A Santu Franziscu ‘e Lula

Giovedì 28 settembre l’arrivo dei  priori Salvatore Siotto e Stefania Usai (partenza alle ore 11 da Nuoro, parrocchia del Rosario), nella notte di sabato 30 settembre il pellegrinaggio a piedi, con i fedeli che si ritroveranno alle 23 sempre nella chiesa dell’antico quartiere di Santu Predu per incamminarsi verso il santuario campestre. Proprio la camminata notturna autunnale che si replicherà a maggio, rappresenta l’inizio dei festeggiamenti in onore di San Francesco di Lula in vista della feste liturgica del Patrono d’Italia, che inizieranno proprio il primo ottobre, con l’arrivo dei pellegrini quando sarà celebrata la Santa Messa alle 7 del mattino. Nuova solenne funzione, sempre l’1 ottobre, alle ore 17  per l’inizio del Triduo di preparazione alla festa. Lunedì 2 e martedì 3 ottobre le Sante Messe saranno celebrate alle ore 10 e alle ore 17. Il 4 ottobre, festa di San Francesco d’Assisi, i fedeli potranno partecipare alle Sante Messe, che saranno celebrate alle ore 09, alle ore 11 dal vescovo di Nuoro Mosè Marcìa e alle ore 17. Giovedì 5 ottobre alle ore 9 saluti e Santa Messa di commiato. Salvatore Siotto e Stefania Usai  invitano i fedeli e i devoti a San Francesco a vivere con semplicità, gioia e letizia questi giorni di festa secondo gli insegnamenti del Vangelo e l’esempio di vita del Santo.

Da “Elias Portolu” (Grazia Deledda)

(…) Intanto madre e figlio si preparavano a sciogliere il voto a san Francesco. La chiesa di San Francesco sorge sulle montagne di Lula. La leggenda la dice edificata da un bandito che, stanco della sua vita errabonda, promise di sottomettersi alla giustizia e di far sorgere la chiesa se veniva assolto. Ad ogni modo, vera o no la leggenda, i priori, cioè quelli che dirigono la festa, vengono ogni anno sorteggiati fra i discendenti del fondatore o dei fondatori della chiesa. Tutti questi discendenti, che si dicono anche parenti di San Francesco, formano al tempo della festa e della novena, una specie di comunità, e godono certi privilegi. I Portolu erano nel numero. Pochi giorni prima della partenza, Pietro si recò a san Francesco col suo carro e i suoi buoi, e prestò gratis l’opera sua, assieme con altri contadini e muratori, alcuni dei quali lavoravano per voto. Accomodarono la chiesa e le stanzette costrutte intorno, e trasportarono le legna che dovevano ardere durante il tempo della novena. Zia Annedda, per parte sua, mandò una certa quantità di frumento dalla prioressa, e assieme con le altre donne della tribù dei discendenti dei fondatori della chiesa, aiutò a pulir la farina ed a fare il pane da portarsi alla novena. Una parte di questo pane fu, da un messo del priore, recato in dono agli ovili della campagna nuorese. Ad ogni ovile un pane. I pastori lo ricevevano con devozione, o in ricambio davano quanto più potevano dei loro prodotti: alcuni anche denaro e agnelli vivi: altri promettevano di donare intere vacche che andrebbero ad aumentare gli armenti del Santo, già ricco di terre, denari e greggie. Quando il messo arrivò nell’ovile dei Portolu, zio Berta si scoprì il capo, si segnò, bacio il pane.(…)

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