Sanità sarda, ecco la riforma della riforma

Addio all’Azienda per la tutela della salute, arriva l’Ares, l’Azienda regionale della salute, che accentrerà esclusivamente la gestione di acquisti e personale. E poi riecco le vecchie Asl: saranno cinque, una per provincia con la new entry Gallura. E, in sintesi, la bozza di riforma della sanità sarda che il presidente della Regione, Christian Solinas, ha illustrato oggi ai consiglieri della coalizione in un vertice blindatissimo nella sala Anfiteatro dell’assessorato alle Politiche sociali a Cagliari. Solinas ha confermato dunque ciò che aveva preannunciato agli assessori in un precedente incontro convocato la settimana scorsa, ma dalla riunione di questa mattina sono emerse delle novità: verrà innanzitutto predisposto un piano straordinario per l’edilizia sanitaria per realizzare nuove strutture e riqualificare quelle esistenti. Previsto poi un riordino normativo, un accorpamento di tutte le leggi in materia sanitaria che confluiranno in un testo unico. «Manterremo gli impegni assunti con i sardi durante la campagna elettorale – spiega Solinas al termine del vertice – portando al centro la domanda di salute dei territori e dei cittadini, e restituendo motivazioni a tutto il personale medico e paramedico che le aveva perse in questi anni». Nel dettaglio, «tutti i presidi ospedalieri verranno mantenuti, e ci sarà un piano straordinario di interventi per migliorare il patrimonio dell’edilizia sanitaria – prosegue il governatore -.Questo  un notevole risparmio in termini di costi, perché strutture più efficienti avranno senz’altro migliori performance dal punto di vista delle prestazioni sanitarie». Quella di oggi, sottolinea Solinas, «è stata una discussione molto approfondita: siamo partiti da un’analisi dell’evoluzione delle riforme sanitarie a partire dagli anni ’90, e siamo tutti d’accordo che il tema centrale per i cittadini è avere le prestazioni sanitarie sui territori. Avere un ente amministrativo, in qualunque modo si chiami, non incide. Quello che conta, e che garantiremo, è che sui territori resteranno i presidi ospedalieri e verranno garantite le prestazioni sanitarie». Per quanto riguarda i tempi della riforma, il presidente della Regione manda un messaggio chiaro ai consiglieri regionali: «Credo che questo sia un esame di maturità per tutta la classe politica sarda. È una legge di grande riforma e il Consiglio regionale potrà migliorarla, apportare contributi, purché siano razionali con lo spirito della norma. Se l’Assemblea saprà interpretare al meglio questo ruolo, io credo che quattro mesi siano più che sufficienti per poterla approvare e farla partire dal primo gennaio». Infine una battuta sulla nascita del nuovo Governo, senza gli alleati della Lega: «Non mi fate parlare di politica estera – scherza con i giornalisti – oggi ci confrontiamo solo sulla sanità».

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