Quaresima: innamorarsi di Dio
di Michele Casula

4 Marzo 2022

5' di lettura

Sta scritto – è stato detto – «Vicino a te è la Parola, sulla tua bocca e nel tuo cuore». Protagonista di questa prima domenica di Quaresima non è il diavolo, come potrebbe sembrare al lettore superficiale, ma la Parola, che si realizza in Cristo. Le risposte di Gesù al tentatore sono il compimento di quella parola annunciata nei secoli. Nell’ascolto l’uomo trova la forza di mantenere la propria libertà anche di fronte alle seduzioni del peccato che conducono alla più radicale delle schiavitù. «Sta scritto». A tutto Gesù mette avanti la Parola. Gesù, Parola fatta carne, si lascia condurre, immergendosi sempre di più nella relazione d’amore col Padre, obbediente fino alla croce. Diventa essenziale per la nostra fede leggere, ricordare e mantenersi nella sua Parola: «Se rimanete nella mia Parola, siete davvero miei discepoli; conoscerete la verità e la verità vi farà liberi». Il diavolo ( colui che divide) tenta Gesù nella sua vera, non apparente, dimensione umana, propone di ribaltare il progetto di Dio, usando la sua stessa potenza divina. Hai fame? Se tu sei figlio di Dio puoi trovare una soluzione a questo tuo problema. Ancora: Sei il Messia? Non puoi essere un Messia fragile ma potente, se userai la tua potenza divina per realizzare il progetto in modo diverso da quello a cui sei chiamato. Sembra di rivivere la stessa scena dell’inizio dell’umanità, quando Adamo fu tentato: «Se ne mangerete diventerete come Dio». Il tentatore vuole dividere l’uomo da Dio, insinuando nel suo cuore la possibilità di sostituirsi a Lui. Con Gesù si comporta allo stesso modo: se tu farai scelte diverse da quelle a cui sei chiamato, potrai conquistare l’universo e l’umanità cadrà ai tuoi piedi. D’altronde il desiderio degli uomini, ad iniziare dai suoi discepoli, era proprio quello di un Messia potente e conquistatore. Gesù si troverà spesso a dover rieducare i suoi discepoli: Pietro, i figli di Zebedeo, i discepoli di Emmaus. Le tentazioni sono poste prima della vita pubblica di Gesù e vengono vissute nel deserto. Il deserto è il luogo della fragilità del popolo, ma è anche il luogo dell’innamoramento: «Io la sedurrò, la condurrò nel deserto e parlerò al suo cuore» ( Osea). Il deserto è il luogo della scelta se stare con Dio fino al compimento delle promesse o decidere di abbandonare il progetto di Dio, per seguire le aspettative del mondo. Il brano delle tentazioni apre per noi un tempo importante del cammino liturgico e ci mostra il senso della Quaresima. Vogliono dirci: sei disposto a fare un cammino di purificazione che ti porterà a vivere in pienezza la Pasqua, passando per lo scandalo della croce? Se accettiamo questo percorso di conversione, Gesù ci mostra quali sono le coordinate di questo cammino. Prima di tutto mettere da parte la ricerca sfrenata delle soddisfazioni materiali («non di solo pane vivrà l’uomo»). Il pane (il vestito, il denaro) è una necessità, ma se prende il sopravvento su tutto diventa idolatria. La seconda coordinata è legata alla prima: «Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto». Significa mettere Dio non in antagonismo con le nostre scelte umane, ma dentro la vita, che diventa allora storia dove si compiono le sue promesse. Tutte le volte che l’uomo, nel suo desiderio di affermazione, cerca di sostituirsi a Dio, in una ricerca di potere e gloria, diventa schiavo del maligno e si autodistrugge. La terza coordinata «È stato detto: “Non metterai alla prova il Signore Dio tuo”», porta a compimento questo percorso di conversione. Spesso siamo tentati di credere in un Dio che si sostituisca alle nostre responsabilità di uomini liberi, un Dio miracolistico. Davanti al suo silenzio, gravido di amore e di rispetto della nostra responsabilità umana, preferiamo lasciar perdere e allontanarci. Siccome Lui non fa quello che io voglio, non esiste! È la tragica conclusione di tanti, che si lasciano vincere da quella terribile terza tentazione. È stata la tentazione dei suoi discepoli che, però, dopo un lungo percorso alla sua scuola, si apriranno alla novità dello Spirito. Mettiamoci anche noi alla scuola della Parola e lasciamoci condurre verso la Pasqua, facendo deserto di tutte le nostre schiavitù e idolatrie. © riproduzione riservata L’immagine: Ivan Nikolaevic Kramskoj, La tentazione di Gesù Cristo nel deserto (San Pietroburgo 1872-1874) The Tretyakov Gallery, Mosca  

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