Regione, fiducia a Luigi Arru

Si è conclusa ieri dopo le 22.30, con la durissima contestazione di alcuni dipendenti dell’Aias, la giornata più lunga e difficile di Luigi Arru, da quando è alla guida dell’assessorato alla Sanità in Sardegna. Uscito indenne dalla mozione di sfiducia presentata da Forza Italia al termine dell’ultima seduta del Consiglio regionale prima della pausa estiva, Arru è stato contestato da alcuni manifestanti che nel frattempo lo aspettavano fuori dal Palazzo di via Roma a Cagliari. La sua auto è stata scortata per qualche metro dalle forze dell’ordine, prima che potesse allontanarsi dalla folla inferocita. Ma procediamo con ordine. La giornata di passione per l’assessore era iniziata alle 17, con l’inizio della discussione in aula di tre mozioni e un’interpellanza, tutte sulle criticità della sanità nell’isola. La seduta si è trasformata ben presto in un lungo attacco delle opposizioni all’indirizzo di Arru, che però ha dovuto affrontare anche il fuoco amico proveniente dai banchi della maggioranza. Una delle mozioni infatti portava la firma del consigliere del Partito dei sardi, Augusto Cherchi, mentre l’interpellanza era stata presentata dall’esponente dell’Upc, Pierfranco Zanchetta. Al termine della seduta-fiume, durata circa cinque ore, la mozione di sfiducia presentata dal vicecapogruppo azzurro, Marco Tedde, non è passata, mentre sono stati approvati i documenti del Partito dei sardi e l’altra mozione del consigliere dei Riformatori, Michele Cossa. Arru dunque salvo (e con lui la giunta guidata da Francesco Pigliaru), ma bersaglio in aula di attacchi durissimi, e non solo dalla minoranza. L’intervento più aspro e diretto è stato forse quello del consigliere del Pds, Roberto Desini, esponente della maggioranza: «Nel 2014 mi ricordo benissimo come, durante un vertice di maggioranza, Arru ci disse con umiltà che non aveva la maglietta di Superman per affrontare tutte le criticità della sanità. Oggi posso dire che però non ha indossato neanche quella del Gladiatore, e, dopo 4 anni e mezzo, forse la maglietta più consona da indossare può essere quella di Pinocchio, per tutte le bugie che sono state riferite ai sardi in materia di sanità. Ricordo anche le lacrime dell’assessore durante la conferenza stampa subito dopo l’approvazione della rete ospedaliera: lacrime che a distanza di tempo, possono essere paragonate a quelle dell’allora ministro Fornero. Mi auguro che per l’assessore non ci sia un’altra esperienza politica». Per quanto riguarda le opposizioni, duro anche l’intervento di Tedde: «Si sbaglia Desini a definire Arru un assessore “Pinocchio”, io credo invece che l’assessore Arru e il presidente Pigliaru siano il gatto e la volpe», le parole dell’azzurro. E il consigliere dei Riformatori Michele Cossa: «Nessuno pensa che Arru sia Superman o abbia bacchette magiche, ma è un dato di fatto che negli ultimi cinque anni la situazione della sanità sarda è peggiorata. Le riforme erano indispensabili, non necessarie, ma sono state fatte tardi e in maniera sbagliata. Non si spiegherebbe altrimenti l’incremento dei cosiddetti “viaggi della speranza”, con un numero sempre maggiore di sardi che va a curarsi fuori dall’isola. Non si fidano più». Arru, difeso da molti consiglieri della maggioranza – in particolare dai dem, Petro Cocco, Roberto Deriu e Gigi Ruggeri, e dagli esponenti di Mdp, Luca Pizzuto ed Eugenio Lai – non ha incassato passivamente gli attacchi, ma nel tempo concessogli per la replica è andato al contrattacco: «I conti della sanità sarda erano fuori controllo, abbiamo resistito all’entrata in un piano di rientro formale da parte del governo, che avrebbe implicato il blocco totale del turnover, addizionale Irap e Irpef e ticket. Ci dobbiamo pentire di questo? Il disavanzo durante la nostra gestione non è aumentato, noi abbiamo tirato fuori per la prima volta ammortamenti non sterilizzati che risalivano a 10 anni prima del nostro mandato». Per quanto riguarda poi la vertenza Aias, «noi abbiamo messo tutti i soldi necessari. Abbiamo dato all’associazione negli ultimi quattro anni 150 milioni di euro, qualsiasi azienda con una cifra del genere sarebbe stabile. Anche il Tar ha stabilito che non c’è nessuna correlazione tra il non pagamento di Aias di nove mensilità ai propri dipendenti e presunti ritardi nelle erogazioni di Regione e Ats». La chiusura di Arru è comunque amara: «Ho parlato con tutti in questi anni, mettendoci sempre la faccia. Non ho privilegiato né primari né interinali, tenendomi sempre distante dai giochi politici. Io mi assumo le mie responsabilità e sarò molto contento di ritornare a fare il medico, ma penso che molti altri dovrebbero assumersi le proprie responsabilità e farsi da parte per non danneggiare i sardi». (Api/ Dire) 15:09 03-08-18 NNNN