Riscoprire il passato attraverso il nuovo

La storia spesso ci insegna quanto sia essa preziosa e maestra di vita, esempio per il futuro e quanto sia importante ricostruirla passo per passo anche laddove, purtroppo, non ne esistono i presupposti. Così è stato a Onifai, ove nella Chiesa del Santo Patrono è stato affisso il retablo come rievocazione dell’opera dal valore inestimabile trafugata dalla chiesa di San Giorgio nel giugno del 1979.
Si presuppone che l’opera, contemporanea a un altro olio su tela presente nella parrocchia di San Sebastiano, sia stata realizzata agli inizi del 1600. Purtroppo di essa rimane soltanto una foto, custodita dal parroco don Angelo Cosseddu, che non rende affatto giustizia della sua straordinaria bellezza e rarità.
Una famiglia di benefattori originaria di Onifai, che preferisce restare anonima, ha commissionato all’artista irgolese Pina Monne la rievocazione dell’opera da situare, a differenza di quella precedente, nella Chiesa di San Sebastiano, proprio per sottolineare l’importanza che essa rivestiva per la comunità molto devota di Onifai e la gravità della sua perdita sotto il profilo religioso. Questa importanza sta principalmente, oltre all’antichità e unicità del retablo, nel fatto che San Giorgio fosse al tempo compatrono e che fosse conservato nella chiesa più antica del paese, costruita intorno al 1400 e ristrutturata per ultimo verso il 1990.
Pina Monne, che da diciotto anni svolge l’attività di pittrice afferma di essersi perfettamente attenuta all’originalità dell’antica raffigurazione, lasciando spazio alla sua interpretazione solo nei dettagli difficilmente individuabili dell’originale. L’opera raffigura al centro San Giorgio a cavallo mentre sconfìgge il drago a rappresentare le forze del bene contro il male, a sinistra San Raffaele, in alto la Vergine, negli angoli superiori i quattro evangelisti e a destra la raffigurazione dell’adorazione dei Magi. «Durante l’esecuzione racconta Pina Monne – ho notato dei particolari molto interessanti dell’antico dipinto. Per esempio San Raffaele ha la classica postura con il quale viene raffigurato tradizionalmente San Michele, le sue gambe sembrano fatte in un secondo momento, egli è molto diverso dagli altri personaggi, è longilineo e ben proporzionato, come se il quadro fosse stato modificato in un secondo momento o che la commissione dell’opera possa aver subito mutamenti durante il suo svolgimento. Ciò che lascia più stupiti dell’antica raffigurazione sono i visi fanciulleschi dei personaggi, lo stile dell’antico artista sembra quasi fiabesco».
Anche la nuova realizzazione, con la sua esattezza nella riproduzione in scala, proporzioni e colori, conserva intatta la sua qualità pittorica e le immagini sembrano parlare. L’artista irgolese, famosa per la realizzazione dei murales, coltiva la sua passione per l’arte a 360 gradi ed è molto prolifica di opere che abbelliscono diverse chiese come dimostrano, tra i tanti, il retablo realizzato per la Chiesa di San Giuseppe a Siniscola, quelli per la Chiesa di Sant’Antioco e San Michele a Irgoli, quello per il Santissimo Crocifisso di Galtellì e quello per San Sebastiano a Thiesi, esprimendosi molto contenta per questa committenza per la grande ispirazione che le opere religiose riescono a trasmetterle.
Grande merito, oltre agli anonimi benefattori, va a don Angelo Cosseddu che ha fortemente voluto questa opera di recupero di un patrimonio artistico che altrimenti sarebbe andato definitivamente perduto, per far ricordare percezioni ed emozioni passate.

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