Regione, riunione commissione senza i geologi
di Redazione

8 Dicembre 2020

3' di lettura

Il 3 dicembre sono stati convocati dalla IV Commissione RAS “Governo del territorio, ambiente, infrastrutture, mobilità” competente in “Governo del territorio, pianificazione paesaggistica, edilizia, tutela dell’ambiente, parchi e riserve naturali, difesa del suolo e delle coste, pianificazione per la gestione e lo smaltimento dei rifiuti, risorse idriche, politiche abitative, lavori pubblici, porti e aeroporti civili, mobilità e trasporti”, gli ordini professionali di Ingegneri, Architetti, Geometri, Rete professioni, Periti Industriali, Agronomi e Forestali e Periti agrari, tutti gli ordini interessati, tranne l’Ordine dei Geologi della Sardegna. Lo rende noto in un comunicato lo stesso ordine professionale. Solo nella tarda mattinata della data di audizione, attraverso una telefonata da parte del Presidente della Commissione, On.le Giuseppe Talanas, al Presidente dell’Ordine dei Geologi dott. Giancarlo Carboni – si legge nella nota – invitava l’Ordine dei Geologi a partecipare ai lavori in oggetto. «Pur apprezzando il contatto dell’On.le Talanas, che oltre ad invitare l’Ordine dei geologi si scusava per l’accaduto, resta il fatto che, considerata la dimenticanza, non si è avuta la possibilità di poter fare neanche una minima attività di condivisione con il Consiglio dell’Ordine, e ancor meno con gli iscritti all’Albo, per proporre un fattivo contributo alla legge in proposta. Non possiamo esimerci dall’esprimere il nostro disappunto ritenendo scorretta ma quanto mai significativa la disattenzione che ha escluso l’Ordine dei Geologi della Sardegna dalla lista ufficiale degli Ordini professionali convocati. Da sempre i geologi si sono caratterizzati per una assidua presenza nel territorio, sempre al fianco delle Istituzioni con approccio collaborativo e di supporto. Mai abbiamo fatto mancare il nostro contributo quando coinvolti. Se non ci si ricorda dei geologi neanche nelle sedi istituzionali dove si discutono le norme che riguardano i futuri assetti del territorio sarà sempre più difficile riuscire a veicolare presso gli organi di governo alcuni concetti che riteniamo fondamentali, primo fra tutti che l’assetto geologico è ciò che determina la capacità d’uso del territorio e, restando nel contingente, che il pericolo negli alvei fluviali, così come nei canali, è dato non solo dai volumi d’acqua ma anche dai detriti e sedimenti mobilizzati dai versanti che amplificano esponenzialmente il rischio idrogeologico. Tale dimenticanza – conclude la nota – appare ancora più significativa se si considera che la stessa si compie quando a Bitti ancora si scava tra i detriti conseguenti all’ultimo caso di dissesto idrogeologico nel nostro territorio, e che sono ancora nella memoria di tutti quelli passati (Villagrande Strisaili, Olbia, Capoterra ecc.), che ripropongono puntualmente il tema della vulnerabilità geologica del territorio sardo».

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