Scuole superiori, la difficile ripartenza a settembre

«I dirigenti non condividono la proposta fatta dal ministro Azzolina relativa alla didattica mista (che vede gli studenti frequentare le lezioni in classe a turni, al mattino e al pomeriggio, o in giorni o settimane alternati, e lavorare a casa a distanza l’altra parte del tempo) perché questo porterebbe il docente a dover gestire contemporaneamente l’aula e gli alunni online, non tiene conto dei problemi di natura tecnica legati alla dotazione informatica degli studenti e del fatto che circa il 20 per cento degli alunni ha difficoltà a seguire per problemi di connessione alla rete»: arriva un primo chiarissimo messaggio al ministro dell’Istruzione dai dirigenti scolastici degli istituti superiori della Provincia di Nuoro (Ogliastra compresa) riuniti mercoledì scorso (20 maggio) dall’amministratore straordinario Costantino Tidu per un primo confronto sulle problematiche da affrontare e la programmazione degli interventi in grado di garantire nel prossimo settembre a circa diecimila ragazzi da ripartire in circa 570 classi, un inizio di nuovo anno scolastico in condizioni di sicurezza  che prima di tutto prevengano e contengano il rischio epidemiologico di diffusione del coronavirus.

Nel corso dell’incontro sulla situazione nelle scuole di competenza della Provincia i presidi – come riassume in una nota lo stesso Tidu – hanno rilevato che nel dopo emergenza sanitaria non si potrà derogare come in passato dal rapporto di 1,96 metri quadri per alunno, cattedra e arredi esclusi. Ora per le sopraggiunte ragioni sanitarie, non sarà quindi più possibile ospitare classi numerose in aule non sufficientemente capienti e adeguate a garantire il giusto distanziamento. Dall’esame delle varie situazioni è emersa però la mancata disponibilità di ulteriori e maggiori aule che possano consentire l’attuazione di soluzioni tipo lo sdoppiamento delle classi. Uno stato di cose che apparirà ulteriormente chiaro quando sarà terminata la ricognizione voluta da Tidu con l’acquisizione delle planimetrie di tutti i caseggiati per dar vita a una proiezione della possibile articolazione delle classi nei diversi Istituti tenendo conto delle dimensioni delle aule disponibili.

Intanto  nell’incontro con i dirigenti delle scuole superiori, son state concordate alcune iniziative a partire dall’individuazione di immobili, anche al di fuori degli Istituti, con locali idonei da allestire aulein grado di ospitare le classi più numerose. La ricerca di ulteriori spazi sarà affiancata dal rafforzamento della didattica a distanza con l’utilizzo di piattaforme informatiche appositamente studiate per monitorare la partecipazione e il rendimento di ciascun studente, la fornitura ad ogni allievo di un device (portatile o desktop) e il potenziamento della rete internet chiedendo alla Regione di programmare interventi per la diffusione della fibra su tutto il territorio provinciale. L’amministratore straordinario della Provincia di Nuoro ha già inviato una nota all’assessore regionale alla Pubblica Istruzione Andrea Biancareddu, per chiedere alla Pubblica Istruzione Andrea Biancareddu, per chiedere «la definizione, in tempi celeri, di interventi normativi con appositi protocolli e di un piano straordinario di investimenti necessari per programmare la riapertura dell’anno scolastico in sicurezza, precisando, tra l’altro, l’esigenza di potenziare l’organico, aumentare le dotazioni finanziare delle scuole (tenute a dotarsi dei dispositivi di sicurezza) e realizzare i necessari interventi infrastrutturali negli edifici scolastici. La Provincia – assicura Costantino Tiduè impegnata a fornire tutto il supporto necessario in termini di risorse umane, finanziarie e strumentali per sostenere garantire il massimo livello di offerta formativa nelle condizioni di sicurezza che l’attuale situazione emergenziale impone.

Intanto però dai vari paesi arrivano segnali che vedono addirittura nell’emergenza sanitaria una possibile opportunità. È il caso dello storico Liceo “Michelangelo Pira” di Bitti che, stando alle pre-iscrizioni, non ha i numeri sufficienti per attivare la prima classe. Sembra però che molti genitori dei 31 ragazzi del paese in uscita dalla terza media, stiano pensando – proprio a causa dei rischi di contagio derivante dai trasporti e dalla frequenza in istituti numerosi soprattutto di Nuoro – di cambiare i piani iniziali e iscrivere i propri figli allo Scientifico locale. Un’eventualità che il sindaco Giuseppe Ciccolini vuole verificare, tanto da chiedere ai diretti interessati di formalizzare eventualmente questa decisione in modo da poter avviare con le istituzioni interessate un’interlocuzione che potrebbe portare alla decisione di attivare la prima classe al “Michelangelo Pira” se si parte dalla certezza da acquisire del raggiungimento di un numero di iscritti sufficiente.Una soluzione che, oltre garantire – espressione cara al primo cittadino – «il lusso di studiare in paese», finirebbe per alleggerire la pressione sugli istituti sovraffollati portando a chiedersi se è meglio andare avanti con le classi-pollaio a Nuoro o decentrare sfruttando i caseggiati inutilizzati o sottoutilizzati nei paesi. Insomma una scuola a chilometri zero che, se si concretizzerà, premierebbe la linea tenuta da Ciccolini che in questi anni, anche attrezzando locali adeguati, ha tenuto viva la fiammella dell’istruzione superiore. Poter formare il prossimo settembre una prima classe significherebbe inoltre fare un altro passo verso quel potenziamento dell’offerta formativa dando allo Scientifico un indirizzo ambientale, unico in Sardegna e legato al parco regionale di Tepilora. A Bitti si aprirebbero così prospettive nuove e originali  per la storica istituzione scolastica  che fino a vent’anni fa con 180-150 iscritti era l’istituto superiore in Sardegna con la maggior percentuale di diplomati approdati alla laurea. 

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