Project Asl legittimo ma senza atto aggiuntivo

Sarà la polizia postale a chiarire autori e motivazioni del falso comunicato dell’Assl  di Nuoro che ieri sera ha tratto in inganno molti organi di informazione dando comunque la notizia della sentenza definitiva della terza sezione del Consiglio di Stato sul project financing (https://www.ortobene.net/project-salvato-fake-news-beffa/). La fake news e le conseguenti interpretazioni della prima ora non sono sfuggire alla consigliera regionale Anna Maria Busia «Colpisce – ha detto l’avvocato e esponente di Campo progressista all’agenzia DIRE – la strana velocità con la quale taluno, evidentemente dopo una lettura affrettata e superficiale della sentenza del Consiglio di Stato, canti vittoria. Com’è facilmente accertabile, a seguito di un’attenta lettura delle motivazioni del giudice amministrativo, gli atti aggiuntivi sono stati annullati, con tutto ciò che ne consegue, e per il contratto originario si dovrà proseguire l’azione già iniziata davanti al giudice ordinario per grave inadempimento contrattuale». Intanto, dopo la tempesta di ieri notte, anche una nota dell’Ufficio stampa conferma la fake news costruita su una mezza verità perché è vero che i giudici d’appello hanno nel loro pronunciamento, pur rimandando a un ulteriore esame di merito la questione al giudice civile, sostanzialmente legittimato il contratto originario del project firmato nel 2007, ma nello stesso tempo hanno ritenuto illegittimo l’atto aggiuntivo numero 2 firmato nel 2014. In sostanza il Consiglio di Stato ha dato un colpo al cerchio e uno alla botte accogliendo solo il parte il ricorso della società concessionaria Polo Sanitario Sardegna Centrale (Pscc). Non è stata considerato fondato l’annullamento del contratto voluto nel 2016 in sede di autotutela dall’allora commissario Mario Palermo dopo un pronunciamento dell’Autorità anticorruzione (https://www.ortobene.net/saita-10-anni-segnati-dal-project-financing/). Su questa parte, secondo il Consiglio di Stato ha sbagliato anche il Tar, anche se i giudici amministrativi d’appello indicano all’Ats (l’Asl unica) la strada della giustizia civile per far valere le eventuali ragioni. Resta nella sostanza, però, il via libera da parte del Consiglio di Stato alla parte più sostanziosa con un significativo avallo alla cancellazione di quell’atto aggiuntivo firmato nel 2014 che, con una serie di ulteriori condizioni favorevoli per il concessionario, avrebbe in realtà snaturato il project. Giusta quindi la decisione su questo punto del commissario Palermo e la sentenza del Tar che aveva respinto il ricorso della Pscc consentendo quindi – come ribadisce l’Ats – di risparmiare quasi 150 milioni di euro.

Questa la nota ufficiale dell’Azienda Tutela della Salute che riprende il comunicato diffuso ieri notte nella sua pagina Facebook dal capogabinetto dell’assessorato regionale alla Sanità Gianni Salis (ancora https://www.ortobene.net/project-salvato-fake-news-beffa/).

«Al fine di contribuire a chiarire definitivamente i reali contorni della vicenda inerente la sentenza del Consiglio di Stato sul Project Financing, pubblicata nella tarda serata di ieri, si ribadisce che l’unico comunicato stampa ufficiale diramato da ATS Sardegna/ASSL Nuoro è il seguente:
Project financing di Nuoro: Consiglio di Stato conferma annullamento atto aggiuntivo. Per ATS minori esborsi per 148 milioni di euro
Il Consiglio di Stato conferma sostanzialmente  la Sentenza del Tar Sardegna. In particolare gli aspetti su cui si è concentrato Palazzo Spada sono due:
a) il cosiddetto atto aggiuntivo, che avrebbe avuto un impatto complessivo per tutta la durata del project pari a 148 milioni di euro di costi aggiuntivi  per Ats. Ebbene l’atto aggiuntivo è stato definitivamente annullato confermando integralmente la Sentenza del Tar Sardegna e le posizioni Ats;
b)  rispetto al contratto originario il Consiglio di Stato ha riformato parzialmente la sentenza del TAR Sardegna, disponendo che l’ATS potrà e dovrà  far valere i vizi di tale contratto mediante azione civile dinanzi al giudice ordinario, azione già avviata.
Infine, rispetto a falsi comunicati che sono stati inviati in queste ore ad organi di stampa che affermano il contrario, Ats sta procedendo a sporgere denuncia all’ Autorità giudiziaria».

IL LEGALE DELL’ASSL

 

«La pronuncia del Consiglio di Stato ci soddisfa pienamente per quanto riguarda la conferma della legittimità dell’operato della Asl, con riferimento all’annullamento in autotutela dei provvedimenti presupposti all’atto aggiuntivo due, i cui gravissimi vizi sono stati confermati anche dai giudici di Palazzo Spada – ha detto all’Agenzia Ansa  l’avvocato della Assl di Nuoro Augusto Vacca -. Per quanto invece riguarda la concessione originaria, andremo dal giudice civile, a farne dichiarare l’invalidità o, in subordine, la sua risoluzione per inadempimento del concessionario, seguendo le indicazioni che lo stesso Consiglio di Stato ci ha dato, dal momento in cui ha ritenuto che i vizi riguardano direttamente il contratto originario o la sua esecuzione e non anche gli atti di gara».

IL LEGALE POLO SANITARIO (PSSC)

«Il Consiglio di Stato ha riaffermato un principio di civiltà giuridica. E cioè che un’amministrazione, in questo caso la Asl e l’Ats, non può intervenire mediante l’esercizio di poteri autoritativi per far cessare l’efficacia di un contratto sottoscritto tra le parti. Può azionare rimedi civilistici recedendo dal contratto o può andare da giudice civile per far dichiarare la risoluzione per inadempimento». Lo ha dichiarato all’ANSA l’avvocato Antonello Rossi, legale con Giorgio Fracastoro a Maria Teresa Grassi, del Polo Sanitario della Sardegna centrale (Pssc).