Ritardi delle notifiche Covid19 a Lodine

Il sindaco di Lodine denuncia le mancate notifiche ufficiali dei casi di Covid-19 dei suoi cittadini.

 

Si è svolto ieri 9 ottobre 2020 a Lodine lo screening, tramite tampone in modalità drive-in, per monitorare l’andamento della diffusione del Covid-19 sulla popolazione. Nel piccolo comune che conta 311 abitanti, su un totale di 297 tamponi, sono risultati 17 positività, più 2 positivi non residenti. Ad oggi, il totale dei residenti positivi è di 21 persone. Il Sindaco Franco Crisponi ci ha segnalato delle anomalie riguardo la notifica dei casi accertati. Infatti, il primo caso di positività risale a sabato 3, e il secondo a domenica 4 ottobre, comunicati telefonicamente nell’ immediato dai diretti interessati al sindaco, ma una notifica ufficiale non è mai arrivata. In poche parole, ufficialmente il comune di Lodine è Covid-free. «Abbiamo iniziato a sollecitare immediatamente, – spiega il primo cittadino – cercando di contattare per telefono e via e-mail U.S.C.A. (Unità Speciali di Continuità Assistenziale), ATS (Azienda per la Tutela della Salute) e Asl (Azienda Sanitaria Locale) senza avere nessuna risposta. L’unica volta che ci hanno degnati d’attenzione, hanno scaricato la responsabilità sul Servizio Igiene, che a sua volta ha fatto rimbalzare la responsabilità sugli altri enti sopracitati. A quel punto ho contattato la Prefettura, dove il Vicario del Prefetto, il Dott. Luca Dessì, mi ha confermato le tante segnalazioni di negligenza. Ho fatto una segnalazione anche alla Procura della Repubblica, non ricevendo riscontro». Quali sono le conseguenze? «Per esempio, non possiamo attivare il protocollo per della raccolta differenziata in modalità straordinaria per i domicili con i positivi, i Carabinieri non possono avere l’ordine ufficiale di vigilare per i controlli di rispetto delle quarantene, e chi è stato a contatto con i positivi non ha ancora fatto i tamponi di accertamento. Stiamo facendo solo dei passi ufficiosi, senza avere niente di ufficiale. In questa situazione, potrebbero esserci altri positivi che ignoriamo, perciò siamo in balia del buonsenso personale e delle comunicazioni fatemi privatamente. Le istituzioni non si possono permettere cose del genere». L’unico caso comunicato è stato quello di un bambino della Scuola primaria, giusto?  «Sì, ma è stato solo il sindaco di Gavoi Giovanni Cugusi a chiamarmi, poiché tutti i bambini della scuola di Gavoi hanno fatto il tampone. La tempestività è fondamentale anche per la memoria del tracciamento dei contatti. Voglio sottolineare che capiamo che la situazione non sia facile, ci mettiamo nei panni degli operatori sanitari, ma essere ignorati così non è un comportamento accettabile. Qui stiamo smantellando la Sanità pubblica da decenni e ovviamente nel momento di crisi tutto viene a galla. Bisogna invertire la rotta».