«Sacerdote per sempre»

Domenica 27 agosto nella parrocchia di San Giovanni Battista a Siniscola don Emanuele Martini ha celebrato la sua prima Santa Messa, dopo l’ordinazione il giorno prima da parte del vescovo di Nuoro monsignor Mosè Marcìa. Pubblichiamo l’omelia pronunciata in quell’occasione da don Ciriaco Vedele.

Caro Emanuele, ti vorrei dire molte cose , come amico, come confratello, come fedele delle tue comunità. Cerco di parlarti col cuore più che col codice e voglio parlarti al cuore più che all’intelligenza.
Tu mio conosci e mi capirai. Credo che il momento più alto del rito della tua ordinazione sacerdotale sia stato quella squillante proclamazione, mirabilmente cantata anche dal nostro coro TU ES , SACERDOS IN AETERNUM.
Tu sei sacerdote: stai lentamente prendendo coscienza della tua dignità, della tua nuova identità, della tua missione. La risonanza biblica, liturgica, ti eleva non su un soglio di dimensioni ieratiche o gerarchiche ma verso una condizione soprannaturale che ti proclama alter Christus, Pontifex, ex ominibus assumptus et pro hominibus constitutus.


TU SEI SACERDOTE, non è solo un’affermazione ma un gesto che rende feconda di grazia e di amore la tua esistenza, è un intervento profetico che illuminato dall’alto, definisce la tua vita, la tua storia futura arricchendola di grazia e di carismi .
TU SEI SACERDOTE IN ETERNO! Pronunziata così sembra un’affermazione presuntuosa , un ricatto, una sorta di condanna, quasi una sfida.
Sì è una sfida che tu accetti oggi con la benevola compiacenza del Signore, con la condivisione della Chiesa e la gioiosa partecipazione di tutti noi. L’uomo provvisorio, effimero e sempre di passaggio ha paura di ciò che è eterno, teme i legami indissolubili e trema davanti a un vincolo perenne.
TU ES SACERDOS: sacerdote del Signore, sacerdote del popolo, sacerdote per la chiesa, sacerdote per il cielo.
Tu, Emanuele Martini, con la tua storia, con le tue virtù e la tua fragilità, con la tua forza e la tua debolezza, con il tuo cuore e le tue mani sei questo SACERDOS IN AETERNUM.

Foto Ivo Pala

Tu hai affinato e conosciuto le prove della vita, vissute anche nella tua famiglia, tante vicende felici e tristi che ricompaiono nei tuoi ricordi in modo particolare in questi giorni. Ricordi della tua infanzia e della tua giovinezza, della tua vita con babbo e mamma, la memoria viva del dolore di babbo Giovanni Maria che vi ha lasciato soli mentre la sua presenza, la sua parola, il suo dinamismo riempivano la casa di gioia e di amore e di sicurezza; il ricordo di una mamma in lacrime, di due ragazzi , Salvatore ed Emanuele, disorientati e tristi. Ma oggi nella festa ci siamo tutti, Giovanni Maria certamente partecipa orgoglioso e felice dal cielo. Ma la tua forza interiore, le grandi aspirazioni, la presenza di tante persone care, la vicinanza di amici preziosi hanno limitato le conseguenze della grande prova per dare vita a quella voglia incontenibile di guardare avanti, di coltivare la speranza e di realizzare progetti…
Oggi noi contempliamo un grande progetto realizzato, il tuo sacerdozio Emanuele che non è solo tuo, ma anche di tuo padre, di tua madre, di tuo fratello, di parenti e amici e un po’ anche di tutti noi siniscolesi, ci sentiamo, lasciatemelo dire un po’ tutti partecipi e collaboratori di questa gloriosa impresa.


Grazie, don Emanuele, per aver tenuto il timone sempre dritto verso la meta, verso Gesù che ha temprato il tuo carattere, ha rinvigorito la tua anima dandoti una profonda sensibilità che sempre più sarà da te orientata verso gli ultimi, i poveri, i malati, i bambini, i giovani, verso tutti.
Come, con quale stile? Scegli lo stile di Gesù, quello che seguendolo, andando dietro alle sue orme tutto sarà grande ma certamente anche arduo, impegnativo e a volte molto faticoso, perchè questa è stata la vita di Gesù, questa deve essere anche la tua: ALTER CHRISTUS.
Che la gente possa dire di te, come quando incontrava il Curato d’Ars, modello di tutti i sacerdoti «abbiamo incontrato Dio in un uomo» e che la gente possa dire «questo sacerdote è uno di noi, uno per noi, uno con noi».
TU SEI SACERDOTE, ti voglio ancora rinfrescare la memoria: SACERDOS ALTER CHRISTUS, EX OMINIBUS ABSUNTUS, MEDIATOR DEI, PONTIFEX MAGNUS, SACERDOS ONNIPOTENS.
Forse troverai un po’ di enfasi, di trionfalismi e di esagerazioni… Amico mio ti è stata messa nelle mani la Chiave che apre il cielo, la terra, il cuore dei fratelli, la loro anima perchè tu possa guidare, perdonare, illuminare e confortare.

