Riconoscere la verità del cuore
di Franco Colomo

2 Novembre 2020

5' di lettura

La freschezza di vita che risplende nella innumerevole schiera dei santi e delle sante di tutti i tempi, ci raggiunge anche quest’anno con la solennità che oggi celebriamo. Siamo il popolo santo di Dio e i nostri fratelli e sorelle, che hanno già raggiunto la meta di questo nostro pellegrinaggio terreno, seguendo Gesù e incarnando la Sua Parola, ci stanno accanto, per mostrarci la via sicura verso la gioia piena. Tutti sentiamo il desiderio di essere pienamente felici, ma, ricolmi di quale gioia? Ciascuno di noi è chiamato a far parte di quella « moltitudine immensa, che nessuno poteva contare, di ogni nazione, tribù, popolo e lingua» di cui ci parla San Giovanni nel brano dell’Apocalisse della prima lettura, ma qual è il segreto per farne parte? Il Vangelo che ci viene donato quest’oggi, ci illumina, affinché le nostre scelte quotidiane siano secondo la logica del Regno di Dio e impariamo a leggere la storia che stiamo vivendo con gli occhi della speranza, con lo sguardo di Dio, che va oltre tutte le nostre cecità. Cosa significa l’elenco di beatitudini proclamate da Gesù? Le beatitudini che oggi nel Vangelo di Matteo ci vengono donate, sono quel “segreto” svelato ai cristiani di tutti i tempi, per realizzare la nostra identità di figli di Dio, come ci ricorda la seconda lettura dalla prima lettera di San Giovanni apostolo: « Vedete quale grande amore ci ha dato il Padre per essere chiamati figli di Dio e lo siamo realmente!». Per Gesù è beato il povero, il mite e il disprezzato, chi ha fame e sete di giustizia. Egli chiama beati coloro che noi generalmente consideriamo infelici. Spesso anche noi, che ci diciamo cristiani convinti, riteniamo inaccettabile questo discorso di Gesù, o, per lo meno, lo manifestiamo apertamente quando qualcuno ci aiuta a calarlo nella realtà dei nostri giorni, e siamo pronti a scagliarci contro, trovando mille sotterfugi e presunte ragioni, per giustificare le nostre incoerenze e la mentalità mondana che sta avvelenando silenziosamente il nostro cuore. Ma, se ritorniamo a fissare lo sguardo almeno per un attimo sul Crocifisso, nudo, povero, mite, assetato, vediamo che non è tanto diverso dalla carne lacerata, e dal volto sfigurato dei nostri fratelli. Contemplando il Volto del Crocifisso sentiamo irradiare su noi la misericordia e la pace, la gioia mite e serena di Colui che ha vinto il mondo con una logica opposta a quella del potere e alla ricchezza. Oggi la Parola di Gesù, resa ancor più visibile e accessibile dalla testimonianza dei santi, non può lasciarci indifferenti e ci aiuta a mettere di nuovo al centro della nostra vita, Dio. La Parola “beato”, “felice” può diventare sinonimo di “santo” se capiamo profondamente che, solo chi vive in comunione con Dio, restando fedele alla Sua Parola ed incarnandola, sperimenta la vera beatitudine e la gioia dei figli della luce. Il Vangelo delle beatitudini ci scuote, per riconoscere la verità del nostro cuore, per accorgerci quale cibo sta nutrendo la nostra fede e quale mentalità sta alimentando il nostro modo di vivere. La Parola del Maestro vuole donarci la gioia della vita in Lui, quella che il mondo non conosce, « perché non ha conosciuto lui », ci incoraggia ad aprire la porta del cuore e scegliere ancora Cristo Gesù come regola della nostra esistenza. Beati i poveri in spirito, beati i miti, beati gli afflitti, coloro che piangono, beati i misericordiosi, gli operatori di pace, i perseguitati a causa della giustizia, chi ha fame e sete della giustizia, della volontà di Dio potremmo dire … Beati perché nel vivere la volontà di Dio è la vera gioia, beati perché tutto riceveranno da Dio e “beati” anche nell’ora della sofferenza perché in comunione col Crocifisso Risorto, resi cooperatori della salvezza del mondo. Santa Teresa Benedetta della Croce un giorno scrisse: «Sicuramente gli avvenimenti decisivi della storia del mondo sono stati essenzialmente influenzati da anime sulle quali nulla viene detto nei libri di storia. E quali siano le anime che dobbiamo ringraziare per gli avvenimenti decisivi della nostra vita personale, è qualcosa che sapremo soltanto nel giorno in cui tutto ciò che è nascosto sarà svelato». Questa solennità sia dunque per tutti noi un’occasione speciale di gratitudine e di riscoperta di quei vincoli di carità e di preghiera che uniscono misteriosamente le nostre esistenze, che scopriremo solo in cielo, ma anche l’occasione propizia per fare delle beatitudini proclamate da Gesù, la nostra reale carta d’identità che ci raffigura in verità con i tratti del Figlio e Signore nostro Gesù Cristo. © riproduzione riservata

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