Come riformare il Consorzio pecorino romano

«Con la rappresentanza dei pastori nel Consorzio si possono creare le basi per cambiamenti importanti e strutturali»: è questo il messaggio che lancia Coldiretti commentando l’incontro che si è tenuto oggi in Prefettura a Sassari (https://www.ortobene.net/tavolo-del-latte-primo-round-sui-consorzi/). Rispettando l’ordine del giorno quello di (“avviare un percorso volto ad una maggiore apertura del Consorzio di tutela del pecorino romano alle esigenze della filiera produttiva e pervenire in tempi rapidi ad un accordo idoneo a risolvere i problemi emersi nelle precedenti riunioni del tavolo tecnico”), si è avviato un discorso che sarà portato a definizione nella prossima riunione convocata per il prossimo venerdì, 22 marzo. «Legalità e trasparenza sono le parole d’ordine riproposte anche quest’oggi dalla Coldiretti, che da anni batte su questo tasto ritenuto propedeutico per indirizzare il percorso sull’altro pilastro, quello della programmazione e della collegialità», si legge in una nota – unico documento ufficiali emesso sulla riunione – che chiarisce i  tre punti emersi e inseriti nel documento finale: revisione dello statuto e del disciplinare (entro il prossimo venerdì si devono far pervenire le proposte); problematiche legate alle quote produttive (verifica della possibilità del trasferimento quote per produttore); esigenza di una condivisione di dati certi nonché l’individuazione di una figura manageriale in grado di rilanciare il Consorzio. «Nei prossimi giorni presenteremo le nostre proposte – commenta il presidente di Coldiretti Sardegna Battista Cualbu e procederemo dritti per questa strada che percorriamo da anni: quella di cominciare dal cambiamento del Consorzio e avere un comparto finalmente trasparente, in cui non ci devono essere più opacità e parti della filiera che subiscono e pagano le decisioni e le inefficienze di altri».

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