“Talent up” per nuovi imprenditori

Creare una nuova generazione di imprenditori capace di confrontarsi con i mercati internazionali e con le nuove tendenze economiche, incentivando la creazione di nuove imprese in Sardegna. Nasce con questo obbiettivo il programma Entrepreneurship and back, che entra nel vivo con il bando “Talent up”, pubblicato ieri dall’Agenzia sarda per le politiche attive del lavoro (Aspal). Il bando, rivolto a laureati e studenti iscritti a percorsi di studio universitari che abbiano sostenuto almeno il 75% degli esami previsti dal piano di studi (nati in Sardegna o residenti nell’Isola da almeno 5 anni) è stato illustrato nel dettaglio questa mattina, a Villa Devoto, dal presidente della Regione Francesco Pigliaru, accompagnato dal direttore generale dell’Aspal, Massimo Temussi, dal direttore del servizio Progetti su base regionale e comunitaria dell’agenzia, Luca Spissu, e dai direttori generali del Crp, Gianluca Cadeddu, e di Sardegna Ricerche, Giorgio Pisanu. Talent up, finanziato con sette milioni di euro suddivisi in tre anni, si articola in quattro fasi: dopo la selezione dei partecipati, il bando entra nel vivo con il “pre-treatment”, fase formativa preliminare che si svolgerà in Sardegna. A seguire, il “treatment”, la fase principale che si svolgerà all’estero. Infine, il “back”, l’ultima fase del bando che riguarda il rientro in Sardegna. Il programma prevede l’accompagnamento attraverso percorsi individuali di screening dell’idea imprenditoriale, e di orientamento verso gli strumenti regionali più idonei per la creazione d’impresa. Tre le possibilità: il programma Insight, attraverso il quale gli aspiranti imprenditori potranno beneficiare di un mini voucher e potranno contare di un “incubatore” a loro scelta: il voucher startup, per l’avvio di una sturtup innovativa; il bando Nuove imprese innovative e il Fondo venture capital: chi riuscirà a realizzare un prototipo e a testare un valido modello di business potrà sviluppare la sua iniziativa attraverso le risorse finanziarie messe a disposizione. «Non c’è niente di simile in Italia e penso neanche in Europa, è un progetto totalmente sperimentale – sottolinea Pigliaru -. Un giovane talento che nasce in un’area del mondo dove ci sono pochi imprenditori, ha meno probabilità di sfruttare il suo potenziale. Ma abbiamo in Sardegna molti imprenditori bravissimi e vogliamo sviluppare un circolo virtuoso». Sottolinea Pigliaru: «In tutta la Sardegna si parla di disoccupazione giovanile, questo è anche un intervento per incoraggiare i giovani, non soltanto a cercare un posto da lavoratori dipendenti, ma anche, quando ne hanno la propensione, a fare impresa». (Api/ Dire)

CondividiShare on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterShare on LinkedIn