Sardegna, contagio basso ma quint’ultima per tamponi

Pur mantenendo una tranquillizzante 0,27 molto lontano dal limite 0,50 indicato dalla Regione e dall’1 dello Stato, la Sardegna perde con 0,3 in più sul 0,24 della settimana scorsa, scalzata dalla Calabria (0,17), il primato nel Ranking nazionale di Regione a più basso indice di contagio. Niente di drammatico, anzi, soddisfazione per vedere stabilizzare una curva altamente positiva legata al famoso parametro Rt che indica la potenzialità di contagio di un malato.

Su questo dato continua però a pesare il problema dei tamponi che in qualche modo ne mette in dubbio il valore reale. Secondo l’ultimo report della Fondazione Gimbe, infatti, la Sardegna è quint’ultima nella classifica nazionale dei tamponi effettuati: 52 al giorno ogni 100mila abitanti contro una media nazionale di 61, mentre in altre realtà a statuto speciale come la Valle D’Aosta si eseguono 168 test giornalieri, 156 nella provincia Trento e 102 in Friuli. Il monitoraggio della Gimbe si riferisce al periodo compreso tra 23 aprile e 20 maggio, ma i tamponi effettuati sono, comunque in aumento nell’Isola (a ieri risultavano 46.795) tanto che limitatamente alle ultime due settimane la Sardegna sarebbe nona.  L’Isola, quindi, resta e rientra in quella fascia negativa e nella situazione generale d’italiana dove permane – secondo gli esperti del Gimbe – «il numero medio giornaliero di tamponi diagnostici per 100mila abitanti esiguo rispetto alla massiccia attività di testing e tracing necessaria nella Fase 2». Inoltre – chiarisce il report – «la propensione ad eseguire tamponi presenta enormi e non giustificate variabilità regionali che influenzano anche il valore di Rt incluso negli indicatori del ministero della Salute».

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