Sentenza sul project Asl, parla l’ex commissario

Tanta parte di merito nella soluzione della questione project va a Mario Palermo, ultimo commissario straordinario della vecchia Asl prima della nascita dell’Azienda per la tutela della salute e delle Assl territoriali. Uomo pacato, riservato, poco incline ai riflettori, il dottor Palermo, da noi contattato per una intervista all’indomani della sentenza del Tar, ha preferito proporre al settimanale una lettera scritta in qualità di cittadino-utente che pubblichiamo integralmente in esclusiva. 

 

Ho letto della sentenza TAR riguardante il Progetto di finanza (PF) di Nuoro e l’ho fatto sulla stampa, da privato cittadino, essendo l’unico ex commissario straordinario a non ricoprire più un ruolo manageriale all’interno dell’amministrazione della Regione e sanità sarda. L’ho letta con grande soddisfazione, comune a tutti quelli che hanno collaborato con me alla valutazione dei requisiti di legge ed economici del progetto di finanza. Un risultato straordinario raggiunto da una squadra di grandi professionisti della ASL nuorese, dal Direttore sanitario dottoressa Maria Carmela Dessì, coordinati magistralmente dalla dottoressa Carmen Atzori, mio Direttore amministrativo, vera ricchezza dell’amministrazione pubblica sarda.
La soddisfazione non deriva dall’aver contribuito a chiudere il PF, ma dall’aver riportato a legalità una situazione che a nostro parere, ma l’attuale sentenza ci dà ragione, legale non era più, come del resto l’ANAC, per vie indipendenti, e l’UTFP (Unità Tecnica Finananza di Progetto, del Dipartimento della Programmazione Economica, che faceva capo alla Presidenza del Consiglio, a Roma), da noi consultata, avevano certificato visionando l’istruttoria prodotta. La soddisfazione è doppia se penso alle condizioni generali ed all’atmosfera in cui abbiamo lavorato, in solitudine, con pochissimi aiuti extra ASL, contro una multinazionale potente, nello scetticismo dei più. Praticamente soli. Un contratto da un miliardo di euro riguardante la Sanità non poteva lasciare indifferente la politica, ma solo una piccola parte di essa ci è stata al fianco non solo a parole, ma con iniziative concrete ed imparzialità, meritando tutto il ringraziamento dei nuoresi.
Mai avuto niente contro il PF. Ho sempre dichiarato che avrebbe potuto essere un potente strumento per la sanità pubblica del nuorese se fosse stato ben concepito e governato. Mi ci sono accostato con la massima apertura mentale, neutralità e senza indebite interferenze politiche. L’impresa, tentata, di salvare il progetto è risultata impossibile per le troppe irregolarità amministrative presenti nel contratto originario e nell’atto aggiuntivo 2. Rimane la soddisfazione di aver saputo ben spiegare agli operatori che la ASL aveva fatto tutto quello che era possibile, proponendo alla Regione anche possibili vie per mantenere immutato il volume degli occupati. Gli operatori ed i sindacati lo hanno capito. Speriamo che dalla Regione le risposte arrivino adesso che non ci siamo più noi e che la dirigenza ATS porti avanti anche le nostre proposte per i lavoratori, visto che ha condiviso ed, ove necessario ultimato, quello che noi avevamo già ampiamente preparato per quanto riguarda la chiusura del contratto (annullamento in autotutela delle delibere ASL riguardanti il contratto originario e l’atto aggiuntivo numero 2, la risoluzione del contratto per grave inadempienza e gli atti per il processo in sede amministrativa, per il processo civile e per l’arbitrato richiesto dalla società di progetto).
Del resto anche la scelta del team di avvocati che ho coinvolto nella vicenda hanno fatto la loro parte con grande professionalità e coinvolgimento empatico. Un passaggio decisivo si è rivelato quello che ha portato me e l’avvocato Augusto Vacca del Foro di Roma, uno dei maggiori esperti italiani di PF italiani, all’audizione in sede ANAC davanti al Consiglio presieduto dal presidente Cantone, portando infine l’Autorità a condividere le nostre posizioni. La lunga diatriba giudiziale davanti al TAR Sardegna, condotta dall’avvocato Vacca, assieme all’avvocato Carlo Comandè e Diego Lumbau, è stata tecnicamente difficilissima e farà giurisprudenza in campo nazionale.
L’arbitrato milionario avviato da PSSC è peraltro, per quanto ne so, ancora in corso, dunque non è corretto fare previsioni sul suo esito, ma ho imparato a conoscere le qualità dell’avvocato Vacca e colleghi per essere certo che porteranno avanti nel migliore dei modi gli interessi dell’Azienda che, nella mia testa, coincidono con quelli dei pazienti.
Per concludere: il cittadino Mario Palermo, come cittadino/ utente, non può che essere contento che la legalità sia stata riconosciuta, cosa che servirà anche a riaprire il mercato per le imprese locali, si sente a fianco dei lavoratori che vivono momenti difficili, ma con la consapevolezza di aver fatto tutto quanto possibile per dargli futuro e dignità nel lavoro, gratificato nel poter affermare di aver dato il suo contributo alla sanità sarda e nuorese per risparmiare, senza la necessità di tagli o ridimensionamenti, quasi 20 milioni l’anno per i prossimi 18 anni secondo i nostri calcoli fatti alla fine del mio mandato commissariale.

Mario C. A. Palermo

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