Regione, la preferenza di genere è legge

Con 50 voti a favore e due contrari, il Consiglio regionale ha approvato alle ore 18.45 di oggi 21 novembre 2017 la modifica alla legge statutaria che introduce la preferenza di genere: alle prossime elezioni si dovrà votare obbligatoriamente un uomo e una donna. La norma è passata indenne a ben quattro votazioni a scrutinio segreto (che nel 2013 sfocio in una bocciatura) e introduce anche la parità al 50% nella compilazione delle liste. Un cammino travagliato giunto  a conclusione anche se ora bisognerà mettere mano alla legge elettorale. Lo sottolinea in un comunicato il segretario regionale del Partito Democratico Giuseppe Luigi Cucca che in una nota contare «l’approvazione della doppia preferenza di genere un risultato importante che conferma la vocazione riformista di questa legislatura. Una dimostrazione di unità della maggioranza di centrosinistra e del Partito Democratico che ha contribuito in modo determinante al passaggio di una norma storica per la Sardegna e per le sue istituzioni. Con il voto di oggi si è posto rimedio a un grave vulnus ed è stata restituita dignità alla nostra democrazia. È anche un risultato che ci pone avanti nel contesto nazionale, essendo tra le poche regioni d’Italia ad avere introdotto un efficace strumento a garanzia della parità tra uomini e donne nelle assemblee elettive. Resta da rivedere – conclude Cucca – l’intero impianto della legge elettorale – prosegue  Cucca – che deve essere corretta con meccanismi che garantiscano una maggiore democraticità nella rappresentanza di tutte le forze politiche e maggiore certezza nella composizione dell’Assemblea sarda, insieme a un migliore equilibrio territoriale».

Il presidente Francesco Pigliaru

Il governatore è intervenuto in Aula per difendere la proposta. «Le buone istituzioni sono quelle di Regioni che in questi anni hanno fatto passi importanti nella direzione delle pari opportunità e noi dobbiamo recuperare tempo gravemente perduto – ha detto Francesco Pigliaru – oggi facciamo un passo avanti che ci affianca a quelle Regioni che fanno le cose giuste. Sarebbe stato un errore gravissimo non andare aventi con questa legge, prolungare in modo velleitario un passato che ha negato i diritti delle donne».

Michele Cossa (Riformatori)

«Al risultato di oggi non si è arrivati per caso o in modo spontaneo: è stata decisiva l’azione intelligente e caparbia portata avanti in questi anni dalle giovani donne di “Meglio in due”, a cui deve andare la riconoscenza di tutti i sardi. In questi anni esse sono state capaci di coinvolgere decine e decine di amministratori locali, non solo donne ma anche moltissimi uomini, di tutte le parti politiche». Lo ha sottolineato nel suo intervento in aula il consigliere regionale dei Riformatori Michele Cossa. «Questa è una legge di crescita: culturale, sociale, politica. Quella capacità di crescita che deriva dal portato femminile alla politica, la cui positività è stata negli anni ampiamente dimostrata nell’esperienza quotidiana delle amministrazioni locali. Siamo stati l’unico gruppo politico a non avere votato cinque anni fa questa vergognosa legge elettorale. Oggi è stato sanato quel vulnus».

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