Quel Portale aperto su una Sardegna positiva

A 24 anni laurea alla Bocconi di Milano in “Economia dei mercati finanziari”, esperienze di lavoro subito in mezza Europa, praterie aperte e opportunità nel cuore del business finanziario mondiale: Massimiliano Cossu, 46 anni tra qualche giorno, ai primi del Duemila «molla tutto» per tornare nella sua Nuoro. «Ho pensato che potessi creare qualcosa qui», dice con la modestia dei “grandi”, negli uffici di “Portale Sardegna” in via Mannironi, la via larga di Nuoro, verso l’uscita per Cagliari, quindi freccia per scappare, oppure allargare la città e restare.
A Milano è tornato nel 2017 da Nuoro, per lanciare la sfida, quotando in Borsa la sua azienda, seconda nell’Isola a sbarcare in Piazza Affari. «Fuori la Sardegna è un sogno, spetta a noi trasformare il sogno in realtà, in impresa, in lavoro, in futuro»: da manager guarda oltre, non si cura più di tanto della stridente contraddizione, di queste settimane, tra il sogno generato dal Brand Sardegna e le voci piegate su se stesse che partono dall’Isola. La Sardegna, nelle lamentele vuote è trasporti costosi e inefficienti, turismo a costi insostenibili, terre di occupazione militare, inquinate da miniere, petrolio e amianto, latte a 60 centesimi scaraventato nei pozzetti di scarico, giovani che scappano, dispersione scolastica, paesi morenti nello spopolamento progressivo, disoccupazione a livelli del nord Africa, importiamo l’80 per cento di quello che mangiamo. «Avvertiamo anche noi tutto questo – annuisce infatti Massimiliano Cossu – ma rispetto al grumo indistinto di chiacchiere, noi costruiamo una Sardegna positiva: siamo una società privata che deve fare fatturato, trae la sua forza dal territorio e deve garantire ora 50 stipendi».
Insomma c’è di mezzo il mare tra concretezza e teorie: nella sala della Provincia durante la presentazione di Sardinia East Land, progetto regionale sul turismo, non sarebbe stato fuori luogo ascoltare le proposte operative di chi opera quotidianamente sul campo. Eppure hanno varcato “Portale Sardegna Group” cinque investitori di fondi d’investimento europei, che hanno deciso di sostenere la piccola società cooperativa, nata a Nuoro nel 2000 e trasformata rapidamente in società a responsabilità limitata. Le difficoltà non fermano la determinazione. «So che quando ho deciso di lasciare la grande finanza e tornare a Nuoro, mi prendevano per matto », confessa Massimiliano Cossu deciso nell’affermare contemporaneamente che rifarebbe tutto da capo riassumendo così le prime tre difficoltà, i primi tre gradoni da scalare: «Mancano le risorse umane qualificate e non esiste alcun rapporto con gli operatori formativi» (traduciamo, le agenzie pubbliche di formazione sono lontane anni luce dalla realtà dell’economia e dall’innovazione); «Non c’è network e scarseggiano gli imprenditori» (pochi e incapaci a fare rete); «è totalmente assente il Bench Marking » (confronto costante con il mondo esterno da cui attingere le esperienze più avanzate).
