Ripartire con coraggio

Ci sono storie che meritano di essere raccontate perché parlano di tenacia e di riscatto, forza di volontà e coraggio. È quello che hanno dimostrato i cinque soci de “Su consortziu Nugoresu”, una ragione sociale che è un nome familiare per Nuoro e che richiama una lunga tradizione nel settore agricolo e zootecnico. Una storia però tradita da una gestione quantomeno discutibile a livello regionale e che l’anno scorso ha portato alla chiusura – dopo ottant’anni di vita – della sede nuorese del Consorzio agrario. Alcuni ex dipendenti hanno deciso di mettersi nuovamente in discussione, ci vuole coraggio a intraprendere una sfida così grande per un territorio – e una zona industriale – in cui a fare notizia sono solo le chiusure e, aspetto non secondario, a una età nella quale è complicato essere “riammessi” nel mercato del lavoro. Nonostante grandi difficoltà, specie quelle burocratiche e autorizzative, hanno dato vita a una cooperativa di cui è presidente Enrico Careddu, Luciano Latte è il vicepresidente, Franco Pedduzza, Antonello Urrai, Raffaele Marrocu gli altri soci.
Dopo aver percorso in lungo e in largo la zona industriale di Pratosardo hanno finalmente trovato il posto ideale, una struttura di 1500 metri quadri di coperto oltre agli uffici. Il luogo è strategico, sulle strade principali e comodo a livello di spazi. Scomodo è stato invece liberarlo da materiali e erbacce che lo infestavano, era chiuso da dieci anni, e che ha richiesto mesi di lavoro per rimetterlo a nuovo. Un ampio piazzale, comodo anche per parcheggi, accoglierà i clienti, cementato anche il perimetro del grande capannone disposto a “L” all’interno del quale è stata ricavata una prima zona allestimento con officina mobile separata dalla zona deposito per lo stoccaggio. Dall’altra parte l’ingresso della zona espositiva accanto alla quale, in un locale separato, andrà il deposito di antiparassitari e materiali tossici. Nel piano superiore gli uffici, con ingressi indipendenti, e un appartamento che potrebbe essere destinato al custode o essere utilizzato dagli stessi dipendenti.
La zona espositiva è già in allestimento con banchi vendita e scaffalature, all’inizio della settimana, mentre questo giornale va in stampa, arriverà il 70% della merce di modo che già lunedì 10 settembre si possa aprire al pubblico. «Saranno commercializzate diverse categorie di prodotti – spiegano Enrico Careddu e Luciano Latte –: fertilizzanti, fitofarmaci, mangimi, attrezzature zootecniche e prodotti destinati ai settori enologico, oleario, apistico, quelli per l’irrigazione e il giardinaggio, i carburanti e lubrificanti, le macchine agricole per le quali sono ancora in corso contatti con marchi importanti». Il progetto prevede anche la presenza di una vetrina online dei prodotti con un ecommerce per la vendita direttamente su internet.
In futuro – spiega ancora Latte – «cercheremo di chiudere il cerchio aprendo una collaborazione con una assicurazione o un patronato, in modo da offrire un servizio a 360 gradi».
Non c’è spirito di rivalsa in questi uomini e malvolentieri parlano di ciò che è stato e di come sia finita l’avventura del Consorzio agrario. Resta, di fatto, una esperienza maturata in oltre trent’anni di lavoro che non poteva andare perduta. Sono stati gli stessi ex clienti a spingere perché potesse nascere una attività come questa, molti diventati negli anni amici, «ci hanno stimolato e dato forza le attestazioni di stima arrivate da tutta la provincia e oltre» – aggiunge Marrocu. «Questa cooperativa – puntualizza Careddu – nasce da una precisa richiesta del comparto agricolo e zootecnico provinciale di un presidio nel territorio che possa essere funzionale alla ripresa e allo sviluppo di una economia agricola». La chiusura del Consorzio ha fatto venir meno il suo ruolo non solo di riferimento ma anche di mediatore e calmiere dei prezzi in un mercato che ha conosciuto impennate anche del 40 o 50% nei prezzi.
Per questo si prevedono difficoltà, almeno in una prima fase, ma per il futuro la speranza è di creare nuovi posti di lavoro, ci sarà bisogno di autisti, meccanici, amministrativi, a una rete distributiva. «Da parte nostra – sottolinea ancora Latte – abbiamo messo tutto quello che era necessario per avviare l’attività, siamo fiduciosi», e lo dicono dopo aver investito solo capitali propri e aver fatto diverse rinunce.
Nei confronti dei clienti si pongono come sempre hanno fatto, con la massima onestà e trasparenza: «Come cooperativa quello che abbiamo lo giriamo al cliente, non speculiamo ma non giochiamo a perdere – afferma Latte. Non c’è da arricchirsi ma da gestire in maniera attenta e corretta».
La chiusura del Consorzio era stato un duro colpo dal punto di vista economico e sociale, ora – auspica il presidente Careddu – «è necessaria la massima attenzione da parte della politica per promuovere interventi volti allo sviluppo e al rilancio economico delle zone interne per contrastare un ulteriore impoverimento di questo territorio ». Un’attività che apre è una buona notizia, tanto più in un simile contesto. Anche il Vescovo Mosè Marcìa, impossibilitato a presenziare all’inaugurazione che si terrà nel pomeriggio dell’8 settembre, ha fatto giungere ai soci un messaggio augurale, insieme di lode e ringraziamento. Sono i sentimenti di una comunità intera, di una comunità che vuole resistere.

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