Scuola e Dad, lettere alla redazione

Egregio Direttore,
siamo un gruppo di insegnanti della Scuola Media di Oliena. Rileggiamo increduli, ancora una volta, il suo commento su L’Ortobene n. 45 del 20 dicembre 2020 “Allerta meteo: niente DAD”. Mai avremmo pensato che L’Ortobene avrebbe contribuito a gettare discredito su una categoria, quella degli insegnanti, che già non gode di molte simpatie perché non se ne conoscono l’impegno e la reale mole di lavoro. E per di più con parole del suo direttore, ex insegnante! A qualcuno di noi torna in mente, infatti, che qualche lustro fa faceva parte anche lei di quei “garantiti per i quali un giorno in più di riposo è cosa ottima” e gli studenti erano anche per lei “ragione sociale di uno stipendio”. Ma sicuramente lei avrà, a suo tempo, ben dimostrato di “avere a cuore i propri studenti”!
Qualche lustro fa, dicevamo. Non ha vissuto, quindi, la confusione, lo smarrimento, il turbamento di quando lo scorso 4 marzo la scuola si è, all’improvviso, fermata. Né può sapere della solerzia e prontezza con cui gli insegnanti, autonomamente, hanno cercato da subito di trovare soluzioni alternative alla didattica in presenza. Non può sapere neppure della fatica spesa a “riciclarsi”, a sviluppare delle competenze digitali da autodidatti per destreggiarsi tra piattaforme, e-mail e altri canali necessari a mantenere il contatto con gli studenti, a restare ore incollati al computer per ricevere, correggere, inviare compiti, supportare, sgridare, incoraggiare. Fatica di cui, almeno, si sono accorti i genitori degli alunni, a cui si è aperta qualche finestra sul lavoro reale degli insegnanti, perché in periodo di lockdown hanno seguito passo passo il lavoro dei figli. Troviamo ingenerose, quindi, estremamente superficiali e anche offensive le sue conclusioni sulle mancate lezioni in DAD durante l’allerta meteo. Non hanno deciso gli insegnanti di non farle, né si sarebbero tirati indietro se si fosse deciso altrimenti. Così come non hanno esitato, in quelle contrade recentemente colpite da eventi atmosferici straordinari, a svolgere, insieme ai propri alunni, lezioni di educazione civica, armati di pale e stivali di gomma.
Dovrebbe andare più cauto con certi giudizi francamente gratuiti. Alcuni di noi svolgono questa professione da una vita, altri sono più giovani, ma tutti vorremmo rassicurarla su un fatto: per nessuno di noi “fare lezione è una seccatura”, come lei, con leggerezza, afferma. Siamo ben consapevoli dell’importanza del nostro lavoro, sappiamo che non è da meno di quello “di chi opera nella sanità e in mille altri campi”. O in qualche chiesa. Abbiamo faticato per arrivare a fare questo mestiere (noi con concorsi pubblici!) e fatichiamo ancora per cercare di farlo nel migliore dei modi.
Di certo non accettiamo giudizi astiosi da chi spara a zero contro noi “garantiti” (ma qual è la colpa?) soprattutto se di questi “garantiti “si fa ancora parte, sebbene in disparte.
La salutano gli insegnanti della scuola secondaria di primo grado di Oliena:

Boi Bastianina, Bassu Gianna, Cadalanu Roberta, Cabras Miriam, Congiu Pasqua, Crisponi Pietro, Fois Pietrina, Floris Graziano, Floris Michela, Furru Maria Antonietta, Gallus Patrizia, Gianno Chiara, Giobbe Gianfranca, Gometz Francesca, Gregu Christiane, Guria Maddalena, Incollu Mariano, Orunesu Nicoletta, Pau Maria Antonietta, Pinna Carmela, Puggioni Angelo, Saggia Maria Rita, Sanna Irene, Scicolone Simone.

