Se oggi vivo i sentimenti del Figlio

«Abbiate in voi gli stessi sentimenti di Cristo Gesù». L’apostolo Paolo conosceva bene le divisioni, le contese e i limiti della comunità di Filippi, ma, anziché soffermarsi su di essi, moltiplicando rimproveri, nel brano che oggi ci viene donato dalla liturgia di questa domenica, egli fa volgere l’attenzione della comunità su ciò che in essa vi è di buono, perché tutti i suoi membri mettano insieme le forze per camminare uniti in comunione con Cristo. «Se ci sono sentimenti di amore e di compassione, rendete piena la mia gioia – dice l’Apostolo – con un medesimo sentire, con la stessa carità, rimanendo unanimi e concordi».
«Abbiate in voi gli stessi sentimenti di Cristo Gesù!». La strada da percorrere sembra chiara innanzi a noi: assumere gli stessi sentimenti di Cristo,ma spesso, corriamo il rischio di perdere la sensibilità del cuore, al punto da non metterci più in discussione quando veniamo raggiunti da una parola forte, come questa, che ci interpella e ci tocca nel vivo delle nostre fragilità.
Sia la prima lettura, dal libro del profeta Ezechiele, sia il Vangelo, ci richiamano a non perdere mai la capacità di cambiare rotta quando ci accorgiamo di avere intrapreso un sentiero, potremmo dire un atteggiamento o un sentimento cattivo, che ci separa da Dio e dai fratelli, che ci fa deviare dal compimento della Sua Volontà.
Signore Gesù, se ci fermiamo ad ascoltare il tuo cuore, a contemplare i tratti del tuo volto umile, se ci soffermiamo a osservare la tua vita e a contemplare i sentimenti che l’hanno animata, ci accorgiamo di essere ancora tanto diversi da te; stride ai nostri occhi il contrasto delle tinte che colorano il nostro quotidiano e la mitezza e luminosità che, invece, s’irradiano da ogni tuo gesto.
Ora, illuminati dalla parola del profeta Ezechiele, ci troviamo a constatare ciò che conta davanti al Padre: non conta se in passato abbiamo amato o se domani ameremo, se ieri abbiamo agito saggiamente o se domani compiremo la Sua volontà, se una volta in vita abbiamo perdonato e fatto comunione con il nostro prossimo o se, chissà, tra qualche anno, ci decideremo a perdonare e a non essere più motivo di scandalo e divisione nella comunità cristiana, ma, se oggi sto amando, se oggi agisco secondo la Tua volontà, o Signore, se oggi sono disposto a perdonare e a essere strumento di pace, a imboccare il sentiero della vita perseverando ogni giorno nel bene, se oggi, Gesù, faccio miei i tuoi sentimenti. La Parabola del Vangelo di Matteo ci presenta due figli che assumono atteggiamenti diversi di fronte alla richiesta del Padre di andare a lavorare nella sua vigna. Il primo, agisce secondo verità, non nascondendo affatto la sua svogliatezza come primo moto del cuore. Tuttavia, si pente e obbedisce. Il secondo, risponde apparentemente pronto ad eseguire un ordine… forse non si sente neppure figlio ma semplicemente un servo. Dice frettolosamente un “Sì” squillante, ma poi, fa esattamente il contrario di ciò che dice. Oggi Gesù, mentre ciascuno di noi è chiamato a guardarsi dentro, affinché la propria interiorità sia desta, vogliamo che lo sguardo della nostra anima incroci il tuo, sprofondando nella misericordia racchiusa in ogni tua Parola. Scorgiamo il tuo Volto, Gesù, di Figlio obbediente. Ci accorgiamo che tu guardi con tenerezza le nostre incoerenze e inconsistenze. Questo ci incoraggia ad appoggiarci unicamente a te.
Questa domenica, Signore, ti chiediamo la grazia di saper riflettere sul nostro modo di vivere e, se è necessario, la grazia di saperci pentire e ravvedere, la grazia di un cuore docile! Donaci, Signore Gesù, di stare davanti al Padre uniti a te, per imparare a vivere da veri figli. Ci riconosciamo bisognosi della tua Misericordia, o Padre, perciò insegnaci ad agire con responsabilità di fronte ad ogni tua chiamata, a saper dare una risposta autentica, generata e maturata sempre e solo nel Tuo gratuito e infinito Amore.

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