Roba da far desistere e far tremare i polsi. Eppure la società e i giovani vanno avanti. Nel 2004 nasce l’agenzia “Atlantidea viaggi” puntando a creare un riferimento reale e non solo virtuale alla clientela. Poi l’apertura all’aeroporto di Olbia per “Sardinia Open Voucher” dedicata alla bassa stagione. Nasce Sardegna.com e il portale si trasforma in Portale Sardegna Spa. Quel giovedì 16 novembre 2017, primo giorno di quotazione in Borsa a Milano, Palazzo Mezzanotte, sovrastato dalla scritta “Borsa Italiana”: foto di gruppo, volti distesi di soddisfazione ma oggi a scanso di equivoci da Nuoro il Comandante Max sottolinea, che «la Borsa non è l’arrivo, è solo la partenza». E ne ha ben donde: passano sulle linee on line di “Portale Sardegna”, specializzate per Destinazione Sardegna,cinque milioni di visitatori l’anno e per loro si organizzano la vacanza dei sogni. Non aspettano il cliente con l’inerzia del vecchio bottegaio sull’uscio del negozio. Tutto il gruppo è ben consapevole che occorrono atti di rottura netta col passato dell’organizzazione turistica. L’allungamento della stagione, desueto e antico anche il termine “destagionalizzazione”, avviene per scelte precise. I competitors internazionali di “Portale Sardegna Group” ammortizzano i costi in due volte e mezzo di tempo in più. Operano cioè tutto l’anno, non i classici due o tre mesi. Realtà dura. Ecco perché negli uffici di via Mannironi, si guarda con fastidioso distacco alla ripetitiva e noiosa convegnistica deipower point sull’allungamento delle stagioni. O perché non vengono manco invitati o perché non hanno gran voglia delle chiacchiere inconcludenti sulla “Sardegna oltre il mare”. Il Portale, piuttosto, è aperto ai luoghi, alla vita dei luoghi che si possono vivere e toccare, scuotendo i sindaci, con alta sensibilità, dei paesi dell’interno e i piccoli borghi della costa.
Da qui l’intuizione di queste settimane trasformata in due progetti- pilota, sui quali la scommessa è forte: Sardinian Long Stay Winter si innesta nella rapida recente evoluzione dell’offerta turistica, proposta è rivolta alla fascia di persone di mezza età, in prevalenza del nord Europa, per un periodo prolungato di soggiorni nelle destinazioni con clima più mite e con dettagliata organizzazione dell’accoglienza. Coinvolte le istituzioni locali, la cultura locale, le attività e le esperienze dirette della vita comunitaria, la possibilità di vivere il borgo o il paese, costi giusti, clima temperato, facilità dei trasporti. Progetto focalizzato subito sui comuni di Nuoro, Posada, Galtellì, Bitti e Pula. Si inizia con Bitti e Posada indicati con «Amministrazioni capaci e lungimiranti, popolazione che crede nel turismo come volano di sviluppo, paesi identitari ricchi di attrattori turistici, borghi con caratteristiche uniche». Il Timing (tempi e tabella di marcia) è pronto: numero persone su cui puntare 100, appartamenti coinvolti 40-50, periodo inverno dicembre 2019-marzo 2020, inizio attività settembre 2019, inizio azioni di marketing marzo 2019, paesi di provenienza dei turisti, Scandinavia, Irlanda, Inghilterra, Germania. “Portale Sardegna” mette a disposizione 45 risorse. Obiettivo e titolo del progetto: Da turista a cittadino. Quelle settimane dovranno restare nel cuore e nella mente, perché gli ospiti potranno «cucinare sardo, parlare in sardo, conoscere e vivere la Sardegna» e andranno via stringendosi al petto il certificato di cittadinanza onoraria del paese che li ha ospitati.
Il secondo progetto in rampa di lancio è Open Voucher Experiences, (il mio modo di viaggiare). A guidarlo è una nuova formula turistica: vivere emozioni durante il viaggio: visitare un luogo, ammirare le testimonianze storiche, gustare un piatto tipico locale o semplicemente vivere esperienze particolari di un territorio. Da qui la sollecitazione, attraverso una rete di alta innovazione tecnologica, a percorsi condivisi, a proporre nuovi itinerari, alla creazione della possibilità di “Pianifica, Vivi, Condividi”. Sono i pilastri sui quali si basa l’esperienza Open Voucher, per consentire all’utente la costruzione di un itinerario a tema oppure procedere con il self made (faccio da me). Nel vocabolario di Portale Sardegna Group e di Massimilano Cossu non esiste il verbo tornare indietro, ma andare avanti è sottolineato in rosso. Come nell’aprile scorso, quando nel gruppo è entrata la cagliaritanaRoyal Travel Jet, proprietaria di portali specializzati sul turismo di lusso nel mercato straniero. Per la prima volta Nuoro “conquista” Cagliari: gesti che invertono la storia.

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