Quarantena a Santu Predu

Un silenzio surreale avvolge ogni cosa e tutto sembra essere pervaso da una malinconica calma. Persiane accostate e chiuse, danno l’idea di abitazioni deserte, qua e là imponenti impalcature attendono la ripresa dei lavori e macchine abbandonate in sosta sprigionano tutta la loro inutilità. A corte ‘e susu, a prata ‘e cumone, a su Sarbadore e a sa Maria ‘e Lodè, così come in tutti i quartieri di Santu Predu i vicini di casa erano soliti salutarsi dalle finestre e dai balconi, mentre ora ognuno vive col fiato sospeso rinchiuso nella propria abitazione. Nei muri delle case aleggiano storie antiche tramandate nei silenzi dei focolari che sembravano ormai dimenticate. Dai comignoli – moderni impianti di riscaldamento hanno sostituito pressoché tutti i caminetti – qualche rigagnolo di fumo si leva verso il cielo per dire che la vita continua a scorrere dentro le mura.
A me mancano i saluti, i sorrisi, le carezze, le strette di mano e gli abbracci delle persone che voglio bene. Affacciata alla finestra della mia casa vedo via Poerio, Piazza della vite e via Paganini immerse nel silenzio statico avvolto nella luce opaca di un grigio plumbeo. I bambini restano rintanati nelle case, perfino i cortili non più animati dai giochi infantili sono privi di vita. I vicoli orfani di adulti che fino a qualche giorno prima avevano accompagnato i bambini a scuola e di ragazzi che, zaino sulle spalle, erano soliti incontrarsi con i compagni di scuola provenienti dai diversi quartieri per dare libero sfogo alle loro giovanili esuberanze prima di rinchiudersi nelle aule scolastiche di Santu Predu. Non si avvertono più i passi frettolosi di alunni che, finite le lezioni, fanno rientro a casa.
Per decreto del Presidente del Consiglio, dal 5 marzo le scuole di ogni ordine e grado restano chiuse e ogni attività didattica è stata sospesa al fine di prevenire e contrastare il diffondersi del COVID-19 e dal 9 marzo il decreto “IO resto a casa” ha vietato ogni forma di assembramento di persone in luoghi pubblici su tutto il territorio nazionale. A questo appello ha risposto con grande senso civico anche la Nuoro di Santu Predu, che nel rispetto delle regole ha rinunciato alle sue radicate abitudini. E’ la Nuoro dei pastori, per natura poco inclini a modificare le proprie abitudini di uomini avvezzi a spostarsi in totale libertà e che incuranti delle intemperie, da sempre sfidano vento, pioggia e neve ma che di fronte ad un pericolo così serio per non mettere a repentaglio la vita di nessuno e tanto meno la propria, con grande senso di responsabilità si attiene con scrupolo alle norme imposte per decreto.
Da lunedì 16 marzo la voce di Radio Barbagia è entrata in tutte le case con la preghiera della novena alla Vergine delle Grazie affinché interceda contro il diffondersi dall’epidemia del coronavirus, regalando ai credenti momenti di intensa religiosità. Nessuno altro svago è concesso se non l’intimità della famiglia, un buon libro e una buona musica che con le ali dell’immaginazione ci fanno
viaggiare lontano e ci regalano preziosi scrigni di memorie.
A testimonianza della vita che continua, un rigoglioso albero di limone con le sue fronde cariche di copiosi frutti orna un vicolo antico lastricato di masselli di granito dove un tempo risuonavano le ruote dei carri che andavano a rinchiudersi nel cortile del ricco padrone e un ciclamino bianco fiorito alla finestra di una casa immersa nel silenzio ci offrono il volto della speranza. Nonostante tutto, la natura ci elargisce i suoi doni così come il Buon Dio non abbandona mai i propri figli.

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