«Pronti a denunciare la Commissione Europea»

PESTE SUINA AFRICANA LETTERA DI PIGLIARU ALLA MINISTRA

«Le chiedo un ulteriore impegno affinché entro il prossimo mese di novembre abbia luogo la missione ispettiva della Commissione europea in Sardegna, che non potrà che fotografare i progressi fatti sull’eradicazione della peste suina africana e dai cui esiti mi attendo una rapida modifica della decisione 709 del 2014. Qualora, a fronte dei dati oggettivi di cui disponiamo, dovesse permanere un atteggiamento punitivo nei confronti della Sardegna e dell’Italia, non potremo rimanere inerti e, pertanto, le chiedo, fin da ora, di assumere l’impegno di adire le vie legali nei confronti della Commissione stessa, che sta venendo meno ai principi sanciti nei trattati dell’Unione europea di proporzionalità e di pari trattamento tra Stati membri». Si chiude così, la lettera del presidente della Regione Sardegna, Francesco Pigliaru, inviata sei giorni fa al ministro della Salute, Giulia Grillo, per chiedere supporto al governo nel braccio di ferro con l’Europa verso un allentamento dei pesanti vincoli commerciali imposti all’isola per l’ormai quarantennale presenza della peste suina nel suo territorio. La lettera fa riferimento alla riunione dello scorso 15 maggio tra il governatore sardo e il commissario europeo per la salute e la sicurezza alimentare, Vytenis Povilas Andriukaitis, durante la quale Pigliaru aveva chiesto una visita in Sardegna di una delegazione della commissione, «in tempi ragionevolmente brevi», per verificare il lavoro fatto dalla Regione e i risultati conseguiti nella lotta per l’eradicazione della malattia infettiva.

«La situazione epidemiologica in Sardegna rimane complessivamente favorevole – spiega Pigliaru nella lettera – con la malattia confinata nelle aree della Barbagia e dell’Ogliastra, dove si sono verificati negli ultimi mesi alcuni sporadici focolai di malattia, peraltro eradicati rapidamente e con grande determinazione. Le attività di depopolamento dei suini bradi, principale fonte di malattia, e di repressione della illegalità sono già riprese dopo un rallentamento nel periodo estivo in cui molte forze regionali essenziali per la lotta alla psa sono state impegnate nella campagna antiincendio». Anche nei cinghiali selvatici, prosegue il governatore, «la situazione sembra evolvere nella direzione auspicata di un graduale esaurimento della malattia, evoluzione che sarà comunque accuratamente verificata nel corso della prossima stagione venatoria, alla quale ci si sta adeguatamente preparando». Il Consiglio regionale ha poi recentemente adottato una legge per la valorizzazione della suinicoltura sarda, ricorda Pigliaru, «dalla quale mi attendo un ulteriore impulso verso la professionalizzazione del settore e la eradicazione della psa. La Regione Sardegna, quindi, sta continuando con grande determinazione il grande sforzo profuso negli ultimi anni per arrivare al risultato da tutti auspicato, e i risultati confermano la qualità degli interventi fatti». Tuttavia, rimarca il presidente, «non si sono ancora concretizzati da parte dei servizi della Commissione quelle azioni, ed in particolare la attuazione di una missione ispettiva in Sardegna, sulle quali lo stesso commissario Andriukaitis aveva preso precisi impegni. Le condizioni che tuttora si applicano al commercio di suini e dei loro prodotti provenienti dalla Sardegna, in attuazione della decisione di esecuzione della commissione 709, sono sempre più chiaramente sproporzionate al rischio psa causato dalla migliorata situazione epidemiologica e di controllo della filiera suinicola». Questa sproporzione, conclude Pigliaru, «ormai appare sempre più chiaramente discriminatoria nei confronti della Sardegna e dell’Italia, se la si paragona alle misure molto più blande che la Commissione applica nei confronti degli altri Stati membri della Ue in cui la psa è presente e nei quali continua a diffondersi in modo estremamente preoccupante, come ad esempio dimostrato la scorsa estate in Romania, Polonia e Lituania, tutti Paesi in cui si è verificato un numero di focolai di malattia molto più elevato rispetto alla Sardegna». (Api/ Dire) 19:27 22-10-18 NNNN
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