Satellite cinese, l’allarme slitta a lunedì

Slitta a lunedì mattina- 2 marzo –  la remota possibilità che uno o più frammenti di Tiangon 1  – “Tempio del Cielo” (primo laboratorio orbitale cinese lanciato nello spazio nel 2011 all’interno del progetto di costruzione di una stazione orbitale e lungo poco più di dieci metri, alto tre metri e mezzo per un peso che supera di poco le otto tonnellate), senza controllo possano cadere sulla Sardegna. Lo comunica in una nota il direttore della Protezione civile regionale Graziano Nudda dopo le ultime notiziearrivate alle 18.30 dall’unità di crisi della Protezione civile nazionale che sta monitorando la situazione in collegamento via teleconferenza con le unità regionali (il nuovo bollettino è previsto per domani alle 18). Secondo gli ultimi calcoli e in base alle tre possibili rotte che in satellite dovrebbe seguire, l’orario a rischio per la Sardegna è tra le ore 5.58 e le ore 6.28 e tra le ore 9.02 e le ore 9.32 di lunedì 2 aprile.
Queste le indicazioni di autoprotezione del Dipartimento nazionale della Protezione civile diramate «sulla base delle informazioni attualmente rese disponibili dalla comunità scientifica.
 «È poco probabile che i frammenti del satellite causino il crollo di edifici, che pertanto sono da considerarsi più sicuri rispetto ai luoghi aperti. Si consiglia, comunque, di stare lontani dalle finestre e porte vetrate;

• i frammenti impattando sui tetti degli edifici potrebbero causare danni, perforando i tetti stessi e i solai sottostanti, così determinando anche pericolo per le persone: pertanto, non disponendo di informazioni precise sulla vulnerabilità delle singole strutture, si può affermare che sono più sicuri i piani più bassi degli edifici;

• all’interno degli edifici i posti strutturalmente più sicuri dove posizionarsi nel corso dell’eventuale impatto sono, per gli edifici in muratura, sotto le volte dei piani inferiori e nei vani delle porte inserite nei muri portanti (quelli più spessi), per gli edifici in cemento armato, in vicinanza delle colonne e, comunque, in vicinanza delle pareti;

• è poco probabile che i frammenti più piccoli siano visibili da terra prima dell’impatto;

• alcuni frammenti di grandi dimensioni potrebbero sopravvivere all’impatto e contenere idrazina, un composto chimico tossico altamente corrosivo.

Si consiglia, in linea generale, che chiunque avvistasse un frammento, senza toccarlo e mantenendosi a una distanza di almeno 20 metri, dovrà segnalarlo immediatamente alle autorità competenti».

L’allarme vero scatterà quando il satellite rientrerà nell’atmosfera a quota 120 chilometri per iniziare a disintegrarsi a 80 chilometri dal globo, spesso, quando si parla di previsioni di rientro, ci si riferisce appunto al raggiungimento della quota di 80 chilometri grazie all’azione combinata delle forze aerodinamiche e del riscaldamento prodotti dall’attrito dell’aria, creando nel cielo uno spettacolo di scie luminose ma con la possibilità che grossi frammenti di leghe speciali resistano alla liquefazione e piombino sulla terra creando un potenziale pericolo per il rischio diretto e l’indiretto dell’inquinamento chimico o eventuali radiazioni.

 

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