Resurrexit, alleluja!

Sì, ne siamo certi: Cristo è davvero risorto. La liturgia ci invita oggi a professare la nostra fede con queste parole della Sequenza che precede la proclamazione del Vangelo. L’Alleluja e il suono festoso delle campane ci dicono che si è compiuta la nostra redenzione. Anche il Salmo Responsoriale si trasforma in un grido di gioia per le meraviglie di Dio: Rendete grazie al Signore… Il suo amore è per sempre… La destra del Signore ha fatto prodezze… Questo è stato fatto dal Signore: una meraviglia ai nostri occhi.

Nel discorso al centurione Cornelio (pagano, ma timorato di Dio, 1ª lettura), Pietro annuncia con franchezza Cristo Gesù quale vero inviato di Dio. Egli enuncia i momenti principali della sua vita terrena e del suo operato, insistendo sul “kerygma”, cioè sul messaggio principale della nostra fede, nel quale essa trova il suo fondamento: Gesù è stato ucciso, ma Dio lo ha risuscitato. Per questa fede nella Passione-Morte-Risurrezione di Gesù, ogni uomo riceve la salvezza eterna. Per questa fede, Cornelio e i suoi familiari rinascono a vita nuova grazie al dono dello Spirito Santo e del battesimo.
Anche nelle due letture paoline a scelta si parla di compartecipazione alla morte e risurrezione di Cristo. Egli è la nostra vita e, risorti con lui, dobbiamo abbandonare le cose della terra e il lievito del peccato che ci rendono vecchi. Rivolgiamo allora il pensiero alle cose di lassù, dove è Cristo, seduto alla destra di Dio… per essere pasta nuova e vivere nella sincerità e nella verità.
Il brano evangelico è denso di significato e vuole riportarci al momento della creazione. Il giardino che Dio aveva piantato in Eden, da luogo di vita si era trasformato in luogo di morte in seguito al peccato: il giardino dove è stato sepolto Gesù, invece, da luogo segnato dalla morte diventa luogo dove germina una vita nuova che ha distrutto il peccato. Il primo giorno della settimana è quel primo giorno nel quale Dio ha separato la luce dalle tenebre e, poiché da esso si dipartono tutti gli altri giorni, rappresenta anche il compimento del tempo e della creazione che si attuano nella morte e risurrezione di Gesù. Il racconto di Giovanni si svolge al ritmo della “corsa” di Maria Maddalena verso i discepoli e, poi, di questi (Pietro e Giovanni) verso il sepolcro vuoto. È la corsa dell’amore e della speranza, nonostante non avevano ancora compreso la Scrittura, che cioè egli doveva risorgere dai morti.Infatti, inizialmente Maria Maddalena e Giovanni vedono: l’una, la pietra rotolata e, l’altro, il buio del Sepolcro vuoto; poi Pietro, dopo essere entrato dentro, osserva ed esamina attentamente i teli e il sudario che avevano avvolto il Maestro; infine Giovanni entra e vide e credette non alla Resurrezione, ma alle parole di Maria Maddalena, che cioè il corpo di Gesù era stato portato via. Bisognerà aspettare fino a che Gesù non si farà riconoscere vivo ed allora proveranno una grande gioia, quella di chi partecipa all’incontro con il Risorto.
A tutti i nostri auguri di Buona Pasqua con le parole dell’antifona d’ingresso: Sono risorto, e sono sempre con te.

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