In Sardegna restano chiuse anche le librerie

Librerie, cartolibrerie, negozi di abbigliamento per bambini, lavanderie e studi professionali domani in Sardegna non apriranno. Dalla Regione confermano che in tal senso sta per essere ufficializzata un’ordinanza che allinea la Sardegna a quanto già deciso da Piemonte e Lombardia che hanno deciso di non applicare l’ultimo decreto del Governo Conte (https://www.ortobene.net/riacquistare-libri-quaderni-vestiti-bambini/). Una linea completamente diversa dal governatore del Veneto Luca Zaia che non solo conferma la riapertura di alcuni negozi ma allenta la stretta del governo permettendo picnic e barbecue purché in famiglia e dentro la proprietà privata e eliminando il limite dei 200 metri da casa per l’attività motoria all’aperto. In Sardegna, invece, il presidente della Regione sposa la linea dura lombarda e piemontese e chiude anche gli spiragli aperti da Conte sabato sera: «Non ci sono ancora le condizioni per allentare le misure», ha detto oggi Christian Solinas nel quotidiano appuntamento in video conferenza con i giornalisti con i giornalisti annunciando la firma in serata di un’ordinanza per prorogare il blocco degli arrivi nei porti e aeroporti  e le «chiusure generalizzate degli esercizi commerciali, fatti salvi i beni di prima necessità. L’andamento dei contagi come si è visto dai dati, non è ancora né costante né certo e siccome abbiamo visto che le misure di contenimento possono dare risultati positivi continuiamo così confermando una condotta che ci consenta di spegnere la catena di trasmissione del virus», ha precisato il Governatore annunciando che in settimana sarà il comitato scientifico a dire l’ultima parola in base alle necessarie verifiche in grado di dimostrare «affidabili evidenze scientifiche che ci consentano di riaprire progressivamente, lo faremo in una cornice di massima tutela».

La linea di massima prudenza da parte del presidente della Regione è avallata dal comitato scientifico Pietro Cappuccinelli del comitato scientifico che ha dato atto dei risultati ottenuti anche in Sardegna dove – ha detto il virologo – «se si va avanti così potremmo avere segnali interessanti tra qualche settimana. Fondamentale l’aumento di capacità diagnostica, sia diretta che indiretta». In particolare – come ha sottolineato anche l’assessore Mario Nieddu – la Fase 2, quella della graduale ripresa, dovrà basarsi su uno screening da portare avanti anche con duemila test al giorno per individuare i pazienti asintomatici, quella famosa zona grigia, che potrebbe diventare forte di contagio molto pericolosa.