Seddone solidale con Raffaelina Denti

Domani mattina alle 9, in un clima avvelenato e di scontro totale tra maggioranza e opposizione, la conferenza dei capigruppo deciderà sulla convocazione del Consiglio comunale dove a scrutinio segreto dovrà essere votata (probabilmente martedì prossimo) a scrutinio segreto la mozione di sfiducia presentata dalle minoranze nei confronti del presidente del Consiglio comunale Fabrizio Beccu. Sempre per domani (venerdì 19 luglio) la presidente Claudia Camarda ha convocato la commissione Bilancio per discutere il Rendiconto di gestione 2017 approvato in Giunta il 5 ottobre e illustrato dal sindaco al Consiglio il 15 ottobre.

A meno di sorprese dell’ultim’ora la commissione dovrebbe esaminare il documento contabile senza il parere dei revisori dei conti che non risulta ancora pervenuto. Un dibattito quindi monco anche perché quel parere si è caricato di un particolare significato dopo il no degli stessi revisori agli equilibri di bilancio e una serie di interrogativi posti per iscritto dalle minoranze. A parte il discorso dell’ultimatum della Regione (approvazione entro il 5 ottobre) aggirato aprendo il dibattito in Consiglio, il Rendiconto diventa un passaggio decisivo per la Giunta Soddu che si regge con un solo voto, ma soprattutto è l’occasione di fare chiarezza sui conti del Comune dopo la travagliata approvazione del bilancio di previsione e il rinvio del voto sugli equilibri di bilancio. Ad alimentare l’incertezza in alcuni settori della maggioranza è il fatto che sostanzialmente due ex assessori, entrambi commercialisti di professione e iscritti all’albo professionale anche dei revisori, hanno preso le distanze negli ultimi due giorni dall’iter del documento contabile, dimostrando che almeno una parte dei nodi finiti oggi nel pettine vengono da lontano e sono frutto di scelte tecniche non condivise. Nella sua lettera di ieri che ha disconosciuto  il Rendiconto 2017 pur avendo firmato per quell’anno il bilancio di previsione, l’ex assessora tecnica Raffaelina Denti ha ricordato il suo voto contrario in Giunta sull’assestamento di bilancio «nutrendo dei dubbi sulla correttezza di alcune scelte tecnico-contabili oltre che sulla coerenza di altre scelte» (https://www.ortobene.net/non-mio-rendiconto/). Questo pomeriggio in un post sulla sua pagina Facebook un altro ex assessore, Marcello Seddone (dimessosi a metà giugno, https://www.ortobene.net/si-dimette-lassessore-seddone/), avalla questo aspetto sostenendo da commercialista e revisore contabile che «nel merito, anche per formazione professionale, non posso negare di aver espresso direttamente al sindaco preoccupazioni simili sullo stato dei conti e su alcune scelte tecniche già nei primi mesi dell’anno per poi dimettermi a causa dell’impossibilità a programmare una vera azione politica».

Il messaggio è in premessa ispirato dalla necessità di esprimere pubblicamente solidarietà all’ex assessora: «Ho letto con attenzione le parole di Raffaelina Denti – scrive Seddone e non sono affatto sorpreso dalla sua onestà intellettuale e professionale che ho avuto modo di apprezzare nei due anni e mezzo passati in Giunta assieme». Poi le perplessità sui conti che non sarebbero state prese in considerazione dal sindaco Soddu e la decisione di lasciare «anche a causa dei ritardi cronici con i quali i bilanci vengono approvati in un clima di contrapposizione continua che ha finito per mettere in crisi anche i rapporti personali, che volevo evitare, chiedendo un coinvolgimento delle minoranze in una battaglia unitaria su quello che era il vero problema dell’esposizione debitoria da noi ereditata».

In realtà, se in politica contano anche la forma e i tempi, a molti non è sfuggito che Seddone abbiascritto il suo post condividendo l’articolo de L’Unione Sarda di oggi che, pur titolato sulla presa di distanza di Lina Denti, riporta anche il disagio di due parlamentari nuoresi, Pietro Pittalis di Forza Italia e Giuseppe Luigi Cucca del Pd, rispetto alla crisi che sta vivendo il Comune di Nuoro. Secco e diretto Pittalis: «Il sindaco conta su una maggioranza ridotta ai minimi termini, bene sarebbe che si dimettesse». Più diplomatico ma altrettanto chiaro Cucca: «La città vive una situazione sostanziale di non governo (…) il sindaco dovrebbe trovare un rimedio, senza il quale passare la mano diventa la soluzione inevitabile». Anche alla luce di queste prese di pozione può essere letto lo sfogo di Marcello Seddone: «Non voglio dare colpe o giudicare nessuno, ma rimane l’amarezza da cittadino, oltre la mia vicenda personale, di non avere più in Giunta figure come Lina Denti e come Chiara Flore, Giuliano Sanna e Antonio Pasquale Belloi, brave persone e ottimi amministratori», scrive l’ex assessore introducendo una riflessione sulle recenti vicende: «Rimane a questo proposito, nel momento in cui tanto si parla e si invoca il rispetto del mandato elettorale, anche il dispiacere per come il sindaco e la maggioranza abbiano rinunciato a cuor leggero – senza neanche porsi il problema – al contributo di quattro consiglieri comunali eletti poi decaduti che hanno avuto solo la colpa di accettare un incarico in Giunta».