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Spettabile Redazione,
ho letto l’articolo sulla DAD e le considerazioni sui docenti sempre in cerca di ferie e vacanze. Non insegno più, dopo quasi quaranta anni di servizio, sempre in prima linea in diversi paesi del nuorese. Non ho, quindi, vissuto l’esperienza della didattica computerizzata. Conosco però, molto bene, le difficoltà e il sacrificio dei colleghi che hanno colmato le lacune della scuola con un faticoso lavoro e grande spirito di abnegazione. Mi spiace, per questo motivi, che vengano esposti a critiche gratuite e prive di fondamento. Spero che, nel prossimo numero, siamo dati chiari e esaustivi chiarimenti in merito. Vi ringrazio per l’attenzione.

Pier Paolo Mazzella

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Riproponiamo, per completezza, il testo dell’articolo pubblicato sul settimanale.

Allerta meteo: niente Dad

La didattica a distanza vale solo per le pandemie. Se le scuole sono chiuse per allerta meteo, i docenti non possono fare lezione on line da casa ai propri alunni. È quanto sostengono i sindacati aprendo così nuovi contenziosi, in tutta Italia, con i dirigenti scolastici e le famiglie. Una presa di posizione che lascia sbalorditi.
È praticamente da febbraio che gli studenti stanno a casa per il Covid. In questi mesi si sono levati peana in onore della Dad e della Ddi (didattica digitale integrata) per descriverne le mirabilia. La didattica digitale per molti rappresenta il futuro, per altri può significare un surrogato delle lezioni in presenza in caso di cause di forza maggiore. Ora il sindacato denuncia “il tentativo di utilizzare strumenti straordinari legati all’emergenza Covid, in modo estensivo per sopperire a disagi di altra natura”. Certo, a chiudere le scuole, in caso di allerta meteo, sono le ordinanze dei sindaci mentre di fare le lezioni da casa lo chiedono i dirigenti scolastici.
Per i sindacati, se c’è un’allerta meteo, pur se i docenti non corrono rischio alcuno, perché non si debbono spostare da casa verso l’edificio scolastico, non si può lavorare. Così, dopo mesi di invereconde discussioni sul tipo di banchi da adottare, tempi di forniture e promesse disattese (strano non ci sia un’inchiesta giudiziaria in merito), mentre imperversa il dibattito politico su come far riprendere la scuola in presenza, c’è una parte di docenti e la quasi totalità delle sigle sindacali che trova persino nella pioggia un motivo per evitare un giorno di lavoro. Il tutto mentre tanti lavoratori non garantiti affrontano la crisi del Covid e i danni del maltempo senza badare neanche ai riposi festivi. Ci sono i garantiti per i quali un giorno in più di riposo è cosa ottima, mentre milioni di persone senza paracadute ritengono una disgrazia dover restare a casa senza nulla guadagnare.
Su L’Ortobene abbiamo già scritto dei dubbi sulla Dad considerandola, in ogni caso, uno strumento emergenziale. Ma mai avremmo pensato alla vacanza dei docenti per allerta meteo. Il loro compito, educare le giovani generazioni, è fondamentale come quello di chi opera nella sanità e in mille altri campi. Il loro più di tutti. L’impressione è che per molti docenti le lezioni sono una seccatura. L’amarezza è che a troppi ragazzi stiamo negando un futuro. L’allerta meteo non è occasione per dire non lavoro ma per domandarsi cosa posso fare di meglio. Almeno così si dimostra di avere un poco a cuore i propri studenti, ragione sociale di uno stipendio.

N.B. Quanto da me scritto è discutibilissimo. Il punto nodale è se siete d’accordo o no con i vostri sindacati. Suggerisco la lettura dell’articolo di E. Galli della Loggia apparso il 04/giugno 2020 sul Corriere della Sera “Gli insegnanti prigionieri dei sindacati scuola”. Tutte le altre considerazioni lasciano il tempo che trovano, specie quando sono declinate sul versante della personalizzazione e della difesa d’ufficio.

(f. m.)

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