«Provate a vincere, la vita è più bella di quanto credete»

La vita, la fede, la famiglia. Sono solo alcuni dei temi affrontati in questo colloquio con Paolo Palumbo, ventidue anni, nuorese trapiantato con la famiglia a Oristano, il più giovane affetto da Sla (Sclerosi laterale amiotrofica) di tutto il continente europeo, reduce dalla forte esperienza vissuta sul palco del Festival della canzone italiana di Sanremo dove, come riconosciuto a furor di popolo, ha dato una grande lezione di vita e una grande testimonianza di fede, importantissima perché considerata naturale, non ostentata né da ostentare. «La mia fede è aumentata nel corso del tempo», spiega con molta chiarezza Paolo: «Prego molto: il tempo che ho per farlo è davvero tanto, e per quanto io non abbia trovato la risposta al grande mistero, credo in Dio e confido nel suo operato. È anche per questa ragione se ho accettato la mia condizione che mi inchioda a un letto».

Il gusto della vita e la missione di aiutare il prossimo…

«Sono uno chef e una delle cose più importanti per me sono i sapori. Il gusto è una missione di vita ma è anche un senso fondamentale perché rievoca ricordi, provoca sensazioni, entusiasma e soddisfa. Quando mi è stata diagnosticata la Sla, ho scoperto che una delle sue conseguenze è l’atrofia dei muscoli della deglutizione. Immaginare persone che non provano un sapore da anni mi ha particolarmente scosso, e mi sono sentito in dovere di intervenire. Senza gusto, la vita è priva di colore, l’assaporare è un condimento essenziale per il nostro benessere sotto tutti i punti di vista».

Un momento di introspezione.

« Il messaggio più importante tra tutti quelli che ho cercato di portare sul palco dell’Ariston a Sanremo, è quello di ricordarsi che le malattie ci mettono tutti sullo stesso piano. Non importa a che ceto sociale apparteniamo, non importa a quanto ammonti il nostro conto in banca o quale sia il nostro ruolo nella società, tutti potremmo trovarci vittime di una condizione difficile e proprio per questo motivo tutti dovremmo pensare di stare vicino al prossimo anchequando si è in salute, perché il domani è imprevedibile e potremo fronteggiarlo solo se stiamo uniti e solidali».

L’importanza dell’ambiente familiare: qual è la visione della famiglia secondo Paolo?

« La mia famiglia è la parte più importante della mia vita. Mi stanno sempre vicini, senza di loro letteralmente non potrei vivere. Mio fratello Rosario (che lo accompagna e sostiene sempre e dovunque anche sul palco dell’Ariston ndr)non è solo le mie gambe e le mie braccia, ma anche l’unica persona al mondo che sa riconoscere ogni segnale che gli mando con gli occhi e con le espressioni del viso. Poi ci sono i miei genitori, che si sono sacrificati adattando la loro quotidianità alle mie esigenze. E infine gli amici, che non mi hanno abbandonato, ma che mi vengono a trovare sempre e continuiamo a farci delle grandi risate».

Una storia piena di avventure importanti, successi e soddisfazioni.

« Accidenti qui c’è molto da dire. Le tappe più significative della mia storia sono tutte si-curamente successive alla diagnosi della Sla. Inprimis, il libro di ricette d’alta cucina per malatinei primi stadi di disfagia, che ho scritto con ilmio grande amico Luigi Pomata. Poi, l’invenzione del tampone che restituisce il piacere di gustare i sapori a chi si nutre con la peg e ancora l’incontro con Obama nel 2017, lamia campagna elettorale
per la sensibilizzazione dei malati gravi, con l’obiettivo di creare un assessorato alla Disabilità in Sardegna, e poi tutto ciò che riguarda Sanremo. C’è davvero troppo da dire, e la cosa assurda è che è successo tutto nel giro di pochissimo tempo».

Un messaggio a chi non ha voglia di lottare?

«Io sono un giovane che proviene da una regione che viene dimenticata dagli stessi connazionali, eppure pur essendo bloccato da una malattia grave, ho raggiunto dei traguardi impensabili ai più e non li ho raggiungi perché sono “disabile”. Quindi a chi non prova a vincere la propria battaglia voglio dire: non siete soli, non lasciatevi andare, la vita è più bella di quanto credete e per farcela dovete tornare con la mente a quando avete deciso di intraprendere un percorso, tornare alla scintilla che ha fatto esplodere in voi il desiderio di fare qualcosa. Ripensate con entusiasmo a ciò che vi spinge ad alzarvi la mattina, e troverete l’energia per continuare a combattere. Dopo Sanremo le cose stanno cambiando repentinamente, ci sono delle cose davvero bellissime all’orizzonte, ma è tutto in una fase di progettazione per cui parlarne adesso sarebbe prematuro. Restate in ascolto».

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