«Ricostruire tutto in Cristo»

Dopo la tempesta arriva la quiete. Dopo una guerra c’è sempre voglia di pace. Arrivato al posto di Monsignor Cogoni, vescovo coraggioso capace di opporsi al fascismo, promosso all’Arcidiocesi di Oristano, (alla sua figura abbiamo dedicato una pagina nel numero del 29  settembre 2019) Monsignor Felice Beccaro restò a Nuoro dal 3 marzo 1939 al 26 novembre 1946 quando fu nominato vescovo di San Miniato. Originario di Grognardo d’Acqui in provincia di Alessandria, venne nominato in coincidenza dell’elezione del nuovo pontefice Pio XII e tenne un profilo più basso nei confronti del regime fascista.
Le autorità civili avevano criticato fortemente monsignor Cogoni per non essersi allineato alle posizioni del regime e durante la Seconda guerra Mondiale avevano chiesto un appoggio incondizionato alle campagne militari per sostenere le offerte a favore della nazione e lo spirito patriottico. Come osserva padre Raimondo Turtas, nella pubblicazione sui 50 anni del nostro settimanale, dopo l’arrivo di Beccaro invece si registrò «un calo di tensione tra le autorità politiche religiose (…) il giornale invitava a seguire le consegne della direzione dell’Azione Cattolica a livello nazionale, pubbliche preghiere per la vittoria, interessamento per l’assistenza religiosa ai soldati». Dal 1943 L’Ortobene era diretto dal canonico SalvatoreDelogu, che rimase alla guida anche durante l’episcopato di Melas. Tra gli articoli scritti dal vescovo originario del Piemonte, ve ne sono diversi in cui, all’indomani della fine del conflitto, il pastore invita la comunità nuorese a non farsi tentare dalle nuove ideologie che si presentavano all’orizzonte. Parole che rilette oggi alla luce del pessimismo dilagante, sono ancora attuali.
«È indispensabile una vera rievangelizzazione del mondo – tuona monsignor Beccaro – dall’altare e dal pulpito, con la parola e con la stampa, con la scuola e la conversazione, con il pubblico e il privato».
«Instaurare omnia in Cristo, ricostruire tutto in Cristo» è il monito del vescovo di Nuoro che poi si domanda: «Come mai in una nazione dichiaratasi e censita cattolica si possono presentare agli elettori e alle elettrici cattoliche programmi di laicismo, di divorzio, di scuola neutra, di negazione di tutto il Vangelo, di sovversivismo anarcoide, di ogni principio cristiano sociale?». Nella prima pagina del giornale tra gli orientamenti politici c’è quello di sostenere la figura di Alcide De Gasperi alla vigilia della Costituente che sarà la base della nuova democrazia: «Ogni suo atto si ispira al Vangelo» dice l’articolo di apertura. La lettura della stampa cattolica, definita buona stampa già da Monsignor Cogoni, viene spesso incoraggiata in un periodo in cui l’Italia passa dalla monarchia alla repubblica e le ideologie comuniste e socialiste fanno proseliti.
Monsignor Beccaro lascerà Nuoro per il trasferimento in Toscana qualche mese più tardi, lo si apprende dal comunicato pubblicato il 1 dicembre 1946, la nomina di monsignor Giuseppe Melas verrà comunicata nel numero del 16 febbraio 1947.

Note biografiche

Monsignor Felice Beccaro  nasce il 13 gennaio 1889 a Grognardo d’Acqui in provincia di Alessandria.
Dal 1939 è vescovo di Nuoro;
il 29 novembre 1946 è trasferito a alla Sede di San Miniato;
dal 1948 al 1950 promuove la Peregrinatio Mariæ;
nel 1960 celebra il II Congresso Eucaristico.
Muore il 9 febbraio 1972 nel suo paese natale, dove riposa nel sepolcreto di famiglia.

© riproduzione riservata