Sanità, “aspettando la riforma proliferano le nomine”

“Fatichiamo a comprendere la linea della maggioranza alla guida della Regione in materia di sanità. La mattina lavorano a una riforma che, se approvata, muterebbe governance, competenze e composizione delle aziende sanitarie sarde. La sera, invece, portano avanti all’interno delle strutture una gestione fatta di nomine e di conferimento di incarichi molto lontani dall’ordinaria amministrazione a cui ci si dovrebbe attenere in questa fase transitoria. Come se in Consiglio regionale non fosse in discussione alcun disegno di legge su questa materia”. Così Francesco Agus, capogruppo dei Progressisti nel Consiglio regionale sardo, e primo firmatario di un’interrogazione rivolta alla giunta Solinas, nella quale il consigliere di opposizione mette l’accento sugli atti portati avanti negli ultimi mesi dai vertici delle aziende sanitarie dell’isola. “Il 26 marzo del 2019 – ricorda Agus – il presidente della Regione, Christian Solinas, ha invitato i direttori generali delle aziende sanitarie a sospendere il conferimento di incarichi nelle more dell’approvazione della riforma del sistema sanitario regionale”. La stessa nota del governatore “stabilisce che ogni intervento in tal senso avviato dai destinatari della direttiva, debba essere preventivamente autorizzato dall’amministrazione regionale – sottolinea il capogruppo – considerando anche la volontà esplicitamente espressa dal presidente di voler modificare in tempi brevi la rete ospedaliera regionale approvata dal Consiglio regionale il 25 ottobre 2017”.
In sostanza, spiega il consigliere, le aziende sanitarie che avrebbero dovuto astenersi dall’assumere personale e conferire incarichi non autorizzati da delibere di giunta, “hanno proseguito nelle procedure di conferimento di incarichi anche recentemente, e in prossimità dall’approvazione in aula della riorganizzazione della sanità sarda”. Conclude Agus: “Ci chiediamo se le aziende ospedaliere siano delle repubbliche autonome, indipendenti ed esenti da ogni tipo di controllo, compreso quello doverosamente portato avanti dalla commissione competente del Consiglio regionale e dall’assessorato alla Sanità. Queste premesse non possono che confermare i nostri dubbi e le nostre forti critiche sulla riforma presentata dal centrodestra”.

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