San Francesco e noi, vita da priori

Giunti al giro di boa del loro impegno come priori del Santuario di San Francesco a Lula, Sebastiano Succu e la moglie Sara Spina possono fermarsi a riflettere e tracciare un primo bilancio di questo servizio. «È stata ed è una esperienza bellissima – affermano all’unisono –, soprattutto perchè la stiamo vivendo con tanta fede. Ci sta aiutando tantissimo il cappellano don Totoni Cosseddu che ci sta affiancando in tutto e per tutto, ci è vicino, ci dà consigli, come un vero e proprio padre spirituale in questo cammino». Prova a trovare le parole Sara, nascondendo a fatica l’emozione, «è una esperienza indescrivibile nel senso che dà di vivere tante situazioni, come ad esempio portare il Santo tra i malati, nelle case dove ci sono tante necessità, ci sta dando di vedere situazioni anche critiche e ci sta dando l’opportunità di stare in preghiera insieme a chi sta male. Anche portarlo all’ospedale è stata una esperienze forte e intensa che con chiunque condividiamo sempre a partire dalla preghiera, da lì parte tutto». I momenti belli sono stati tanti, pensano alla festa di ottobre, «nel vivere questi tre giorni intensi, forti, di preghiera e di comunione con gli altri e anche l’accogliere i pellegrini arrivati a piedi è stata una emozione. Ultimamente poi la giornata del malato condivisa con tanti sofferenti ma con la gioia, giornata intensa e bellissima. Tutto questo anche nella prova, a volte nella sofferenza ma ogni momento – aggiunge Sara – lo vivi con spirito grande, il Santo ci sta accompagnando nel senso che è accanto, dà di superare qualsiasi ostacolo».
Il momento più difficile? «Senza dubbio è stato l’ingresso, iniziare una festa così grande dal niente non è semplice. Però San Francesco ci ha fatto superare anche questo momento, mettendoci in preghiera con l’aiuto di tutti ogni ostacolo viene superato, quando metti davanti a tutto la fede e la Parola la preghiera abbatte ogni ostacolo».
Bastiano e Sara hanno anche l’umiltà di riconoscere che da soli non si può andare tanto lontano e sono grati alla squadra che li affianca. «Sono tante persone – spiegano – e hanno una importanza grandissima, senza di loro non riusciremo a fare nulla, da chi cucina a chi fa la questua, agli operai, le persone sonoimportanti, le ringraziamo di cuore. È un servizio che stanno facendo al Santo e sono sicura – afferma Sara con decisione – che il Santo li ricompenserà di ogni bene nella lorovita perchè lo stanno facendo con il cuore e
con fede. Lavoriamo in unione e in armonia, ci sono sbalzi di umore, difficoltà ma si supera tutto». Il segreto? «La cosa più bella è che qualsiasi lavoro iniziamo lo iniziamo con la preghiera, e ci sentiamo accompagnati dallo Spirito Santo».
L’alba del nuovo anno pone nuovi obiettivi: «Progetti nel nostro cuore ne abbiamo tanti – confidano – nutriamo il desiderio grande di fare una giornata dedicata ai poveri e una per i carcerati. La giornata dedicata agli ammalati poche settimane fa è stata bellissima, iniziata con la Messa, proseguita con il pranzo e poi con un pomeriggio in cui ci siamo regalati vicendevolmente tanta gioia».
Anche le strutture del Santuario sono oggetto di attenzione, «vorremo realizzare i lavori che possiamo fare, alcuni sono iniziati, ci sono gli operai all’opera e speriamo nel nostro piccolo con tanta umiltà e carità di poterli portare avanti». L’ultima parola è ancora un grazie, temendo di dimenticare qualcuno, «grazie alle associazioni che ci hanno aiutato – dicono pensando all’ultima giornata con gli ammalati e gli anziani – e poi il nostro parroco, i sacerdoti e tutto il personale, da chi cucina a chi si impegna per le questue ai pastori, e ancora alle persone che nei paesi ci hanno accolto e aperto le porte in tutti i sensi».

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