Foto Ivo Pala

È una chiave che apre il cuore del mondo, che apre il regno dei cieli.L’immagine così cara del Buon Pastore che tu opportunamente hai scelto come icona dei tuoi messaggi a tutti non è soltanto un poetico ricordo dei tuoi anni giovanili, non è la bella e poetica immagine che si riflette ancora nei tuoi occhi da quand’eri bambino e neppure la splendida metafora di Gesù Buon Pastore ma è oggi più di prima la didascalia della tua vita, della tua missione e del tuo ministero disegnato dall’amore. Caro Emanuele, il vertice delle tue giornate siano l’EUCARISTIA, cui oggi accedi con emozione e con gioia, la PREGHIERA e la CARITÀ che ti terranno in comunione con Dio e con i fratelli, per meglio amare e servire con gioia. I maestri di preghiera, i grandi appassionati dell’Eucaristia , da Benedetto a Carlo Borromeo da Filippo Neri al Cottolengo, sono anche i più grandi operatori di carità.  Vai con coraggio, entra con rispetto, avvicinati con amore, condividi con cordialità, ascolta con umiltà, interessati a tutti e a tutto, lavoro, sport, divertimento, successo, fallimenti…Imita i grandi, da Francesco D’assisi al Curato D’ars, da Giovanni Bosco a papa Giovanni, ma soprattutto imita Gesù che sentiva il bisogno del silenzio e della meditazione, della vicinanza degli ultimi, dei poveri, dei bambini ed era avido di tutto, della terra e del cielo, amava la festa e la feria, le folle e la solitudine, armonizzando e costruendo un modello di vita che era l’anticipo del Regno.


Ama la tua Chiesa e la tue gente, ama tutti. Ma circondati di collaboratori umili e generosi, capaci di condivisione, di entusiasmo e di sacrificio perché con te possano progettare, lavorare e pregare, per amore della Chiesa e dei fratelli.
Le fatiche condivise si attenuano, le gioie condivise si moltiplicano. Il bene che farai rimanga sempre come una traccia d’amore sacerdotale nel cuore dei ragazzi e dei giovani, nella famiglia e nella società, nel volto dei sofferenti e nella vita di tutti coloro che sono segnati dal dolore, dalla tristezza e dalla paura. E tutti possano lodare il Signore per aver ascoltato la tua parola, ricevuto la tua benedizione, e condiviso la tua speranza e il tuo sorriso.
Non avere fretta né col Signore ne con i fratelli, sii attento alla voce dello Spirito ma anche a quella della gente: chiunque essa sia, giovane o anziano, vicino o lontano, amico o straniero. colto o ignorante, santo o peccatore: essi hanno bisogno di te, della tua presenza e del tuo ministero, di quello che sei e di quello che rappresenti.
Sii vicino ai tuoi fratelli sacerdoti, tu sentirai il bisogno della loro compagnia ma anche loro di te;
avrai necessità di sicurezza e di conforto, anche loro; avrai bisogno di consiglio, anche loro; avrai bisogno di uno sfogo, di una liberazione, anche loro… Questa reciprocità non indebolisce il nostro ruolo, la nostra dignità e la nostra missione ma la completa e la rasserena.
Credo che mi stia ascoltando: quante volte mi hai ascoltato, giudicato, hai fatto ironia su di me irridendo benevolmente alle mie parole ironizzando sul mio stile e sulle mie gaffes, sempre attento, serio. Gioioso e pungente!
Non farlo oggi, oggi ascoltami e se vuoi seguimi.
Cercherai di farti stimare e apprezzare come uomo e come sacerdote. I due profili di uomo e di sacerdote non sono né in competizione né in contraddizione ma si arricchiscono e si illuminano a vicenda, In questa nostra Chiesa definita e auspicata “Chiesa in uscita“ si colloca, il tuo futuro sacerdotale perchè è una chiesa che reclama l’uomo e il sacerdote, la terra e il cielo, il vangelo e la letteratura, l’Eucaristia e il pane quotidiano e tu dovrai servire questa con la tua sovrumana potenza e la  tua amorevole fragilità.

Foto Ivo Pala

Attraverso i due binari fondamentali della vita dei cristiani: EVANGELIZZAZIONE E PROMOZIONE UMANA che per te saranno senza alba senza tramonto ma il respiro della tua vita.
Forse ti sembrano progetti troppo impegnativi, prospettive troppo ardue, pesi troppo gravosi, ma li abbiamo presi anche noi, quelli che tu conosci, quelli che hai incontrato, ammirato o sbeffeggiato e quindi questa pista sta anche davanti a te, infinita eppure piccola: sarà anche la tua, ma non come un ring o un campo di battaglia ma come una palestra, uno stadio, un’orchestra dove tu sarai atleta, giocatore, allenatore, arbitro, direttore, per dare a tutto grazia e armonia.


La tua immagine sorridente, la vedo oggi, l’ho vista in passato, credo che lo sarà nel tuo futuro sacerdotale, immagine rassicurante e benedicente per sempre e per tutti. Impegnati a RACCONTARE GESÙ con entusiasmo, con passione e con amore. Allora questo tuo raccontare con la vita e con le parole ai bambini e ai vecchi, ai genitori e ai figli, agli intellettuali e agli operai, ai maestri e ai discepoli, avvicinerà tutti a Lui, Lo sentiranno VIA VERITÀ E VITA e con te canteranno la bellezza e la gioia della vita.
Questo è il nostro augurio e la nostra preghiera.

 

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