Sant’Onofrio nel nome di Satta e Ciusa

Sostituire con una copia il monumento dedicato a Sebastatiano Satta devastato dai vandali, restaurare l’opera di Francesco Ciusa e, soprattutto, recuperare l’idea dell’autore che subito dopo la morte del poeta (29 novembre 1914), per onorare l’amico voleva creare nel colle di Sant’Onofrio un parco artistico all’aperto. L’idea è nata lo scorso 4 aprile in un dibattito programmato dal Martedì Letterario del Caffè Tettamanzi dove si è parlato diffusamente del monumento di Ciusa e, soprattutto, si è deciso di lanciare una proposta per ricordare che nell’anno in corso ricorrono due significativi anniversari: il centocinquantenario della nascita di Sebastiano Satta e i 50 dall’inaugurazione della piazza a lui dedicata, realizzata da Costantino Nivola.

La proposta è stata riassunta e ufficializzata in una lettera al sindaco di Nuoro Andrea Soddu firmata da Angelo Altea, animatore del Martedì letterario. Secondo Ciusa – ricorda Altea – il monumento a Satta doveva essere solo la tappa finale di un percorso artistico che avrebbe trasformato il colle di Sant’Onofrio in un grande museo al’aperto. «Ho lanciato l’idea di innalzare un tempio sulla vetta più alta della collina di Sant’Onofrio – scrive Ciusa ad un comune amico pochi giorni dopo la morte del poeta –. Questo tempio austero e severo deve sorgere oggi che è morto Sebastiano Satta, che lascia robuste radici, perché nasca in Sardegna una tradizione artistica. Il tempio segnerà la data della morte del Poeta di nostra gente e la nascita di un’arte: tutti gli artisti di Sardegna dovranno concorrere con la loro opera».

La prima guerra mondiale, l’avvento del fascismo e la malattia hanno impedito a Francesco Ciusa di concretizzare e guidare quella rivoluzione artistica che coinvolgesse l’intera Sardegna nel nome di Sebastiano Satta. «È venuto il momento perché quella idea possa essere ripristinata e mandata in porto», scrive Angelo Altea sintetizzando la proposta: «Al posto dell’originario monumento a Sebastiano Satta di Francesco Ciusa si può collocare una copia realizzata da artisti all’altezza del compito. Si supererebbero così le obiezioni della Soprintendenza rispetto al restauro dell’opera originaria. Non è cosa nuova: le principali opere d’arte delle grandi città come Roma e Firenze sono delle copie che hanno consentito di sottrarre tanti capolavori all’ingiuria del tempo ». Dalla rassegna letteraria del Caffè Tettamanzi parte anche l’idea di realizzare finalmente a Sant’Onofrio il museo della scultura a cielo aperto «con le opere presenti in città in luoghi inadatti e per questo poco fruibili o quelle che eventualmente giacessero nei magazzini delle amministrazioni pubbliche in attesa di trovare una degna collocazione», ma soprattutto rilanciare l’appello di Ciusa agli scultori sardi per la donazione di un’opera da destinare al nuovo museo. Secondo Angelo Altea un comitato di intellettuali nuoresi guidato dal sindaco dovrebbe sovraintendere all’operazione guidata comunque da un responsabile scientifico di cui viene indicato anche il nome: Cristiana Collu, attuale direttrice della Galleria d’arte Moderna di Roma. «Tante altre proposte si potrebbero esprimere per raffinare l’idea-base – scrive Angelo Altea – ma credo che sull’argomento valga la pena aprire un dibattito aperto a tutte le persone che intendano dare un contributo all’opera meritoria di rendere omaggio a due grandi concittadini e contemporaneamente sottrarre il parco di Sant’Onofrio ad uno storico degrado».

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