«Riapertura? Moltissimo preoccupato»

Si dice «moltissimo preoccupato», Stefano Vella. Il luminare che coordina il Mater Olbia, voluto dal presidente Solinas nella task force che in Sardegna dovrebbe affiancare la Regione, non è sereno per le decisione annunciate per le prossime ore in tema di Covid19 (https://www.ortobene.net/19368-2/.). E lo ha detto questa mattina a chiare lettere, sollecitato dalla domanda del nostro collaboratore Sergio Nuvoli, durante un seminario organizzato dal Centro Giornalismo e Documentazione con sede in Roma, ma trasmesso sul web per via della pandemia. «Bisogna trovare i sistemi per proteggere la Sardegna da un ritorno del virus – ha precisato lo scienziato – la mia preoccupazione non è la riapertura precoce, adesso. Mi riferisco ai mesi tra giugno e agosto: molti possono pensare che la Sardegna sia un posto sicuro, come dire “c’è poco virus, ci vado”. Se per caso il virus arriva davvero, il rischio è l’esplosione di un’epidemia».

Parole che stridono con la volontà manifestata dal Governatore, che sarebbe in queste ore pronto a emanare un’ordinanza che riapra la Sardegna prima del resto d’Italia. «Adesso con le precauzioni del caso si può ripartire – ha aggiunto VellaLui (si riferisce a Solinas,ndr) vuole riaprire un po’ prima della data fissata dal Governo per il 4 maggio. Io sono preoccupato dell’estate: in Sardegna – isola che ha pochissima immunità per il piccolo numero di casi finora registrato – arrivano dieci/ventimila persone al giorno durante il periodo estivo».

Mentre si tingono di giallo le possibili dimissioni di Luca Pani, altro componente del Comitato voluto da Solinas con un passato all’AIFA, Vella ha spiegato che «forse la Sardegna ha avuto meno casi per la sua particolarità di isola distanziata dal resto dell’Italia. È vero che dipende dal numero dei tamponi fatti, ma i casi aperti sono davvero pochi. L’Isola è certamente un laboratorio – ha specificato, affiancato durante il webinar di questa mattina da altri esperti del calibro di Fabrizio Pregliasco e Roberta Villa – ma nel momento della riapertura bisogna stare attenti al filo di fumo, come si fa per gli incendi. Quando se ne vede uno, bisogna che i pompieri si muovano subito, isolino il paziente e lo monitorino a casa. Noi – ha concluso Stefano Vella – abbiamo dato alla Regione un documento sulle cautele da adottare per la riapertura, che però è una scelta politica».