Salute di ferro per Nuoro, ma arrancano le zone interne

Le statistiche vengono, si sa, avvicinate alla storia dei due polli. Se siamo in due, abbiamo due polli, per la statistica è chiaro che ne mangiamo uno a testa. Anche se a mangiarne due è solo uno di noi. Stavolta il giornale Il Sole 24 Ore, per la verità non molto diffuso nel nuorese, ci avrà azzeccato? Vedere Nuoro e la sua provincia terza classificata, in termini virtuosi, su 107 città e province d’Italia è una notizia che tanto più gradita perché prende di sorpresa. Ricerca attuata con metodo scientifico e risultato della media dei punteggi, ottenuti dai diversi territori, in 12 indicatori, soprattutto socio sanitari, analizzati su parametri alla base di rilevamenti oggettivi. La fotografia, posta in rilievo, certifica “performace”, obiettivi, registrati negli ultimi anni, come ad esempio, incremento della speranza di vita, o fenomeni socio sanitari, tra questi emigrazione ospedaliera, consumo di farmaci, e disponibilità dei medici in rapporto alla popolazione. Il tutto riferito agli anni più recenti in base alle statistiche verificate e disponibili. I valori positivi sono collocati in alto della classifica, quelli negativi in basso sino ad arrivare alle maglie nere d’Italia. Numeri aridi che raccontano la capacità dei servizi di offrire benessere e qualità di offerta sanitaria. Indagine che il Soleha inaugurato da tempo, quella sul 2019 sarà la trentesima e punta a misurare i livelli di qualità di vita della provincia italiana. Indagano su tre aspetti della salute, crescita demografica negli ultimi anni, con l’incremento della speranza di vita alla nascita; fenomeni socio sanitari, come la mortalità annua per tumore e per infarto e il consumo di farmaci. Da qui l’importanza dell’accesso ai servizi sanitari, dall’emigrazione ospedaliera, alla disponibilità di posti letto e di medici.
L’indagine cancella i libri di geografia: Sardegna non è più, almeno da questi punti di vista, né sud, né centro ma è strettamente agganciata al nord. Non può che essere così, se i dati, secondo il giornale di Confindustria, più positivi arrivano nell’ordine, da Trentino Alto Adige, seconda Sardegna, terza Lombardia. Mentre la maglia nera va a Lazio Basilicata e Campania. Stringendo su dati specifici, si scopre che i cittadini più in salute e quindi sul podio dei primi tre sono a Bolzano, Pescara e Nuoro, contro le ultime su 107, Rieti, Alessandria e Rovigo. In questa speciale graduatoria, delle grandi città, tra le prime dieci si salvano Milano e Firenze, mentre sono ben salde ai primi posti Nuoro, Sassari e Cagliari, subito a ridosso di quelle del trentino Alto Adige. Anche le rose hanno le spine e per tasso di mortalità, standardizzato per 10mila abitanti, nel nuorese è abbastanza alto, 76mo posto, lontano dal primo; con tasso minimo, Pordenone, seguito da Trento. Ultimi Caserta e Napoli. C’è sempre quell’indicatore che non fa dormire sonni tranquilli, l’incidenza di mortalità per tumore. Nuoro è tra quelle che ne ha meno, ponendosi al sesto posto, dopo Sassari, al primo, che può considerarsi, dalla statistica, quasi immune. Non così tranquilli possono stare i cittadini di Alessandria e Genova rispettivamente al 106mo e 107mo posto.
I nuoresi possono anche considerarsi forti di cuore. Nella graduatoria di deceduti per infarto al miocardio, ogni mille abitanti, 2012-2016, sono appena all’ottavo posto, preceduti dai sassaresi sempre al primo. Mentre a Ferrara devono trovarsi in perenne ipertensione, se quegli abitanti si trovano ultimi in fondo alla classifica. Quindi ci rassicura una maggiore speranza di vita? Forse si, se ci collochiamo in quella lista al 29mo posto su 107, appena sopra Oristano, con un pizzico di invidia per Goriziani e Triestini, primi e secondi per campare a cent’anni.
Consumiamo molti farmaci? Ci difendiamo, soprattutto, secondo l’indagine, quelli per asma e bpco (bronco pneumopatia cronica ostruttiva). Nuoro è 82ma, non va molto meglio per Sassari, 50ma, chi ne consuma niente o in dosi minime è la nuova provincia del Sud Sardegna che si colloca virtuosamente al primo posto. Sarà il ricorrente vento di maestro, capace di spazzar via polveri intasanti bronchi e polmoni.
Ci distinguiamo per scarso consumo di farmaci per diabete, Nuoro 17° posto, 1° Bolzano, ultimi, 106ma e 107ma Messina e Agrigento. O per consumo di farmaci per ipertensione, unità minime pro-capite, che proprio non teniamo nel cassetto, se siamo valutati all’11mo posto, con Sud Sardegna e Sassari nei primi dieci.
La nostra salute dipende dalla rete diffusa dei medici di base, il vecchio e amato “medico condotto”? forse si. Se siamo, Nuoro e provincia, il numero 1 per professionisti di medicina generale per 1000 abitanti. Sopra Cagliari, quarta e Sassari 17ma. Lontanissimo Oristano, 104ma, e la maglia nera il nord di Rovigo, 107ma. Ben assistita l’infanzia, siamo all’ottavo posto per numero di pediatri e anche i vecchietti sono discretamente accompagnati, Nuoro e il Nuorese 22mi per numero di geriatri. Siamo a metà classifica per “viaggi della speranza”, 70mi nelle dimissioni di residenti avvenuta fuori regione e 37mi in emigrazione ospedaliera.
I numeri sono lo specchio della realtà? Non sempre, ma indicano il tracciato, puntano il dito. Come quello che scoperchia la debolezza dei piccoli centri. Dalla lettura della ricerca del Sole, la netta differenza non è tra Nord e Sud, come è storicamente facile pensare, ma tra città e are interne, quell’Italia lontana dalle luci della ribalta, del XXI secolo, più distante dai servizi essenziali. Pesanti i dati su mortalità e speranza di vita. «E preoccupa, sostiene commentando i risultati, Cittadinanza Attiva, il consolidarsi, su queste aree, dei dati negativi». Gli abitanti delle zone dell’interno hanno meno accesso alle cure. Infrastrutture di trasporto vecchie o inesistenti si pongono come vere e proprie barriere architettoniche. Due Italie? Si.  Non Nord-Sud, ma Città-Campagna. Il Medioevo a volte ritorna.

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