occorre ricordare che dopo un anno come quello appena passato quelle stesse cifre sono vitali per la gestione delle attività delle scuole. «Le paritarie – afferma Patrizia Zucca, coordinatrice della materna Nostra Signora delle Grazie – sono già costrette a subire ogni anno i ritardi dei finanziamenti da parte di Regione e Ministero. Ora – aggiunge – sappiamo che questi fondi sono arrivati a dicembre e il Comune ci ha promesso, abbiamo le mail, che sarebbero stati erogati entro maggio ma ad oggi non abbiamo ricevuto nulla. Siamo in una condizione critica – conclude Patrizia Zucca -, abbiamo stipendi arretrati da due mesi, non ci si prende gioco delle persone».

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