Scuola digitale, finale provinciale

Una gara tra otto progetti digitali innovativi ideati dagli studenti nuoresi e un confronto con le eccellenze 4.0 del territorio. Mercoledì 31 ottobre dalle 9,30 il Museo etnografico di Nuoro ospiterà la finale provinciale del Premio nazionale scuola digitale, la competizione promossa dal ministero dell’Istruzione, per incentivare l’uso di modelli didattici innovativi e sperimentali. Il concorso, che sta coinvolgendo le scuole di tutta Italia, vuole stimolare gli studenti a sviluppare prototipi tecnologici e applicazioni, idee imprenditoriali, progetti di ricerca nei settori del making, coding (programmazione anche per hobby), robotica, internet delle cose (IoT), gaming e gamification (utilizzo delle tecniche di game design in contesti esterni ai giochi). Una giuria di esperti valuterà quale progetto potrà partecipare alle finali regionali in programma a Sassari il 19 novembre.

L’evento – dicono gli organizzatori – si svolgerà nel segno della profezia dello scrittore Michelangelo Pira che in un sorprendente racconto del 1970 anticipò l’attuale Villaggio elettronico, ipotizzando l’avvento di una comunicazione che da “imperfetta” diventa, nelle campagne sarde, elettronica, “universale” e democratica grazie al collegamento dei computer in una rete planetaria.

Dopo i saluti delle autorità prenderanno la parola i referenti della Scuola polo “Niccolò Pellegrini” di Sassari che organizza l’evento, il dirigente scolastico Paolo Acone e il professor Mauro Solinas. A seguire Andrea Fadda, dirigente scolastico dell’Istituto comprensivo “Grazia Deledda” di Nuoro, illustrerà il concorso e presenterà la giuria. Alle 9,45 l’attivista digitale Antonella Fancello (docente di Pratiche digitali e empowerment dei cittadini all’Università degli Studi di Sassari) proporrà la riflessione “Da Michelangelo Pira ad oggi, Sardegna protagonista della storia di internet”.  «Dalla città dell’unica scrittrice premio Nobel per la letteratura – anticipa Antonella Fancelloviene lanciato il messaggio di una rivoluzione infragenerazionale da vivere in chiave umanistica e culturale in cui i valori e le tradizioni millenarie di un popolo diventano, attraverso la rete, messaggio universale».

A questo punto si alterneranno le presentazioni dei progetti in concorso con la parte delle testimonianze: una rappresentanza dei piccoli Mamuthones e Issohadores dell’Associazione Pro loco Mamoiada si racconterà tra tradizione, metafore e digitale; Davide Fancello e i fratelli Vittorio e Andrea Bruno di BAM Design illustreranno la storia innovativa della “Cabinedda”: dalla Sardegna alla Biennale di Venezia, la microarchitettura per macro processi sociali.