Rischia di morire tra le fiamme per salvare il gregge


Un pastore ferito tra le fiamme per salvare il gregge non fa notizia, eppure Fabrizio Argiolas, allevatore di Siniscola, è un eroe perché la notte del 24 luglio ha rischiato la vita per mettere in salvo le sue pecore dall’incendio che partito dal cantiere forestale di Torpè ha devastato pinete e pascoli. Argiolas, più sfortunato di tanti uomini che nella notte hanno sfidato le fiamme alimentate dal maestrale, è stato ricoverato in ospedale con ustioni nel 30 per cento del corpo. Mentre nella campagne di Torpè e Siniscola sono in corso le operazioni di bonifica per evitare che il vento facccia ripartire l’incendio, si contano i danni: si parla di 200 ettari bruciati, aziende agricole distrutte, animali morti. Gli amministratori comunali sono pronti a chiedere lo stato di calamità, l’ennesima di una stagione maledetta segnata da un lungo periodo di siccità intervallato in primavera dalle devastanti gelate fuori stagione.  Ora sono arrivati gli incendi a distruggere il poco pascolo. Parallelamente alla conta dei danni, procedono le indagini del Nucleo investigativo della Forestale per individuare le cause e gli autori. Non ci sono dubbi sulla natura dolosa dell’incendio nel cantiere forestale di Su Lidone che da tre giorni era nel mirino degli incendiari che sono riusciti a portare a compimento la loro opera alleandosi lunedì sera con il vento e con il buio. Il movente è, quindi, in qualche modo legato al cantiere forestale, come più di una riflessione merita il fatto che proprio quell’oasi naturalistica sia parte integrante del Parco regionale di Tepilora che vede protagonista il Comune di Torpè insieme alle amministrazioni di Bitti, Posada e Lodè. Un parco benedetto poche settimane fa dall’Unesco, locomotore grazie al riconoscimento MaB (Man and the Biosphere) di un progetto interprovinciale ben più vasto di “Riserva della biosfera” che coinvolge 17 Comuni: Alà dei Sardi, Bitti, Budoni, Buddusò, Galtellì, Irgoli, Loculi, Lodè, Lula, Onanì, Orune, Osidda, Padru, Posada, San Teodoro, Siniscola e Torpè. Ebbene, pur con la necessaria prudenza e senza ipotizzare collegamenti diretti o un attacco diretto al Grande Parco, è un fatto che nelle scorse settimane molti terreni interessati da quel progetto sono stati inceneriti per esempio a Buddusò e Alà dei Sardi. Ora è toccato a Torpè, nei giorni scorsi le fiamme hanno devastato i boschi di Irgoli. Proprio in quest’ultimo centro baronessa si ha la netta sensazione che l’incendio abbiano bruciato progetti e speranze, tanto che gli amministratori hanno convocato per il 2 agosto un’assemblea pubblica per una riflessione comunitaria: “Vogliamo discutere – ha scritto nel suo profilo Facebook il sindaco Giovanni Porcu commentando le notizie in arrivo da Torpè – se questa sia la strada per rivendicare non so cosa o, piuttosto, se non ci stiamo scavando , giorno dopo giorno, una immensa fossa che ci seppellirà tutti”.

AGGIORNAMENTO ORE 18.35
TRASFERITO A SASSARI IL PASTORE DI SINISCOLA FERITO NELL’INCENDIO DI TORPE’
Fabrizio Argiolas, 20 anni, il giovane pastore di Siniscola rimasto ustionato nella tarda serata del 24 luglio mentre tentava di salvare le pecore dall’incendio, ha riportato ustioni nel 30 per cento del corpo. I medici dell’ospedale San Francesco di Nuoro hanno deciso di trasferire il giovane al Centro ustionati di Sassari.
 
AGGIORNAMENTO ORE 22.48
IL PASTORE USTIONATO COCCORSO DAGLI AGENTI FORESTALI
Fabrizio Argiolas, il pastore che ha rischiato la vita per salvare il suo gregge è stato soccorso da una pattuglia del Corpo regionale di vigilanza ambientale di Siniscola ciò dagli uomini di un Corpo che in Sadegna dopo la riforma nazionale non sanno che fine faranno e che, sempre in campo nazionale, sé stato sciolto e accorpato ai carabinieri. (aggiornamento)