Chi è questo re della gloria?

Nella festa di oggi si ricorda la presentazione di Gesù al Tempio, in una liturgia ancora legata al Natale, ma che ci proietta già verso la Pasqua. Anche in questo episodio dell’infanzia di Gesù emerge lo stile proprio dell’agire di Dio, differente da quello dei grandi della terra, che ne rivela la maestà e la gloria incomparabili. Vediamo un bambino, è il Dio di Israele che prende possesso del suo Tempio. Eppure, nonostante le apparenze, qualcuno lo riconosce. Simeone e la profetessa Anna, accorsi al Tempio, mossi dallo Spirito, sanno leggere il segno. Per di più, il vecchio Simeone rivolge alla Madre parole profetiche che lasciano intravedere il mistero di cui esso è carico. Vede il Bambino, riconosce l’Atteso, la Luce delle genti, il segno di contraddizione, la pietra di inciampo.

È prerogativa della luce rendere chiara la realtà, e però mostrarne, così, anche la minima imperfezione e incompiutezza. Così questo bambino, che ha già turbato il sonno dei potenti e le loro mire ambiziose, è la Parola vivente del Padre, che scruta le profondità dell’uomo e lo Spirito di Dio. La Parola-Verità cui l’uomo, lo sappiamo, può chiudersi e opporsi. Il dramma di questa opposizione è esplicito proprio sulla Croce, massimo segno di contraddizione. Questo bambino è anche il segno imperscrutabile di un amore che si consegna inerme, in tutta la sua vulnerabilità. L’uomo. Sappiamo, può opporsi all’amore. Così, fin da questo primo incontro del Bambino con il suo popolo, Gesù si rivela segno di Dio. In Lui si sono incontrate la maestà divina e la fragilità dell’essere umano. Per questo può prendersi cura della stirpe di Abramo, da autentico mediatore, bene accetto a Dio, efficace interlocutore e difensore. È Lui, anche, quell’Angelo dell’Alleanza che intravedeva il profeta Malachìa. Lui, il “luogo” ormai definitivo dell’incontro tra Dio e l’umanità.

Gli sviluppi di questo incontro saranno davantiagli occhi della Vergine Madre ogni giorno della sua vita, perciò, dovrà incessantemente considerare dentro di sé il significato degli eventi di cui è testimone. Spada che
lacererà il suo cuore. Eventi a cui dare senso e rispondere amen ogni giorno, fino al sacrificio del Golgota, quando il Figlio sarà innalzato sulla Croce per attirare tutti a sé. Guardando la Vergine Madre, che ha accolto nella fede il mistero dell’irruzione di Dio nella carne, la Madre Chiesa, di cui è figura, sente l’urgenza del suo impegno. Sente di dover accogliere e donare Gesù, spandendo nel mondo la Luce del Suo Vangelo, annunciato fedelmente, nella sua difficile attualizzazione nel tempo. Finché venga il Suo Regno. È questo, anche per tutti i battezzati in Cristo, l’esercizio amoroso da assumere quotidianamente, ma è una missione per cui, ancora oggi, tanti uomini e donne, offrono interamente se stessi nella consacrazione religiosa. A loro particolarmente, lo vogliamo ricordare, la Chiesa dedica, con gioia, la odierna festività.

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